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all'Abbazia di San Pietro al Monte
piccolo grande capolavoro di architettura romanica
lombarda
itinerario: Civate (prov. Lecco) - San Pietro
al Monte (Monte Cornizzolo)
dislivello: circa 340 m., da Civate (290 m.) a San Pietro (630
m.)
tempo totale di cammino: 2 ore
Come arrivare da Milano: in
auto, superstrada Milano - Lecco (SS 36), uscita per Oggiono / Civate,
poi segnalazioni marroni per San Pietro al Monte; eventualmente anche
in treno, vedi orari: http://62.101.84.174/trl_index.htm
SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148; CARTINA
dove rifocillarsi: pic-nic autogestito
informazioni su orari di apertura e/o accordi per visite guidate:
Associazione Amici di San Pietro, cell.3463066590 - www.amicidisanpietro.it
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E' uscita la
guida di passolento:

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.
vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
leggi
le prime pagine

1. riflessi sul lago di Annone

2. all'inizio del sentiero

3. Oratorio di San Benedetto
4. il portico

5 e 6: il complesso di San Pietro


7. l'oratorio spruzzato di neve
>> altre
foto degli interni
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Bellezza della natura e creatività artistica:
un connubio davvero speciale. Se questa premessa non vi sembra un esercizio
di retorica allora dovete assolutamente andare in piacevole pellegrinaggio
a all'antica Abbazia di San Pietro in Monte sopra Civate (provincia di
Lecco), per ammirare uno dei più antichi capolavori dell'architettura
romanica di Lombardia. Questo complesso, visitato da appassionati all'arte
romanica, provenienti da tutta Europa, paradossalmente non è abbastanza
conosciuto proprio da chi risiede a poche decine di chilometri di distanza.
Arrivando dalla Superstrada Milano-Lecco, usciamo nei pressi del laghetto
di Annone (segnalazione per Oggiono/Civate) e seguendo poi le indicazioni
marroni per San Pietro al Monte, velocemente ci lasciamo alle spalle anonimi
condomini e operose fabbrichette per andare poi a fermarci all'ultimo
parcheggio nella parte alta del paese, nei pressi della Via Pozzo. Di
qui varie frecce segnalano la direzione per San Pietro; in pochi minuti
siamo alla frazione 'Pozzo', è l'inizio della nostra escursione
e già si respira un'atmosfera agreste: siamo alle pendici del Monte
Cornizzolo, di fronte a noi verso est i profili decisi dei monti lecchesi.
I segnavia indicano diversi itinerari, noi prendiamo il sentiero nr. 10.
Ci stiamo inoltrando nella Valle dell'Oro, parola fortemente evocativa,
ma non raccoglieremo pepite sul cammino: la denominazione deriva dal latino
'oris' (sorgente) e in effetti troveremo diverse fontane lungo il breve
percorso che ci condurrà, in circa un ora e un quarto, al pianoro
dove sorge San Pietro. Fino alla Cascina dell'Oro il tracciato è
quasi in piano, di qui invece la mulattiera acciottolata inasprisce la
pendenza e prosegue senza incertezze fino alla meta. E' un sentiero molto
ben curato, proprio per agevolare il cammino anche a chi non è
un'escursionista abituato ai terreni accidentati.
Arrivati in prossimità della panoramica conca dove sorge il complesso
architettonico, dapprima fa la sua apparizione l'oratorio di San Benedetto
(secolo XI): bella struttura in pietra, su pianta a croce semplice, lineare
ed elegante nell'armonia delle sue proporzioni. Di qui un'ampia scalinata
conduce al fronte semicircolare di ingresso: il talento architettonico
ha preso spunto dalla naturale irregolarità della montagna per
creare un insieme dal disegno movimentato che piega alle proprie esigenze
i canoni ufficiali della più facile architettura di "pianura".
Saliamo con calma questi gradini così densi di storia millenaria
e ci troviamo nell'ampio portico che circonda in un abbraccio protettivo
il corpo principale della chiesa. Uno spazio di penombra silenziosa che
ci induce a una pausa prima di entrare all'interno: le belle finestre
a bifora che incorniciano il paesaggio, giocando con la luce del sole
creano una trama di riflessi che illumina e dà vita a questo ambiente
quieto, sospeso tra il 'fuori' e il 'dentro'. Molte e complesse le ragioni
storiche e le esigenze difensive che indussero alla costruzione di questo
come di altri monasteri, ma mi piace pensare che si siano scelti certi
luoghi proprio anche per la loro bellezza. Le radici della fondazione
di San Pietro pare si debbano alla volontà di Desiderio, ultimo
re longobardo (siamo nel lontano VIII secolo d.C.): il monastero fu per
molto tempo un'istituzione importante; di qui sono passati arcivescovi
e imperatori e la sua evoluzione si intreccia con le più ampie
vicende storiche che coinvolsero tutta la regione. Varchiamo la porta
di ingresso e siamo sorpresi dalla raffinatezza delle decorazioni che
ornano gli archi, le colonne e i pannelli delle piccole cappelle del pronao.
Gli affreschi, risalenti al secolo XI, sono tra i più importanti
tra quelli coevi conservati in Italia; stupendo soprattutto quello sulla
parete di fondo, ispirato ai miti dell'Apocalisse: con deciso cromatismo
traduce in un disegno drammatico e altamente simbolico il tema della lotta
contro il male, quel terrifico drago a sette teste che da sempre tormenta
le esistenze umane.
Di solito identifichiamo il romanico come esempio di stile sobrio e spoglio,
ma dobbiamo pensare originariamente le pareti erano intonacate e riccamente
affrescate: la 'comunicazione della fede' doveva essere rinforzata da
immagini di forte effetto e di chiara lettura. Innumerevoli gli spunti
iconografici rappresentati nei bassorilievi che rivestono, con disegni
stilizzati e motivi orientaleggianti, la transenna della scala che scende
alla cripta, ma è soprattutto l'eleganza del ciborio ciò
che maggiormente colpisce l'attenzione: databile tra il X e l'XI secolo,
è l'elemento artistico più importante della basilica - ne
troviamo un esempio similare nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano.
La discesa nella cripta riserva un'ulteriore emozione: luogo nascosto
che suscita sempre una sensazione di mistero; siamo nella parte più
antica e originale di tutto il complesso: l'intimità di questo
spazio ristretto dedicato alla Madonna, movimentato da una piccola selva
di agili colonnine, è valorizzata da preziosi bassorilievi che
un tempo, insieme agli affreschi, dovevano rivestire gran parte delle
superfici.
La basilica è aperta sempre nei giorni festivi (09:00-12:00 / 13:30-16:00)
grazie all'impegno dei volontari dell'Associazione Amici di San Pietro,
che provvedono anche alle visite guidate.

Per una visita guidata 'autogestita' si può
acquistare l'esauriente pubblicazione 'Un monastero sulla montagna'
di Carlo Castagna, è veramente molto approfondita. Oppure si può
stampare il suo saggio dal sito:http://xoomer.virgilio.it/carlo315/guida.htm
altre gite nei dintorni:
Valmadrera - Sasso
di Preguda
Valmadrera _ Rifugio
SEV (Corni di Canzo)
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