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Da Esino - Cainallo alla vetta del Grignone (rifugio
Brioschi)
proposta di: Ivan M. di Ballabio -
email: mivan@email.it
itinerario: da Esino Lario (Valsassina) portarsi
in auto fino all'ultimo parcheggio sopra Cainallo, imboccare il sentiero
n°25 fino al Rif. Bogani, proseguire sempre per il sentiero n°25
Grigna Settentrionale (via della Ganda).
dislivello: circa 575 m da Cainallo al Rif. Bogani - più
593 m. alla vetta (Rif.Brioschi)
difficoltà: E (per escursionisti) - non comporta
difficoltà alpinistiche, ma richiede una certa attenzione soprattutto
nell'ultima parte del percorso(attrezzato con catene per precauzione);
sconsigliabile a chi è totalmente inesperto e a chi soffre di vertigini
tempo totale di cammino: circa 4 ore-
4,30 (salita): 2 o anche meno alla Bogani e 2.30 alla vetta (salita),
3 ore per la discesa
come si arriva da Milano: in automobile, superstrada Milano-Lecco,
uscita per la Valsassina , percorrerla fino al paesino di Cortenova, la
strada volta a sinistra baipassando la frana ed attraversando l'abitato,
proseguire seguendo le indicazioni per Esino, allo svincolo Esino Cainallo
seguire per Cainallo e parcheggiare l'auto all'ultimo parcheggio sopra
i campetti da sci.
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DI GOOGLE
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Quella che andrò a proporre è
una delle tante escursioni che ci portano alla scoperta di una delle montagne
più belle e famose della Valsassina.
Il Grignone o Grigna settentrionale, posta a nord della più piccola
ma altrettanto nota Grignetta (Grigna meridionale). Il gruppo delle Grigne
abbraccia un vasto territorio che parte dai Piani Resinelli fino a giungere
ad Esino comprendendo l'intera Valsassina, dando così modo di offrire
agli escursionisti di scegliere tra i parecchi sentieri per raggiungere
la vetta al Rif. Brioschi; iin questa zona sono disseminati molti rifugi
pronti ad offrire ospitalità e alcuni di questi sono aperti anche
tutto l'anno.
Il Grignone offre due versanti e due ambienti molto diversi tra di loro:
Il primo, dal lato della Valsassina, molto dolce e regolare
"
Dalla Pioverna fino alla Grigna è un alternarsi d'aspetti svariati.
Praterie rigogliose, morbide come tappeti, adducono dolcemente alle terre
di Pasturo e di Bajedo
" ( tratto da "Memorie di Pasturo
e Bajedo in Valsassina" di Andrea Orlandi).
L'atro, versante verso il lago di Lecco, più tortuoso e selvaggio,
amato dagli speleologi per la presenza di molte grotte come la grotta
dell'Acqua Bianca o la Ferrera nei pressi del ponte di ferro sul sentiero
che da Mandello porta al Rif. Elisa , oppure la ghiacciaia di Moncodeno
sotto l'alpeggio di Moncodeno (salendo da Esino Cainallo, conosciuta anche
da Leonardo per i suoi studi).
Quasi tutti i percorsi sono semplici ma abbastanza lunghi e richiedono
un minimo di preparazione ed allenamento in quanto richiedono da
un minimo di 4 a 7 ore di cammino su sentieri ben evidenziati e, in alcuni
tratti, "tecnici". Nulla di impressionante ma è sempre
bene ricordare e sapere ciò cui si va incontro, perché la
gita sia più piacevole.
Il sentiero che consiglio e che prediligo e quello che parte da Esino
Cainallo per due motivi: E' il più breve, ed il più divertente
perché ci da la possibilità di percorrere ambientazioni
molto variegate, prati, boschi, grotte, roccia
con parecchi scorci
sul lago di Lecco Mandello.
DESCRIZIONE
E' un escursione divisa nettamente in due tappe, la prima molto semplice
in mezzo al bosco fino al rif. Bogani, la seconda più impegnativa
via della Ganda che attraversa su roccette e ghiaioni l'ampio vallone
dei Bregai.
Una volta lasciata l'auto al parcheggio sopra i campetti da sci di Cainallo,
carichiamoci lo zaino in spalla ed iniziamo la nostra avventura alla scoperta
del Grignone e dei suoi segreti .
Seguiamo il sentiero 25 che si addentra nel bosco in leggera salita che
troviamo alla nostra destra e dopo 5 min. di cammino incontriamo un bel
crocefisso che ci apre lo sguardo sull'alpe di Moncodeno, il Grignone
e la Valsassina, facendoci intuire il nostro percorso.
Tra vari saliscendi raggiungiamo (55 min) il bivio che indica a destra
per il rif Bietti e la cresta di Piancaformia, a sinistra verso il rif.
Bogani, seguiamo ques'ultimo che dapprima pianeggiante poi in discesa
raggiunge la parte più bassa della Val delle Lavine (1500mt.).
