Commenti dei visitatori alla mostra: DIALOGO NEL BUIO

Daniela, luglio 2007
Mi presento, sono Daniela. Scrivo da Corteno Golgi, un piccolo paese in alta Vallecamonica, in provincia di Brescia. Ho 22 anni, studio fotografia. Questo é stato uno dei motivi che mi ha spinto ad interessarmi al 'percorso': qui non è più la luce la protagonista...
Seguo un gruppo di bambini di dieci anni nell'incontro settimanale di catechesi. Attraverso un racconto del vangelo ho cercato di toccare il tema della 'cecità' con tutto ciò che ci ruota intorno..
Ho riscontrato un grande interesse, la loro curiosità -insieme alla mia- mi ha spinto ad andare oltre.
Sono riuscita ad organizzare questa giornata a Milano. L'esperienza è stata super positiva!
Penso che ci abbia aperto davvero nuove porte. E' stato emozionante!
Ho chiesto direttamente ai bambini di scrivere un 'giudizio'. Ecco le loro risposte.

maggio 2007
Studenti e studentesse del liceo 'Sarpi' di Bergamo dopo aver visitato la mostra hanno elaborato le loro sensazioni che si possono leggere nel documento allegato. In particolare la prof. Caldarini ci segnala che la poesia di Greta Carrara è stata scritta da una alunna non vedente.

Sara, aprile 2007
In primis, il mio pensiero va a Giuseppe. Grazie davvero per avermi regalato splendide emozioni, che mai avrei pensato di provare. Curiosità, paura, voglia di rinunciare, entusiasmo, panico, ancora curiosità in pochi secondi ho vissuto tante di quelle sensazioni ... E poi finalmente, la voce calda, ferma, le mani rassicuranti di Giuseppe e allora ecco aprirsi un mondo nuovo, un mondo che non avrei mai immaginato potesse esistere ! Non svelerò le bellissime (a volte anche 'drammatiche') situazioni che sono state ricreate per darci solo un piccolo assaggio del mondo che non siamo abituati a cogliere attraverso sensi diversi dalla vista, ma è indubbiamente un'esperienza che consiglio a tutti, anzi non vedo l'ora di ripeterla! Perchè la prima volta ero talmente concentrata a cercare di vedere e riconoscere quale fosse il mondo attorno a me, che sicuramente mi sono persa tante altre piacevoli sensazioni... Grazie a Giuseppe che spero di incontrare presto al cafèNoir, grazie a Silvano e grazie anche a me che ho superato la difficoltà e il panico iniziali.

Giovanna, marzo 2007
Ho partecipato ieri sera la percorso, è fantastico e ti rendi conto di tante cose che finora... non vedevo nè capivo. Poi Gaetana è fantastica ti fa sentire a tuo agio e ti leva il disagio e la paura di non poter vedere. da ripetere assolutamente e da proporre a tutti gli stupidi che non hanno rispetto.

Silvia, dicembre 2006
Voglio caldamente consigliare la mostra 'dialogo nel buio'.
La 'mostra che non mostra' apre a un nuovo modo di vedere e di sentire. La prima sensazione che ho provato appena sono entrata in quel nero totale che mi ha fatto perdere qualsiasi punto di riferimento, è stata di paura, come se stessi per annegare, lo spazio attorno a me, compreso quello sopra la mia testa e quello sotto i miei piedi era immensamente dilatato, l'impressione è stata quella di non essere più in un mondo solido, mi sono dovuta concentrare sulle caratteristiche del pavimento su cui posavano le mie suole per rendermi conto che stavo eretta su un normale pavimento. Mi ha stupito avere paura, ma l'ho superata nella solita maniera: con la curiosità. Usando il bastoncino con un'antenna rilevatrice di ostacoli ho attraversato la riproduzione di ambienti, che non starò a descrivere per non rovinare la sorpresa a chi vorrà fare questa emozionante esperienza, divertendomi a riconoscere gli oggetti al tatto, dal suono e dall'odore, da come questi si muovono, da dove sono collocati. E' incredibile quante informazioni si possono raccogliere utilizzando i sensi diversi dalla vista. Quello che mi è rimasto è la consapevolezza che le facilitazioni ambientali per i non vedenti non sono mai abbastanza e che io dovrei imparare ad affidarmi meno al controllo esercitato dalla vista e divertirmi a scoprire quel mondo di suoni, odori e sensazioni tattili che generalmente passa inosservato. Ringrazio Raoul, la guida dalla bellissima voce di cui non ho visto il volto come lui non ha visto il mio. ciao.
Silvia

