itinerari proposti dai lettori

Alpe Granda, ciaspole e fotografia
proposta di: Enrico Minotti, minotti@Waltellina.it
Accessi all’Alpe Scima:
Cartina Kompass n. 92 - sett. D7
Da Our di Sopra (Buglio) - dislivello 280m (F)
Da Ardenno per i prati di Erbolo – dislivello 500m (F)
Da Ardenno -> Biolo e per i prati Lotto nei pressi del bacino idroelettrico – dislivello 700m (EE)
Dalla Val Masino -> Valle di Sasso Bisòlo -> Valbiore nei pressi della frana - dilslivello 500m (F)
punti di appoggio: Rifugio Alpe Granda m.1680 - Gestore/proprietario Vittorio Poletti - apertura da metà giugno a ottobre - Tel. 340/8067617
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1. in avvicinamento all'Alpe Granda

 

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2. Alpe granda in controluce

 

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3. la costiera del Merdarola

 

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4. il Monte Disgrazia

Roberto, alla guida della sua C3, si sta divertendo con spettacolari derapate sugli innevati tornanti che conducono alle baite di Our di Sopra, oltre l’abitato di Buglio. Io invece non sono affatto tranquillo e letteralmente aggrappato al sedile, inizio a considerare seriamente l’ipotesi di seguirli a piedi. Per evitare l’infarto mi impongo di pensare ad altro, come a Friz, che oggi è impegnato con i suoi clienti per una ciaspolata ai Piani di Artavaggio. Ci sono già stato questo inverno, ho quindi deciso, un po’ vigliaccamente di rimbalzarlo preferendogli la proposta del mio amico Roberto. Infatti Il Sysa (Roberto), Valtellinese purosangue di Regoledo di Cosio e affermato fotografo naturalista mi ha invitato per questa escursione con le ciaspole all’ Alpe Granda , luogo per me nuovo , e a suo dire fotograficamente meraviglioso.
Le modalità di accesso all’ Alpe e l’omonimo rifugio sono quattro, due da Ardenno, una da Valbiore in Val Masino , l’ultima da Buglio che risulta essere anche la più facile. Dalla S.S. 38 dello Stelvio , si devia a sinistra per Ardenno e entrati in paese, si svolta a destra in direzione di Villapinta. Dopo un breve tratto si giunge ad un incrocio con le indicazioni per Buglio. Raggiunto il paese, prima della Chiesa Parrocchiale, si gira a destra seguendo poi i cartelli per gli alpeggi. La pista, a causa dell’innevamento diviene presto impercorribile. Parcheggiamo incolumi nello slargo di un tornate a circa 1100 metri di quota.
Mentre ci prepariamo , veniamo raggiunti da un altro escursionista. Dall’auto scendono anche due magnifici Setter, è un cacciatore e sembra socievole.
“Ciao ragazzi, andate su all’Alpe ? “
“Si …”
“Allora mi aggrego, tanto voi siete gente abituata a camminare… “ e, squadrandoci..
“Di dove siete ? “
Il più lesto a rispondere è il Sysa, “ Noi siamo di Cosio. “
“Ma pensa, io sono di Morbegno, ma com’è ma non vi ho mai visto in giro ?… “
L’occasione è ghiotta, e il Sysa non si fa scrupoli.
“ Non ci avrai presi per Milanesi ..? “ , lo imbecca lanciandomi uno sguardo sardonico.
“ Oh quei disperati,… i forzati dello sci domenicale; pensano solo a sciare.
Ma hai visto? Già dalle sei di stamane sono incolonnati sulla statale per raggiungere i campi da sci. Certo sono abituati alle code in città, però che vita che i fà, per pasà ‘na quai ura su la nef …”
E il Sysa ghignando… “ ié miga tuch inscì, ghè anca en quai d’un che predilige i grandi spazi e la solitudine. Che preferisce le ciaspole agli sci e alle code degli skilift “.
