Andar per Abbazie nei dintorni di Milano Abbadia Cerreto, Viboldone, Chiaravalle
Introduzione:
Il nord e il sud di Milano: due paesaggi, due mondi così radicalmente
diversi. Da una parte un magma di innumerevoli industrie grandi e piccole
immerse in una rete di paesi e città, dilatata sino a formare un'immensa
megalopoli che senza quasi soluzione di continuità arriva a lambire
le pendici dei primi monti. Dall'altra, la campagna ordinata, razionalmente
coltivata, cascine sparse e semplici paesi senza prestese; un paesaggio
pianeggiante, creato dal lavoro umano e che, non avendo in fondo più
nulla di 'naturale', esprime un suo particolare fascino rarefatto: geometrie
dei campi, scandite da filari di pioppi o gelsi, luci nei cieli immensi,
riflessi nelle acque che attraversano in lungo e in largo la pianura.
Andiamo dunque alla scoperta delle splendide antiche Abbazie disseminate
nella zona a sud di Milano: capolavori architettonici e centri di comunità
monastiche che storicamente sono state essenziali per lo sviluppo agricolo
di questa parte del territorio (comunemente detto 'bassa'). Mentre a nord
di Milano si è affermata l'industria, al sud si è imposta,
nel corso dei secoli, un'economia quasi esclusivamente agricola. Questo
tratto di pianura, delimitata grosso modo dalla città, dalla Via
Emilia e dalla strada per Pavia, dopo la colonizzazione romana era ritornata
ad essere, intorno all'anno mille, una distesa di foreste. Fu allora decisiva
l'opera costante delle congregazioni religiose, che impresse una svolta
alla situazione e costruì le basi della ripresa dell'agricoltura:
si prosciugano acquitrini, si disboscano le macchie, si resero produttivi
i campi perfezionando la tecnica della coltura a marcita invernale alternata
alla risaia estiva. Determinante fu anche il fattore 'acque': la rete
di canali, rogge e fiumi, sapientemente sfruttati, è stata la base
per la rinascita di questa zona.
1) Abbadia Cerreto
Accesso da Milano: Abbadia Cerreto di trova a pochi km. da Lodi. Per visualizzare
l'itinerario: http://www.viamichelin.com
Il minuscolo villaggetto di Abbadia Cerreto, adagiato in mezzo alla campagna
lodigiana in un' atmosfera agreste alquanto soporifera, racchiude al suo
centro un piccolo gioiello di architettura romanica tanto più sorprendente
quanto poco conosciuto. Una manciata di basse case allineate lungo tranquille
stradine, convergono verso la piacevole piazza dell'Abbazia, su cui si
impone la facciata della chiesa di San Pietro. Fondata sul finire del
secolo XI, l'Abbazia, prima gestita dai Benedettini e poi dai Cistercensi,
venne soppressa nel 1798. Dell'ampio complesso abbaziale resta ora la
sobria chiesa in laterizi, risalente al secolo XII e restaurata nel corso
del '400 e verso la metà del '900. L'elegante facciata è
movimentata dall'accogliente struttura del pronao che precede l'ingresso
vero e proprio: l'interno ci immerge in una atmosfera di pacata semplicità;
lo spazio a tre navate in stile romanico, scandito da pilastri e archi
a sesto acuto e a tutto sesto, è arricchito da affreschi dai toni
delicati. Da segnalare la bella tela di Callisto Piazza (Madonna con bambino
e santi). Fuori dalla chiesa, girando a destra nel giardino e addentrandosi
magari un po' nei campi ci si può portare a una certa distanza
per ammirare meglio il complesso nel suo insieme, dominato dalla bella
torre ottagonale. A ridosso dell'edificio abbaziale un moderno allevamento
di bovini imprime un simpatico rustico contrasto che richiama la prosaicità
del vivere materiale.
Abbazia
di Viboldone
Accesso da Milano: da C.so Lodi imboccare la Via Emilia (statale n. 9),
passare Rogoredo - a San Giuliano a destra strada che in circa 12 km porta
a Viboldone. Per visualizzare l'itinerario: http://www.viamichelin.com
Fondata dagli Umiliati nel XII secolo passò
poi agli Olivetani fino al 1777 e ospita attualmente una comunità
di clausura di monache benedettine. La costruzione della chiesa, iniziata
nel 1176, si protrasse fino al completamento della facciata nel secolo
XIV. Del grande complesso originario ora resta solo la chiesa. L'insieme
presenta un accostamento di elementi romanici e gotici. La tipica facciata
lombarda in laterizi, a capanna, è impreziosita da monofore e bifore
a vari livelli e soprattutto dallo splendido portale in marmo con la lunetta
e le due edicole che la fiancheggiano, opera di un anonimo scultore campionesse,
detto 'il maestro di Viboldone'. Dietro la chiesa e ben visibile si staglia
l'elegante campanile, coronato da una cuspide a forma di cono.
L'interno a 3 navate ci stupisce per la bellezza degli affreschi, che
un tempo dovevano rivestire tutte le superfici e di cui ora rimangono
notevoli resti, rappresentanti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.