Alberto: occhiali (novembre 2006)
Devo dire che sono entrato seguendo Danilo non senza un pò di preoccupazione: so dominare le mie emozioni, però con gli occhi aperti!
mi è stato chiesto di togliere gli occhiali, per comprensibili motivi di sicurezza, prima di entrare nel buio e questo mi ha creato disagio perchè sono ormai più di 30 anni che essi alloggiano sul mio naso e sulle mie orecchie: dopo la prima testata nei pressi del rosmarino ho deciso di rimetterli!
tutto è filato liscio; l'ambiente protetto e ben organizzato ha consentito a tutti noi amici del gruppo di brancolare nel buio come bambini curiosi che esperiscono l'ambiente circostante con i sensi residui, usando meglio le mani, le orecchie, l'olfatto (la lavanda!) e la voce per restare ancorati alla nostra certezza: Danilo!
ciao e grazie
alberto

Francesca: esperienza dialogo nel buio 10 novembre 2006
Superati i primi attimi di contatto con il nero più nero mi è subito passato il senso claustrofobico del buio e mi si è aperto un grande spazio come una sensazione di infinito. Che piacere toccare e riconoscere tutto quello che c'era intorno a me ed ancora di più affidarsi alla voce vivace e solida d'Ivano, guida del nostro piccolo gruppo. Grazie per questa esperienza, Ivano. Il mio vissuto è forse possibile perchè ho la fortuna di poter vedere e fare un confronto tra il vedere e il non vedere, io lo posso fare non so se lo è per chi non ha mai visto e di questo ne sono rattristata al solo pensiero. In ogni caso sono sempre più consapevole del fatto che quando voglio ascoltare/vedere veramente qualcuno o apprezzare un evento qualsiasi, la prima cosa che faccio è chiudere gli occhi. Vi ringrazio per la possibilità che mi avete dato di avvicinarmi e 'vedere' con il cuore la vostra realtà. Un abbraccio. Francesca Fazzio

Sara:
Giorni fa ricordavo la mostra a Palazzo Reale, dialogo nel buio, durante la quale ho vissuto sensazioni che penso ricorderò e racconterò per sempre: infatti parlando con amici del viaggio incredibile che avevo fatto tra le stanze buie, avevo pensato di portare anche loro, ma ho visto che l'iniziativa era finita a dicembre 2005 e vi scrivo per chiedervi se riuscirete ad organizzare una edizione successiva. grazie per avermi regalato un punto di vista che mai avrei immaginato.

Paola:
In aprile ho portato una mia classe (prima superiore) e domenica 18 giugno tornerò con il mio ragazzo ed alcuni amici. Cosa dire ? Che è stata un'esperienza unica, bellissima, afascinante quanto basta per farti venire la pelle d'oca al solo ricordo. Credo che certe sensazioni siano difficili da descrivere con le parole. Le mie emozioni, le mie sensazioni e il mio stato d'animo l'ho potuto leggere negli occhi dei miei ragazzi. Non li ho mai visti così. Contenti, entusiasti di aver partecipato a questa grande 'avventura'. Ogni tanto ne riparlano tra loro o a scuola con altri compagni, e posso dire che anche a loro è rimasta dentro tanta dolcezza ripensando a quel giorno. Che dire poi della guida ? Assolutamente fantastica, coinvolgente. Un abbraccio e un sorriso.

Mariapaola:
Un grazie riconoscente alla guida Claudio per averci guidati con simpatia e gentilezza in un percorso in cui viene messo in discussione il comune significato della parola 'vedere', perchè la vista non è solo fatta di immagini come ci hanno abituati a pensare. Grazie di cuore.

Francesca di Milano:
Ho visitato la mostra che non mostra ed è stata una esperienza unica. La paura iniziale, il panico e la decisione di rinunciare sono state meno forti della dolcezza sicura di Florinda, che con la sua mano mi ha incoraggiata e invitata ad entrare nel suo mondo, a ribaltare per una volta i ruoli e a fidarmi di lei che quotidianamente si affida a chi, come me, può vedere ciò che lei sente. Perchè questa mostra per me è stato proprio questo, imparare a sentire ciò che ogni giorno vedo, ma non 'vivo'. I suoni, i profumi, la scoperta degli oggetti che mi circondavano hanno reso meno buio il buio e il mondo di Florinda è diventato per un'ora anche il mio. Superare barriere strutturali grazie alla sua mano e abbattere quelle psicologiche grazie alla sua voce è stata una esperienza che non potrò dimenticare. Così come il suo sorriso a fine percorso. Grazie Florinda, perchè grazie al tuo aiuto ho superato un disagio per me forte, la paura della solitudine e la claustrofobia.