“ Mah..! “
Ci avviamo ,… tre falcate e raggiungo il Sysa.
“ Robi, sei una carogna !” Sibilo mentre lo affianco.
“ Che figura faccio non appena sente il mio accento ?..” Se la ride lo svergognato, si diverte un sacco.
“ Ridi,ridi, … vedrai quando mi capiterà fra le mani uno dei tuoi preziosi obiettivi.”
Circa due ore di cammino sulla pista innevata che si snoda tra boschi di conifere e sbuchiamo nei pressi di una fontana, al limite dell’alpeggio. Appena più in alto un gruppo di baite. Mi rendo conto di sembrare scontato, ma siamo di fronte ad un presepe. Nessuno in giro oltre noi.
Le baite dai tetti innevati , le ombre mutevoli sui dolci pendii del costone , i larici ancora carichi di neve , l’odore stesso, o meglio il profumo della neve immacolata, trasmettono sensazioni dimenticate. Quasi è irreale, tanto è bello.
Uno sguardo verso l’orizzonte e immediatamente percepisci quanto sia remunerativo salire quassù. Il panorama è da mozzare il fiato. A nord, le cime della Valmasino, dove sono ben evidenti da sinistra le cime del Barbacan e del Porcellizzo.
Torreggia il Cavalcorto, che però ci copre il Badile. Più a destra il Cengalo, i magnifici pizzi del Ferro e la cima di Zocca. A ovest , la valle Spluga e la mole del Monte Desenigo. In primo piano la rocciosa costiera con le cime della Merdarola. A Nord - Est abbiamo il pezzo forte, il gigantescol monte Disgrazia che in prospettiva si erge fra la Cima di Arcanzo e il vicino Pizzo Mercantelli. Più lontano, quasi a chiudere la Valtellina a sud-est il gruppo dell’Adamello. A sud la tormentata catena delle Orobie centro-orientali, e la Val Tartano in bellavista.
Siamo presi dalla frenesia fotografica. Il Sysa e Josef sembrano impazziti. Io anche. Ci improvvisiamo modelli, uno per l’altro, scambiandoci anche le macchine fotografiche. In men che non si dica la card da quattro giga è piena.
Eva, la bella compagna del Sysa, è evidentemente avvezza a queste scene di ordinaria follia. Ci ignora, e mentre prepara i panini, si gode la magnifica vista ed il sole , ora caldissimo.
…. Le note di “ Smoke on the water ” provenienti dal cellulare nel taschino, mi fanno sobbalzare.
E’ il Friz. Non credo che sorvolerà sulla “ buca “ che gli ho dato. Mi preparo quindi agli insulti.
“ Olà Friz..” … Eccoli..
Lo interrompo, “ Di, ti sei deciso a cambiare il cellulare? “
“ No.. ?!”, “ Che strano, per una volta ti sento forte e chiaro…”
“ O.k. Friz, bando ai convenevoli e ascoltami: questa è una ciaspolata da prendere seriamente in considerazione per te e soprattutto per i tuoi clienti. Sono in un luogo meraviglioso da cui si gode una vista strepitosa a 360 gradi . L’impegno fisico non va oltre le due-tre ore e secondo me è alla portata di tutti, anche di eventuali famiglie con bambini. C’è un rifugio bellissimo,che purtroppo non apre nel periodo
invernale, ma tornerebbe utile nella bella stagione. Considerando le diverse possibilità di accesso, l’eccezionale panorama , che in primavera con la fioritura non deve essere da meno che in inverno, direi proprio che non può mancare nelle tue proposte . Ti passo comunque le fotografie stasera stessa, così ti rendi conto.”
“ Si, va bene, ne riparliamo … Ora devo andare, ciao …” Hum ... sembra rabbonito.
Ci attardiamo, sperando di cogliere le luci del tramonto sul gruppo dell’Adamello. Oggi però il sole ha deciso di non dare spettacolo. Pazienza, non ci resta che scendere, ormai fa freddo.

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