
(clicca
sulla foto per ingrandire)
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Il Parco delle Cave: un parco per amico
Accesso:(Milano,
zona OVEST) raggiungibile in auto (preferibilmente da Via Novara/Via
Caldera o Via Forze Armate/Via Cancano), in bici, autobus (49, 64, 78)
e MM (Stazione MM Bisceglie)
CARTINA ;
divertitevi a esplorare il parco anche dal satellite di google andando
su: http://maps.google.it/maps
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'Un parco per amico' è stato lo slogan
che ha accompagnato l'azione di chi per lunghi anni si è impegnato
e ha lottato per realizzare il sogno di trasformare un'area degradata
in un grande parco a disposizione di tutti i cittadini.
Insieme al Parco di Trenno e al vicino Boscoincittà oggi il Parco
delle Cave, con i suoi 120 ettari di superficie, completa il grande polmone
verde che ossigena la zona ovest della città di Milano, segnando
uno stacco all'espansione progressiva di quartieri più o meno residenziali.
Un vasto spazio di natura dove troviamo grandi prati, zone di bosco, campi
coltivati, orticelli, fontanili, sentieri ciclabili e pedonali, attrezzature
sportive, laghetti e cascine ancora in attività: un luogo che specialmente
nel weekend viene allegramente 'invaso' da un variegato popolo di 'runners',
ciclisti, pescatori, famiglie con bambini, cittadini di tutte le età
che vi trovano un'atmosfera piacevole in cui fare sport, camminare o semplicemente
rilassarsi con la sensazione di essersi lasciato lontano il frastuono
della città. Numerosissimi anche i pescatori impegnati con soddisfazione
nella pesca di trote, storioni o carpe.
E' stata lunga e tribolata la storia che ha portato alla realizzazione
di questo parco. All'inizio (anni '20), in un territorio sostanzialmente
agricolo, c'erano 4 cave (Cabassi, Casati, Ongari-Cerutti, Aurora) da
cui si estraevano sabbia e ghiaia; negli anni '70 l'attività di
estrazione e l'agricoltura sono in abbandono, avanzano le discariche abusive
e il degrado anche sociale. Nel '73 il Consiglio di Zona abbozza la proposta
di trasformare l'area in un grande parco: di qui in poi seguono lunghe
tormentose vicende, dove il 'progetto parco' si scontra con l'assalto
della delinquenza che nel corso degli anni '90 praticamente colonizza
vaste aree creando una situazione di invivibilità per gli abitanti
della zona. Spaccio di droghe giorno e notte, scontri cruenti tra spacciatori,
rapine e sparatorie, vandalismi nelle scuole e nel quartiere esasperano
la cittadinanza, che reagisce con coraggio e tenacia in numerosissime
iniziative promosse dalle molte associazioni che si battono in prima contro
l'illegalità. Nel '97 il Comune affida la gestione del parco al
CFU/Italia Nostra (che gestisce anche il Boscoincittà) e verso
il 2002 si arriva a una sostanziale sistemazione di gran parte dell'area.
Notevoli anche gli interventi realizzati per migliorare la sicurezza:
dal pattugliamento alle numerose colonnine SOS, ai fari per l'illuminazione
notturna in punti cruciali. Dopo molti anni di faticoso travaglio il parco
è diventato finalmente una realtà concreta, oggi vissuta
intensamente da migliaia di cittadini, anche se c'è ancora parecchio
lavoro da fare in ampie zone. Per esempio, la Cava Ongari è tuttora
recintata e non accessibile a causa dell'instabilità delle sue
sponde, e sarebbe bello se, una volta sistemata, vi si potesse andare
in barca o imparare i primi rudimenti della canoa.
E' l'acqua l'elemento protagonista del parco delle cave: i 4 laghetti
che si sono formati dove un tempo ci sono stati gli scavi, e che ora sono
incorniciati da fitta vegetazione e prati ben tenuti (foto in alto nel
titolo), danno un respiro davvero particolare a questo parco che si differenzia
da altri spazi verdi.
Gli accessi al parco sono parecchi (sarebbe opportuna una segnaletica
stradale nelle vie circostanti per indirizzare meglio i visitatori) e
forse l'itinerario più comodo è quello che da Via Forze
Armate girando in Via Cancano (qui si parcheggia l'auto) porta in riva
al lago Cabassi, una zona particolarmente animata e da cui si può
iniziare l'esplorazione del parco seguendo i numerosi itinerari che lo
attraversano in tutte le direzioni (sono però carenti segnavia
e mappe lungo i sentieri). All'ingresso del parco da Via Caldera troviamo
invece l'omonima cascina, con la sua tipica architettura, le stalle, il
fienile e spensierate comitive di oche in giro per i prati (foto 4).
2006-2007: un anno di tribolazioni
novembre 2006: Al momento attuale pare che l'Amministrazione Comunale
abbia in progetto di cambiare il sistema di gestione del parco, frazionandolo
in quattro settori, cosa che preoccupa e ha messo in allerta il Comitato
delle Associazioni per la Salvaguardia del Parco, le quali temono un regresso
dai positivi risultati sin qui realizzati con tanta fatica. Leggi a questo
proposito il documento del Comitato.
agosto 2007: è stato raggiunto l'accordo tra Amministrazione Comunale
e Italia Nostra per la cura del Parco delle Cave - leggi il Comunicato
Per informazioni più ampie e dettagliate:
www.cfu.it;
nei dintorni:
Trenno e Cimitero di Guerra
Boscoincittà
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