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Escursioni nelle 5 Terre: Riomaggiore - Portovenere
In cammino tra cielo, terra e mare
itinerario 1: Riomaggiore, Telegrafo, Campiglia,
Portovenere
dislivello: circa 500 m.
tempo totale di cammino: 6 ore
Come arrivare da Milano: in
treno, Linea FFSS, Milano-Genova-La Spezia, stazione Riomaggiore
informazioni: Consorzio Turistico 5 Terre, tel 778335, www.cinqueterre.it;
CARTINA
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Il sentiero numero 1 (Alta Via), che correndo lungo
i crinali per circa 35/40 km. collega Portovenere a Levanto è stato
definito 'la madre' di tutti i sentieri delle 5 Terre: di qui sono passati
per secoli i traffici delle merci che provenivano dall'interno e andavano
alla costa (trasportando bestiame, cereali, legname) e viceversa (vino,
sale, pesce, olio). Pur raggiungendo anche quote di circa 800 m., il suo
sviluppo intelligente evita inutili salite alle vette tagliandole lateralmente
e si adatta alla sinuosità delle varie selle. In lunghi tratti
si presenta come un'ampia via che rispecchia la sua importanza storica,
altrove invece si è ristretto, aggredito dall'avanzare della bella
ma invadente macchia mediterranea; è comunque sempre individuabile
(segnavia bianco/rossi, AV1). E soprattutto è assolutamente spettacolare
e sorprendente nel susseguirsi di paesaggi sempre diversi: terrazze coltivate
a vigna o ulivo, pinete o fitti castagneti, e lunghi splendidi tratti
affacciati a picco sul mare. Molto meno frequentato (via dalla pazza folla
!) dei più battuti sentieri litoranei (per alcuni dei quali si
paga un biglietto), grazie alla sua più alta quota ci regala i
panorami più appaganti su questa meravigliosa regione. Inoltre,
essendo intersecato da numerosi sentieri trasversali, può essere
percorso 'a pezzi', in modo da adattarsi alle diverse esigenze di tempo
e di resistenza.
L'itinerario Riomaggiore-Telegrafo-Portovenere è decisamente il
tratto più affascinante. Si parte da Riomaggiore (foto 1), il più
antico tra i villaggi delle 5 Terre, raccolto nella stretta vallettina
del 'Rivus Maior', fiume, ora coperto, che ha dato il nome al paese e
ne ha plasmato la conformazione. Arrivando col treno, si esce dalla stazione
e si prende a destra la galleria che porta nel cuore del borgo. Si sbuca
così nella via principale e la si percorre in salita fino ad incrociare
la carrozzabile che proviene da La Spezia. Qui c'è anche un centro
di accoglienza turistica dove si possono ricevere informazioni. Dobbiamo
seguire il sentiero numero 3, destinazione Santuario della Madonna di
Montenero-Telegrafo. Ci inoltriamo lungo l'ampia mulattiera che percorre
la valle di Riomaggiore, per i pendii, cesellati da un faticoso lavoro
secolare che ha portato alla realizzazione di incredibili terrazzamenti
(foto 2); le zone più impervie sono state da tempo abbandonate
e si sono riempite di rigogliosa macchia mediterranea o bosco e ci si
chiede se tra qualche decennio ci sarà ancora qualcuno tanto follemente
tenace da volersi dedicare a una agricoltura così difficile e faticosa.
Dopo un primo tratto in decisa pendenza il cammino si fa più rilassato
e dopo una netta svolta verso Sud arriva al Santuario della Madonna di
Montenero (circa un'ora da Riomaggiore, quota 341m.): splendida piattaforma
panoramica, e luogo ideale di sosta, dove possiamo ammirare in tutta la
sua bellezza la costa delle 5 Terre, dal promontorio di Punta Mesco sopra
Monterosso fino alla penisola di Portovenere, con i suoi caratteristici
borghi e i pendii cosi scoscesi che ne hanno (per fortuna) impedito la
cementificazione. Il nostro sentiero (nr. 3) prosegue in mezzo ai lecci
alle spalle del Santuario e raggiunge in circa 20 minuti la piacevole
località denominata Lemmen: gruppetto di case sparse intorno a
una graziosa chiesettina, che guarda verso il mare. Ancora circa 40 minuti
ed eccoci al 'Telegrafo' (quota 510 m.): qui si incrociano il sentiero
nr. 1 e la strada che proviene da Biassa; c'è anche un bar-ristorante
dove eventualmente fare sosta per il pranzo. Le fatiche della salita sono
sostanzialmente terminate: di qui in poi ci attende una lunga discesa,
con qualche saliscendi qua e là. Ci immettiamo nell'ampio sentiero
nr. 1 che, assecondando il crinale, si addentra nella folta pineta; seguendo
i segnavia bianco-rossi arriviamo in circa 1 ora a Campiglia: lo scenario
panoramico si apre in ogni direzione, abbracciando anche il golfo di La
Spezia, incorniciato dallo sfondo maestoso delle Apuane. Dalla piazza
antistante la chiesa si riprende il sentiero che ci porterà in
circa 2 ore a Portovenere. In più punti si incrocia la strada carrozzabile
e se ne percorre qualche piccolo tratto per poi tornare sempre su sentiero
(i segnali bianco-rossi sono quasi sempre abbastanza visibili); ora ci
aspetta la parte più emozionante e selvaggia dell'itinerario, a
tratti siamo a picco sul mare e sovrastati dalle vertiginose falesie del
Muzzerone, mentre le forme sinuose delle isole Palmaria, Tino e Tinetto
si fanno sempre più vicine (foto 3). Il sentiero in avvicinamento
a Portovenere si fa decisamente più ripido e si conclude poi con
una lunga gradinata che aggira l'imponente castello e sbuca proprio nel
centro del paese. Passeggiamo nelle stradine interne medioevali o lungo
la strada a mare, fiancheggiata da antiche case coloratissime e alte fino
a 7 piani, e raggiungiamo la scenografica chiesetta di San Pietro (foto
4), che, abbarbicata sulle rocce contorte del promontorio dell'Arpaia,
sembra protendersi verso il grande mare aperto. Se dobbiamo ritornare
a Riomaggiore o a un altro paese delle 5 Terre, il battello è il
mezzo più piacevole (attenzione: informarsi prima sugli orari!):
potremo rivedere da un'angolazione differente tutto l'itinerario che abbiamo
percorso ed ammirare nella luce del tramonto e in modo rilassato l'aspra
bellezza di questa costa così speciale.
Altre escursioni nelle 5 Terre:
Monterosso - Punta Mesco
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1. porticciolo di Riomaggiore

2. montagne terrazzate

3. la costa verso Portovenere

4. falesie del Muzzerone

5. la chiesetta di San Pietro a
Portovenere
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