all'Abbazia di San Pietro al Monte
piccolo grande capolavoro di architettura romanica lombarda
itinerario: Civate (prov. Lecco) - San Pietro al Monte (Monte Cornizzolo)
dislivello: circa 340 m., da Civate (290 m.) a San Pietro (630 m.)
tempo totale di cammino: 2 ore
Come arrivare da Milano: in auto, superstrada Milano - Lecco (SS 36), uscita per Oggiono / Civate, poi segnalazioni marroni per San Pietro al Monte; eventualmente anche in treno, vedi orari: http://www.trasporti.regione.lombardia.it/trl_index.htm;
SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148
; CARTINA
dove rifocillarsi: pic-nic autogestito
informazioni su orari di apertura e/o accordi per visite guidate: Associazione Amici di San Pietro, 0341/550711 -3463066590 - www.amicidisanpietro.it



La natura è un'artista perfetta e le sue armonie di forme e colori, modulate in inesauribili variazioni, sono assolutamente insuperabili, ma quando la bellezza della natura si unisce alla creatività artistica degli umani, allora il risultato di questo connubio può essere davvero speciale. Se questa premessa non vi sembra un esercizio di retorica o una smaccata esagerazione, allora non potrete sottrarvi all'escursione proposta in questa pagina e andrete in piacevole pellegrinaggio a visitare l'antica Abbazia di San Pietro in Monte sopra Civate (provincia di Lecco), non per acquistare indulgenze, come facevano i pellegrini di qualche secolo addietro, ma per ammirare uno dei più antichi capolavori dell'architettura romanica di Lombardia. Questo luogo, visitato da viaggiatori appassionati all'arte, provenienti da tutta Europa, paradossalmente non è abbastanza conosciuto proprio da chi risiede a poche decine di chilometri di distanza.
Arrivando dalla superstrada SS 36 Milano-Lecco, usciamo nei pressi del laghetto di Annone (segnalazione per Oggiono Civate) e seguendo poi le indicazioni marroni per San Pietro al Monte, velocemente ci lasciamo alle spalle anonimi condomini e operose fabbrichette per andare poi a fermarci all'ultimo parcheggio nella parte alta del paese, nei pressi della Via Pozzo. Di qui varie frecce segnalano la direzione per San Pietro; eccoci in pochi minuti alla frazione 'Pozzo', è l'inizio della nostra escursione e già si respira un'atmosfera agreste: siamo alle pendici del Monte Cornizzolo, sotto di noi le belle linee sinuose del laghetto di Annone e più a est i profili decisi dei monti lecchesi (foto 1 e 2). I segnavia indicano diversi itinerari, noi prendiamo il sentiero nr. 10. Ci stiamo inoltrando nella Valle dell'Oro, nome fortemente evocativo, ma non raccoglieremo pepite sul cammino: la denominazione deriva dal latino 'oris' (sorgente) e in effetti troveremo diverse fontane lungo il breve percorso che ci condurrà, in circa un ora e un quarto, al pianoro dove sorge San Pietro. Fino alla Cascina dell'Oro il tracciato è quasi in piano, di qui invece la mulattiera acciottolata inasprisce la pendenza e prosegue senza incertezze fino alla nostra meta. E' un sentiero molto ben curato, quasi troppo, proprio per agevolare il cammino anche a chi non è un'escursionista abituato ai terreni accidentati.
Arrivati in prossimità della panoramica conca dove sorge San Pietro, il complesso architettonico non si mostra all'improvviso nella sua interezza, ma si svela gradualmente. Per primo fa la sua apparizione l'oratorio di San Benedetto (secolo XI): bella struttura in pietra, su pianta a croce semplice, lineare ed elegante nell'armonia delle sue proporzioni. Di qui un'ampia scalinata ci conduce al fronte semicircolare di ingresso: il talento architettonico ha preso spunto dalla naturale irregolarità della montagna per creare un insieme dal disegno movimentato che piega alle proprie esigenze i canoni ufficiali della più facile architettura di "pianura". Saliamo con calma questi gradini così densi di storia millenaria e ci troviamo