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La natura è un'artista perfetta e le sue
armonie di forme e colori, modulate in inesauribili variazioni, sono assolutamente
insuperabili, ma quando la bellezza della natura si unisce alla creatività
artistica degli umani, allora il risultato di questo connubio può
essere davvero speciale. Se questa premessa non vi sembra un esercizio
di retorica o una smaccata esagerazione, allora non potrete sottrarvi
all'escursione proposta in questa pagina e andrete in piacevole pellegrinaggio
a visitare l'antica Abbazia di San Pietro in Monte sopra Civate (provincia
di Lecco), non per acquistare indulgenze, come facevano i pellegrini di
qualche secolo addietro, ma per ammirare uno dei più antichi capolavori
dell'architettura romanica di Lombardia. Questo luogo, visitato da viaggiatori
appassionati all'arte, provenienti da tutta Europa, paradossalmente non
è abbastanza conosciuto proprio da chi risiede a poche decine di
chilometri di distanza.
Arrivando dalla superstrada SS 36 Milano-Lecco, usciamo nei pressi del
laghetto di Annone (segnalazione per Oggiono Civate) e seguendo poi le
indicazioni marroni per San Pietro al Monte, velocemente ci lasciamo alle
spalle anonimi condomini e operose fabbrichette per andare poi a fermarci
all'ultimo parcheggio nella parte alta del paese, nei pressi della Via
Pozzo. Di qui varie frecce segnalano la direzione per San Pietro; eccoci
in pochi minuti alla frazione 'Pozzo', è l'inizio della nostra
escursione e già si respira un'atmosfera agreste: siamo alle pendici
del Monte Cornizzolo, sotto di noi le belle linee sinuose del laghetto
di Annone e più a est i profili decisi dei monti lecchesi (foto
1 e 2). I segnavia indicano diversi itinerari, noi prendiamo il sentiero
nr. 10. Ci stiamo inoltrando nella Valle dell'Oro, nome fortemente evocativo,
ma non raccoglieremo pepite sul cammino: la denominazione deriva dal latino
'oris' (sorgente) e in effetti troveremo diverse fontane lungo il breve
percorso che ci condurrà, in circa un ora e un quarto, al pianoro
dove sorge San Pietro. Fino alla Cascina dell'Oro il tracciato è
quasi in piano, di qui invece la mulattiera acciottolata inasprisce la
pendenza e prosegue senza incertezze fino alla nostra meta. E' un sentiero
molto ben curato, quasi troppo, proprio per agevolare il cammino anche
a chi non è un'escursionista abituato ai terreni accidentati.
Arrivati in prossimità della panoramica conca dove sorge San Pietro,
il complesso architettonico non si mostra all'improvviso nella sua interezza,
ma si svela gradualmente. Per primo fa la sua apparizione l'oratorio di
San Benedetto (secolo XI): bella struttura in pietra, su pianta a croce
semplice, lineare ed elegante nell'armonia delle sue proporzioni. Di qui
un'ampia scalinata ci conduce al fronte semicircolare di ingresso: il
talento architettonico ha preso spunto dalla naturale irregolarità
della montagna per creare un insieme dal disegno movimentato che piega
alle proprie esigenze i canoni ufficiali della più facile architettura
di "pianura". Saliamo con calma questi gradini così densi
di storia millenaria e ci troviamo nell'ampio portico che circonda in
un abbraccio protettivo il corpo principale della chiesa. Uno spazio di
penombra silenziosa che ci induce a una pausa prima di entrare all'interno:
le belle finestre a bifora che incorniciano il paesaggio, giocando con
la luce del sole creano una trama di riflessi che illumina e dà
vita a questo ambiente quieto, sospeso tra il 'fuori' e il 'dentro' (foto
4). Molte e complesse le ragioni storiche e le esigenze difensive che
indussero alla costruzione di questo come di altri monasteri, ma mi piace
anche pensare che si siano scelti certi luoghi proprio anche per la loro
bellezza. Le radici della fondazione di San Pietro pare si debbano alla
volontà di Desiderio, ultimo re longobardo (siamo nel lontano VIII
secolo d.C.): il monastero fu per molto tempo un'istituzione importante;
di qui sono passati arcivescovi e imperatori e la sua evoluzione si intreccia
con le più ampie vicende storiche che coinvolsero tutta la regione.
Varchiamo la porta di ingresso e siamo sorpresi dalla raffinatezza delle
decorazioni che ornano gli archi, le colonne e i pannelli delle piccole
cappelle del pronao. Gli affreschi, risalenti al secolo XI, sono tra i
più importanti tra quelli coevi conservati in Italia; stupendo
soprattutto quello sulla parete di fondo, ispirato ai miti dell'Apocalisse:
con deciso cromatismo traduce in un disegno drammatico e altamente simbolico
il tema della lotta contro il male, quel terrifico drago a sette teste
che da sempre minaccia le esistenze umane. Di solito pensiamo al romanico
come esempio di stile sobrio e spoglio, ma non era così originariamente
e attivando un po' la fantasia possiamo immaginare le pareti intonacate
e riccamente affrescate: era importante in epoche in cui la 'comunicazione
della parola religiosa' doveva essere rinforzata da immagini di forte
effetto e di chiara lettura. Innumerevoli gli spunti iconografici rappresentati
nei bassorilievi che rivestono, con disegni stilizzati e motivi orientaleggianti,
la transenna della scala che scende alla cripta, ma è soprattutto
l'eleganza del ciborio ciò che maggiormente colpisce l'attenzione:
databile tra il X e l'XI secolo, è l'elemento artistico più
importante della basilica - ne troviamo un esempio similare nella Basilica
di Sant'Ambrogio a Milano. La discesa nella cripta riserva un'ulteriore
emozione: luogo nascosto che suscita sempre una sensazione di mistero;
siamo nella parte più antica e originale di tutto il complesso:
l'intimità di questo spazio ristretto dedicato alla Madonna, movimentato
da una piccola selva di agili colonnine, è valorizzata da preziosi
bassorilievi che un tempo, insieme agli affreschi, dovevano rivestire
gran parte delle superfici.
Indicazioni pratiche: la basilica è aperta tutti i giorni
festivi grazie all'impegno dei volontari dell'Associazione Amici di San
Pietro (09:00-12 / 13:30-16:00) che provvedono anche alle visite guidate.
Per eventuali ulteriori informazioni e accordi per la visite guidate:
tel 0341/551576 (Famiglia Canali).
Per una visita guidata 'autogestita' si può acquistare l'esauriente
pubblicazione 'Un monastero dulla montagna'
di Carlo Castagna, è veramente molto approfondita. Oppure si può
stampare il suo saggio dal sito:http://xoomer.virgilio.it/carlo315/guida.htm
altre gite nei dintorni:
Valmadrera - Sasso
di Preguda
Valmadrera _ Rifugio
SEV (Corni di Canzo)
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1. riflessi sul lago di Annone

2. all'inizio del sentiero

3. Oratorio di San Benedetto
4. il portico

5 e 6: il complesso di San Pietro


7. l'oratorio spruzzato di neve
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foto degli interni
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