APPROFONDIMENTI

Note sulla storia dei WALSER

Popolazioni di origine e di lingua germanica, note col nome di Walser, già prima del X° secolo si erano stabilite nell'alto Vallese (il nome Walser sarebbe una contrazione di 'Walliser '= vallesano), essendosi affermati come abilissimi agricoltori/pastori capaci di sopravvivere nei territori ad alta quota, dove riuscivano a trasformare i boschi in pascoli, a dissodare e coltivare terreni scoscesi aggrappati a quote incredibili, organizzando il lavoro in un preciso sistema collettivo, che solo poteva permettere la sopravvivenza delle comunità in situazioni tanto avverse.
Dal Vallese iniziò poi nel corso del XIII° secolo un processo di graduale travasamento oltre i confini di questa regione, nella zona dei Grigioni, del Lichtenstein, del Voralberg, del Tirolo ed anche sul versante italiano del Monte Rosa: fu così che si costituirono comunità Walser sempre più radicate in Val d'Ossola, in Valsesia, nella Valle di Gressoney. Una delle principali vie di accesso al territorio italiano fu il Passo di Monte Moro, tra la Valle di Saas e Macugnaga: questo punto è stato per secoli punto di incontro delle comunità delle varie vallate che vi si recavano regolarmente in occasione della fiera annuale che si svolgeva nei pressi di un tiglio secolare. Questa migrazione non avveniva 'all'avventura', ma sulla base di precisi contratti, stipulati con i proprietari delle terre, che potevano così ricavare un reddito anche da territori in alta quota, altrimenti non remunerativi. La colonizzazione portò anche maggior stabilità in queste vallate, ora saldamente presidiate da comunità fortemente coese e determinate a non farsi saccheggiare dalle ricorrenti scorrerie di predoni di varia provenienza. Dunque alla base di queste migrazioni non c'è stata la forza delle armi, ma una capacità riconosciuta di 'conquistare' le terre alte con un formidabile lavoro basato sulla solidarietà collettiva.
Le colonie Walser si organizzavano in piccoli nuclei di casolari sparsi nelle vallate, all'incirca sui 1500 m di quota, dove una pianificazione attenta del lavoro, individuale e comunitario, rendeva possibile non solo un'economia di sopravvivenza ma anche condizioni di notevole dignità, se confrontate nel contesto generale del tempo. La capacità di affrontare le asprezze del lavoro in alta quota garantiva loro clausole contrattuali di maggior libertà e di autonomia sociale, testimoniate anche dagli statuti di quelle antiche comunità di 'freie Walser' (liberi Walser, com'erano definiti già nel XIV° secolo).
Interessantissima l'architettura delle loro case: basate su una struttura in legno e contornate da ampi loggiati, dotati di griglie su cui veniva sistemato il fieno per potersi asciugare, nelle case walser ogni elemento ha una funzione pratica ma si raccorda al resto in un insieme che da spazio al bello. Non stupisce che numerosi discendenti di antichi coloni, emigrando dalla Valsesia in tutta Europa, siano diventati apprezzati progettisti e costruttori di chiese ed edifici civili, pittori e scultori in legno.
L'abilità delle donne si manifesta invece nella varietà dei tessuti, nell'eleganza dei ricami, nella raffinatezza dei costumi che accompagnavano i momenti più fondamentali dell'anno.
Per secoli i Walser, incuranti delle influenze degli idiomi circostanti, hanno continuato a parlare la loro lingua originaria, un tedesco arcaico, che ora sopravvive in una cerchia molto ristretta di persone e nelle iscrizioni disseminate un po' dappertutto.

Il grande sentiero Walser
Eccezionale rete di sentieri, ideata dal CAI di Macugnaga e realizzata con la collaborazione dell'Ufficio del Turismo Svizzero, attraversa e collega le regioni alpine dove nel corso del XII e XIII secolo si insediarono le comunità Walser. Nelle loro migrazioni i Walser dovettero superare alti valichi, certamente meno innevati di quanto siano ora, grazie al clima più caldo di quei secoli. Furono grandi costruttori di sentieri, alcuni dei quali conservano ancora oggi l'antico fondo mirabilmente lastricato e gradinato. Il percorso integrale di questo itinerario può essere suddiviso in 34 tappe che toccano Zermatt, Briga, Formazza, Bosco Gurin, Airolo Splugen, Arosa, Davos, Bludenz, Mittelberg le testate delle valli del Monte Rosa, più numerose varianti. Non solo itinerario di grandissimo interesse escursionistico ma autentico viaggio nella storia di questo antico popolo alpino.

Per un approccio più approfondito sulla storia e la vita quotidiana di queste comunità è consigliabile visitare il Museo Walser in località Pedemonte a pochi minuti dall'abitato di Alagna. Si tratta di una casa a tre piani del 1628, che un restauro accurato ha riportato ai suoi caratteri originari: uno spazio dove sotto un unico tetto sono concentrate le funzioni domestiche e agricolo-pastorali. La visita guidata dura circa 1 ora ed è molto interessante.
Per informazioni e prenotazioni:
MUSEO WALSER di Alagna - Frazione Pedemonte
Tel 3471377404 oppure APT Alagna: tel 0163922988

Per ricordare queste tradizioni viene organizzato ogni anno, a cura delle sezioni del luogo, un 'incontro delle genti del Rosa' proprio sui valichi che sono stati storicamente interessati dal passaggio di queste genti.

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