nell'ampio portico che circonda in un abbraccio protettivo il corpo principale della chiesa. Uno spazio di penombra silenziosa che ci induce a una pausa prima di entrare all'interno: le belle finestre a bifora che incorniciano il paesaggio, giocando con la luce del sole creano una trama di riflessi che illumina e dà vita a questo ambiente quieto, sospeso tra il 'fuori' e il 'dentro' (foto 4). Molte e complesse le ragioni storiche e le esigenze difensive che indussero alla costruzione di questo come di altri monasteri, ma mi piace anche pensare che si siano scelti certi luoghi proprio anche per la loro bellezza. Le radici della fondazione di San Pietro pare si debbano alla volontà di Desiderio, ultimo re longobardo (siamo nel lontano VIII secolo d.C.): il monastero fu per molto tempo un'istituzione importante; di qui sono passati arcivescovi e imperatori e la sua evoluzione si intreccia con le più ampie vicende storiche che coinvolsero tutta la regione. Varchiamo la porta di ingresso e siamo sorpresi dalla raffinatezza delle decorazioni che ornano gli archi, le colonne e i pannelli delle piccole cappelle del pronao. Gli affreschi, risalenti al secolo XI, sono tra i più importanti tra quelli coevi conservati in Italia; stupendo soprattutto quello sulla parete di fondo, ispirato ai miti dell'Apocalisse: con deciso cromatismo traduce in un disegno drammatico e altamente simbolico il tema della lotta contro il male, quel terrifico drago a sette teste che da sempre minaccia le esistenze umane. Di solito pensiamo al romanico come esempio di stile sobrio e spoglio, ma non era così originariamente e attivando un po' la fantasia possiamo immaginare le pareti intonacate e riccamente affrescate: era importante in epoche in cui la 'comunicazione della parola religiosa' doveva essere rinforzata da immagini di forte effetto e di chiara lettura. Innumerevoli gli spunti iconografici rappresentati nei bassorilievi che rivestono, con disegni stilizzati e motivi orientaleggianti, la transenna della scala che scende alla cripta, ma è soprattutto l'eleganza del ciborio ciò che maggiormente colpisce l'attenzione: databile tra il X e l'XI secolo, è l'elemento artistico più importante della basilica - ne troviamo un esempio similare nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano. La discesa nella cripta riserva un'ulteriore emozione: luogo nascosto che suscita sempre una sensazione di mistero; siamo nella parte più antica e originale di tutto il complesso: l'intimità di questo spazio ristretto dedicato alla Madonna, movimentato da una piccola selva di agili colonnine, è valorizzata da preziosi bassorilievi che un tempo, insieme agli affreschi, dovevano rivestire gran parte delle superfici.
Indicazioni pratiche: la basilica è aperta tutti i giorni festivi grazie all'impegno dei volontari dell'Associazione Amici di San Pietro (09:00-12 / 13:30-16:00) che provvedono anche alle visite guidate. Per eventuali ulteriori informazioni e accordi per la visite guidate: tel 0341/551576 (Famiglia Canali).


Per una visita guidata 'autogestita' si può acquistare l'esauriente pubblicazione 'Un monastero dulla montagna'
di Carlo Castagna, è veramente molto approfondita. Oppure si può stampare il suo saggio dal sito:http://xoomer.virgilio.it/carlo315/guida.htm

altre gite nei dintorni:
Valmadrera - Sasso di Preguda
Valmadrera _ Rifugio SEV (Corni di Canzo)

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1. riflessi sul lago di Annone

ZOOM sulla panoramica
2. all'inizio del sentiero

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3. Oratorio di San Benedetto

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4. il portico

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5 e 6: il complesso di San Pietro
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7. l'oratorio spruzzato di neve

>> altre foto degli interni