Rinaldo di Vimodrone:
è stata un'esprerienza magnifica e che voglio ripetere, c'è bisogno di tutto ciò e bisogna anche incentivare sia i piccoli delle scuole che i giovani perchè certe realtà si possano conoscere e questo sia per stimolare una coscienza sociale sia per un percorso di crescita personale.

Patrizia di Milano:
ho visitato la mostra che non mostra, ma che insegna a vedere, nel mese di febbraio e stasera, navigando e trovandola citata sul vs sito, non posso fare a meno di dire la mia. Le emozioni che ha suscitato in me quel percorso non credo le dimenticherò facilmente; prima la vertigine del nero totale, quasi la difficoltà a trovare il proprio equilibrio posturale senza i rassicuranti punti di
riferimento visivi, poi la strana sensazione di conforto nello sfiorare mani e corpi di estranei cercando le pareti e i limiti delgli ambienti, poi ancora la consapevolezza della propria e altrui goffaggine nel pestare piedi e urtare mobili, e la soddisfazione quasi infantile nel riconoscere le formedi oggetti noti e sentirsi allora un po' meno al buio; e poi i rumori, soprattutto quelli assordanti delle città che, non "vedendoli", sono terribilmente minacciosi...In tutto questo magma di emozioni, anche molto primordiali, dominava forte, serena e luminosa una voce, quella
>della guida. Quella voce gentile e sicura alla quale tutti noi ci appigliavamo, ci guidava con garbo nel suo mondo, RISPETTANDO i nostri timori, le nostre esitazioni a fare un passo, temendo anche di finire in acqua, dovendo fidarci solo di lei, di una voce di un' estranea, senza volto (solo a fine percorso l'abbiamo potuta vedere, lei invece ci riconosceva già tutti) e perdipiù "non vedente"... Che sublime lezione di vita, quel labirinto buio ha davvero illuminato, e
non è retorica, tanti angoli oscuri della mia coscienza. Grazie per lo spazio che mi avete offerto.


Ivana di Rimini:
Nero.
Nero così denso che fa paura
impossibile distinguere qualsiasi forma,
Nero che occlude la pupilla
e spalanca altri sensi,
Nero che lascia gli occhi aperti
come impenetrabilmente chiusi,
Nero che rattrappisce gli arti
diffidenti nel calpestare impronte non scritte,
Nero imbevuto di suoni comprensibili e casuali
cancella riferimenti lungo la linea di confine tra incubo e realtà,
Nero che sbava sfumato nei contorni approssimati degli oggetti
duri profili nudi di superfici fredde che tasto con mano.

Buio.
Buio che mi rimbalza addosso come suono liquido senza cornici
mescolato agli spruzzi del mare sulla faccia,
Buio che assorbe il mio corpo sospeso nell'aria
vagante nell'astrazione del vuoto assoluto,
Buio che ottunde l'immagine nello schermo visivo della mente
occupata a decifrare sé stessa,
Buio che brulica di particelle striscianti nei pori della pelle:
sono sgradevolmente nuda vulnerabile impotente,
Buio che mi fa strisciare dentro me stessa
inzuppato di passi sempre più confidenti,
Buio che lascia intravedere la profondità spessa del sentire
oscurato di giorno dall'esuberante luce dei colori.

Nero e Buio
interrotti nello spazio da una luce che fa male:
quella che ci riaccoglie accecante all'entrata.


Giovanni Battista Z. di Manerbio (Bs):
Esperienza bellissima!
'La mostra che non mostra' ti coinvolge emotivamente, ti mette in contatto con un mondo sconosciuto, ti obbliga a vedere ascoltando gli altri sensi; ma il risultato più straordinario si è verificato al termine della mostra.
Durante la mostra l'impatto con un mondo che non ti appartiene è attenuato dalla presenza rassicurante e protettiva della guida, oltre che dalla durata prefissata (un'ora) della visita.
Finita la mostra e tornato a casa, la magia della notte e dell'immaginazione ha prodotto un sogno.
Mi sono sognato un mondo nuovo nel quale la "guida", guarita dalla sua malattia, possa entrare senza traumi e senza bisogno della mia presenza rassicurante e protettiva.

vai alla pagina DIALOGO NEL BUIO - torna alla HOME PAGE