Sulla nostra sinistra notiamo due torri della Monaca e del Frate, ora
inizia la vera salita lungo una ripida dorsale che ci porta ad un bivio
da cui si stacca verso sinistra il sentiero che scende a Cortenova per
la valle dei Mulini.
Siamo in prossimità della famosa Ghicciaia di Moncodeno o grotta
di Leonardo.
E'una cavità carsica dalla singolare caratteristica di avere al
suo interno belle formazioni di stalattiti e stalagmiti di ghiaccio. Molto
interessante e suggestiva da visitare, meglio se accompagnati da persone
esperte del luogo visto che il sentiero da questo si perde in mezzo al
bosco e non è ben visibile inoltre sarebbe bene essere attrezzati
di corda in quanto l'ingresso alla grotta è perpendicolare e scende
tramite una scaletta fissa in ferro lunga circa 14 Mt. È composta
da un'unica sala alta 36 Mt larga 26 mt con l'imboccatura rivolta a nord
quindi mai battuta dal sole e ciò favorisce la presenza di ghiaccio
anche in estate.
Proseguiamo il sentiero 25 che ci porta ad un rado bosco di larici per
giungere all'alpeggio di Moncodeno in una bella posizione panoramica (1650
Mt.) continuando entriamo di nuovo nel bosco per raggiungere a breve il
rif. Bogani la cui gestione è data a Mariangela Buzzoni (Tel 348
2831436 oppure 368 3527021), è aperto nel periodo che va dal 15
giugno al 15 settembre e nei fine settimana da maggio ad ottobre offre
50 posti letto, bar, ristorante, bagni, illuminazione elettrica, e cucina
tipica dei rifugi a 1816 Mt.
Dopo esserci riposati e rifocillati riprendiamo il cammino lungo il sentiero
ancora 25 di fronte al rifugio (indicazione per la valle della Ganda rif.
Brioschi), uscendo dal rado bosco di larici si incontra un bivio e mantenendo
la destra saliamo fino a portarci in vista della vetta e del Brioschi.
Di fronte a noi si apre un vasto vallone detritico proseguiamo il ripido
sentiero fino a raggiungere la statua di una madonnina che rivolge il
suo sguardo verso la Valsassina ed il rifugio Bogani, la difficoltà
del sentiero è data dal fatto che si debbono superare diversi salti
di roccia (non pericolosi) e varie doline per le quali è bene prestare
attenzione.
Superiamo una grossa apertura, l'ingresso di un'altra profonda grotta
(non ricordo come si chiami, ma pare che sia una delle più lunghe
d'Europa), ora il sentiero corre poco sotto e parallelo alla cresta di
Piancaformia per poi incrociare l'altro sentiero che la percorre.(2200
mt)
Richiamiamo le forze per superare un tratto che zizagando sale ripido
lungo un ghiaione, ora ci siamo, dobbiamo solo superare l'ultima fascia
rocciosa accompagnata da corde fisse (nulla di pericoloso ma visto lo
sforzo è bene anche aiutarsi con una corda fissa), ed eccoci in
vetta a 2400 mt in prossimità della cappelletta di vetro posta
dietro il Brioschi, pochi metri più sopra la croce.
La gratificazione e la soddisfazione sono tali da farci dimenticare la
fatica, di fronte ad un panorama così ampio da abbracciare tutto
il lago di Lecco, la Brianza, (pare che in particolari condizioni di luce
si riesca a scorgere la madonnina del duomo di Milano ad occhio nudo),
l'alto Lario e parte della Valtellina, si possono intravedere le cime
più alte della valle d'Aosta, ed in primo piano maestosa la Grignetta.
Vale proprio la pena venire al Brioschi soprattutto rimanerci a dormire
godendosi dei tramonti mozzafiato e delle albe suggestive visto che il
rifugio è aperto tutto l'anno, meglio però telefonare al
gestore Fulvio Aurora allo 0341/910498.
Il rifugio offre 36 posti letto una buona cucina con piatti tipici ( Pizzoccheri,
minestra d'orzo, polenta taragna, polenta e brasato, formaggi vari ecc
)
illuminazione elettrica, bagni, bar e ristorante.
Per il ritorno si segua la via dell'andata anche se personalmente
preferisco organizzare gite senza percorrere lo stesso sentiero formando
un anello, ed offrendo la possibilità di toccare altri rifugi e
luoghi suggestivi (come la bocca di Prada) con un piccolo sforzo in più
ma preferisco limitarmi, per ora, a stuzzicare la curiosità del
lettore ed augurare una buona escursione.
Altre escursioni nei dintorni:
Piani Resinelli - Rifugio Rosalba

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1. in avvicinamento al rifugio Brioschi

2. siamo in vetta !!

3. il gruppo delle Grigne visto dal
Lago di Como
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