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Roberto, alla guida della sua C3, si sta divertendo
con spettacolari derapate sugli innevati tornanti che conducono alle baite
di Our di Sopra, oltre labitato di Buglio. Io invece non sono affatto
tranquillo e letteralmente aggrappato al sedile, inizio a considerare
seriamente lipotesi di seguirli a piedi. Per evitare linfarto
mi impongo di pensare ad altro, come a Friz, che oggi è impegnato
con i suoi clienti per una ciaspolata ai Piani di Artavaggio. Ci sono
già stato questo inverno, ho quindi deciso, un po vigliaccamente
di rimbalzarlo preferendogli la proposta del mio amico Roberto. Infatti
Il Sysa (Roberto), Valtellinese purosangue di Regoledo di Cosio e affermato
fotografo naturalista mi ha invitato per questa escursione con le ciaspole
all Alpe Granda , luogo per me nuovo , e a suo dire fotograficamente
meraviglioso.
Le modalità di accesso all Alpe e lomonimo rifugio
sono quattro, due da Ardenno, una da Valbiore in Val Masino , lultima
da Buglio che risulta essere anche la più facile. Dalla S.S. 38
dello Stelvio , si devia a sinistra per Ardenno e entrati in paese, si
svolta a destra in direzione di Villapinta. Dopo un breve tratto si giunge
ad un incrocio con le indicazioni per Buglio. Raggiunto il paese, prima
della Chiesa Parrocchiale, si gira a destra seguendo poi i cartelli per
gli alpeggi. La pista, a causa dellinnevamento diviene presto impercorribile.
Parcheggiamo incolumi nello slargo di un tornate a circa 1100 metri di
quota.
Mentre ci prepariamo , veniamo raggiunti da un altro escursionista. Dallauto
scendono anche due magnifici Setter, è un cacciatore e sembra socievole.
Ciao ragazzi, andate su allAlpe ?
Si
Allora mi aggrego, tanto voi siete gente abituata a camminare
e, squadrandoci..
Di dove siete ?
Il più lesto a rispondere è il Sysa, Noi siamo di
Cosio.
Ma pensa, io sono di Morbegno, ma comè ma non vi ho
mai visto in giro ?
Loccasione è ghiotta, e il Sysa non si fa scrupoli.
Non ci avrai presi per Milanesi ..? , lo imbecca lanciandomi
uno sguardo sardonico.
Oh quei disperati,
i forzati dello sci domenicale; pensano
solo a sciare.
Ma hai visto? Già dalle sei di stamane sono incolonnati sulla statale
per raggiungere i campi da sci. Certo sono abituati alle code in città,
però che vita che i fà, per pasà na quai ura
su la nef
E il Sysa ghignando
ié miga tuch inscì, ghè
anca en quai dun che predilige i grandi spazi e la solitudine. Che
preferisce le ciaspole agli sci e alle code degli skilift .
Mah..!
Ci avviamo ,
tre falcate e raggiungo il Sysa.
Robi, sei una carogna ! Sibilo mentre lo affianco.
Che figura faccio non appena sente il mio accento ?.. Se
la ride lo svergognato, si diverte un sacco.
Ridi,ridi,
vedrai quando mi capiterà fra le mani
uno dei tuoi preziosi obiettivi.
Circa due ore di cammino sulla pista innevata che si snoda tra boschi
di conifere e sbuchiamo nei pressi di una fontana, al limite dellalpeggio.
Appena più in alto un gruppo di baite. Mi rendo conto di sembrare
scontato, ma siamo di fronte ad un presepe. Nessuno in giro oltre noi.
Le baite dai tetti innevati , le ombre mutevoli sui dolci pendii del costone
, i larici ancora carichi di neve , lodore stesso, o meglio il profumo
della neve immacolata, trasmettono sensazioni dimenticate. Quasi è
irreale, tanto è bello.
Uno sguardo verso lorizzonte e immediatamente percepisci quanto
sia remunerativo salire quassù. Il panorama è da mozzare
il fiato. A nord, le cime della Valmasino, dove sono ben evidenti da sinistra
le cime del Barbacan e del Porcellizzo.
Torreggia il Cavalcorto, che però ci copre il Badile. Più
a destra il Cengalo, i magnifici pizzi del Ferro e la cima di Zocca. A
ovest , la valle Spluga e la mole del Monte Desenigo. In primo piano la
rocciosa costiera con le cime della Merdarola. A Nord - Est abbiamo il
pezzo forte, il gigantescol monte Disgrazia che in prospettiva si erge
fra la Cima di Arcanzo e il vicino Pizzo Mercantelli. Più lontano,
quasi a chiudere la Valtellina a sud-est il gruppo dellAdamello.
A sud la tormentata catena delle Orobie centro-orientali, e la Val Tartano
in bellavista.
Siamo presi dalla frenesia fotografica. Il Sysa e Josef sembrano impazziti.
Io anche. Ci improvvisiamo modelli, uno per laltro, scambiandoci
anche le macchine fotografiche. In men che non si dica la card da quattro
giga è piena.
Eva, la bella compagna del Sysa, è evidentemente avvezza a queste
scene di ordinaria follia. Ci ignora, e mentre prepara i panini, si gode
la magnifica vista ed il sole , ora caldissimo.
. Le note di Smoke on the water provenienti dal cellulare
nel taschino, mi fanno sobbalzare.
E il Friz. Non credo che sorvolerà sulla buca
che gli ho dato. Mi preparo quindi agli insulti.
Olà Friz..
Eccoli..
Lo interrompo, Di, ti sei deciso a cambiare il cellulare?
No.. ?!, Che strano, per una volta ti sento forte
e chiaro
O.k. Friz, bando ai convenevoli e ascoltami: questa è una
ciaspolata da prendere seriamente in considerazione per te e soprattutto
per i tuoi clienti. Sono in un luogo meraviglioso da cui si gode una vista
strepitosa a 360 gradi . Limpegno fisico non va oltre le due-tre
ore e secondo me è alla portata di tutti, anche di eventuali famiglie
con bambini. Cè un rifugio bellissimo,che purtroppo non apre
nel periodo
invernale, ma tornerebbe utile nella bella stagione. Considerando le diverse
possibilità di accesso, leccezionale panorama , che in primavera
con la fioritura non deve essere da meno che in inverno, direi proprio
che non può mancare nelle tue proposte . Ti passo comunque le fotografie
stasera stessa, così ti rendi conto.
Si, va bene, ne riparliamo
Ora devo andare, ciao
Hum ... sembra rabbonito.
Ci attardiamo, sperando di cogliere le luci del tramonto sul gruppo dellAdamello.
Oggi però il sole ha deciso di non dare spettacolo. Pazienza, non
ci resta che scendere, ormai fa freddo.

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