Da notare nella campata del presbiterio 'Madonna in trono e i Santi' di
impronta giottesca, il 'Giudizio universale' e 'i Santi Padri' opera attribuita
al maestro fiorentino Giusto di Menabuoi. Tutto l'interno esprime uno
stile di grande equilibrio, di profonda armonia nell'intreccio degli spazi
architettonici, le linee dei decori e le nuances luminose dei colori. Per saperne di più visitate il sito: www.viboldone.it,
un sito fatto in modo superlativo !
Abbazia di Chiaravalle
Accesso da Milano: vi si arriva comodamente anche in autobus nr. 77, da
Porta Romana (piazza medaglie d'oro) - fermata proprio all'ingresso dell'Abbazia.
Per l'itinerario con l'auto: http://www.viamichelin.com
. Visite guidate: ogni domenica alle ore 16:00, sono molto interessanti
e non occorre prenotare. Per informazioni tel 0257403404
Prima di tutto il nome: Chiaravalle è l'italianizzazione
di Clairvaux, in quanto l'Abbazia è stata fondata da Bernardo di
Clairvaux (in Francia), abate dell'omonima Abbazia e promotore dell'ordine
cistercense - movimento monastico che tese a un rispetto più rigido
della regola benedettina in opposizione alla crescente promiscuità
tra interessi religiosi e feudali. Lo sfondo storico: siamo in pieno Medioevo, intorno all'anno 1135.
E' l'epoca dei comuni e Milano è governata dal vescovo Anselmo
V della Posterla - il vescovo è una figura che rappresenta al tempo
stesso la chiesa e il potere politico, investito dall'imperatore. È
il tempo dello scontro tra papa INNOCENZO II contrapposto all'Antipapa
e imperatore ANACLETO II. Milano è schierata con l'Antipapa ma
il Concilio di Pisa del 1135, dove Bernardo di Clairveaux svolge un ruolo
determinante dichiarando che il papa è stato eletto nel rispetto
delle regole, riafferma la legittimità di Innocenzo. Milano si
ritrova per così dire 'spiazzata' e chiede a Bernardo di fare il
vescovo. Lui rifiuta ma acconsente però a costruire il monastero
di Chiaravalle e a svolgervi la funzione di Abate. La costruzione del
complesso si protrae sino al 1221, data della consacrazione. L'architettura: si presenta in forme eleganti, chiare e semplici,
tipiche del modulo cistercense: intorno allo spazio centrale rappresentato
dal chiostro si raccordano gli spazi riservati alle diverse attività
della vita monastica, basata sulla complementarietà dei momenti
di preghiera, meditazione, lavoro manuale e intellettuale (chiesa, dormitorio,
refettorio, sala capitolare). Nell'insieme ora ci troviamo di fronte a
una stratificazione di interventi secolari, con parti che risalgono ad
epoche distanti nel tempo (ad esempio la torre nolare risale al '300 mentre
la parte inferiore della facciata risale al '600). L'interno della chiesa
si struttura su un impianto a croce latina. La decorazione originariamente
era bandita ma successivamente si è affermato un uso delle
immagini di forte impatto emotivo a rinforzo della predicazione e come
strumento di lotta contro la riforma di Lutero: del 1300 sono gli affreschi
del transetto, poi nel '600 i maestri 'fiamminghini' affrescano tutte
le pareti.
L'affresco della controfacciata racconta la vicenda di Chiaravalle: la
città di Milano (a destra), Bernardo che riceve i titoli, al centro
la donna con la tiara simboleggiante la Chiesa e a sinistra la costruzione
della chiesa stessa.
Nel transetto: meravigliosi affreschi, tra cui spicca (a sinistra), per
forza espressiva, 'Bernardo ucciso da un musulmano per aver convertito
le sorelle' e cappella tutta al femminile, dedicata a Maria Maddalena
e ad altre sante. Particolare la statua di Manzù, rappresentante
la resurrezione. A destra scala che conduce ai dormitori, al cui capo
si trova una Madonna con Bambino, opera giovanile di Bernardino Luini.
Dalla navata destra si accede al bellissimo chiostro, restaurato e integrato,
risalente al XIII sec. Nella concezione benedettina/cistercense è
il cuore del monastero - apertura verso il cielo, protezione contro l'esterno,
spazio che contiene e protegge comunicando un meraviglioso sentimento
di pace intereriore. Ai suoi lati si innestano gli spazi adibiti alle
diverse funzioni:
> la sala CAPITOLARE, da 'capitulum', capitolo della regola che viene
letta sistematicamente ogni giorno e luogo dove si prendono le decisioni
per la vita della comunità.
> il refettorio: luogo dall'acustica perfetta, dove si mangia in silenzio
ascoltando il frate lettore che legge pagine della Bibbia
> la splendida torre nolare ottagonale (nolare deriva da Nola, dove
si fondevano le campane), movimentata da un ricco intreccio di bifore
e loggette
Il meraviglioso complesso abbaziale di Chiaravalle offre
innumerevoli elementi di grandissimo interesse, che è difficile
sintetizzare in una sola pagina. La visita richiede e merita alcune ore.
Se si fa la visita guidata: consiglio comunque di fare prima un giro individualmente,
per farsi un'idea dell'insieme e poi la visita con la guida, che approfondisce
numerosi aspetti specifici.