Dai Piani di Bobbio al Rifugio Grassi
Sui crinali tra Valsassina e Valtorta al cospetto delle Orobie
itinerario: Barzio/Funivia - Piani di Bobbio (1662 m) - Passo Gandazzo (1651 m) - Passo del Toro (1945m) - Rifugio Grassi (1987 m)
dislivello: 350 m (+ più i saliscendi !)
difficoltà: E - qualche passaggio richiede attenzione
tempo totale di cammino: 3 ore circa andata - 2.30 ritorno
dove rifocillarsi e pernottare: rifugio Grassi, tel 3488522784 (aperto da metà giugno a metà settembre e nei weekend tutto l'anno)
Come arrivare da Milano: in auto, superstrada Milano - Lecco - Valsassina, dopo Ballabio a destra provinciale per Barzio e seguire le indicazioni per la Funivia. Vedi sotto nota 2.



Un itinerario davvero molto bello, panoramico e aereo, proiettato su una traiettoria che segue la dorsale montuosa tra la Valsassina e la Valtorta e che, alternando leggere discese e successive risalite, ci offre innumerevoli quadri paesaggistici. Inizialmente ci concediamo un lusso: con la moderna funivia raggiungiamo i Piani di Bobbio (1662 m) - punto d'inizio della nostra escursione - superando con un solo grande balzo gli 800 m di dislivello che li separano da Barzio (842 m). All'arrivo ci si apre un paesaggio piacevolissimo, dominato dalle svettanti pareti rocciose dello Zuccone Campelli, se non fosse per i numerosi impianti sciistici che fanno sentire la loro prepotente presenza. In mancanza di indicazioni (come al solito), ci avviamo per la sterrata che sale a fianco del Centro Assistenza Fondisti (sulla nostra destra) e raggiunge in pochi minuti il dosso dove arriva lo skilift (ben visibile - vedi sotto nota 1). Allo skilift una freccia indica il Rifugio Buzzoni (dato a 40 minuti) e per il momento la seguiamo, ma la nostra destinazione è il rifugio Grassi. E' una stradina comoda (foto 1), in parte sotto l'ombra di bei faggi. Ci capita di imbatterci in un grosso gregge di capre dalle corna contorte e acuminate: con finta indifferenza ci facciamo largo sotto gli occhi incuriositi di questi animali dall'incedere altero (foto 2). Incontreremo poi sugli alti pascoli altri greggi, pecore e mucche. Qui la pastorizia resiste con tenacia, per quanto tempo ancora ?
Dopo un ultimo curvone la sterrata si restringe all'improvviso e piega nettamente a destra in discesa, per raccordarsi al sentiero descritto in nota 1. Il panorama si è aperto a tutto campo rivelando la bellezza di uno scenario che abbraccia innumerevoli rilievi: i massicci maestosi delle Grigne da una parte e le movimentate catene delle Orobie dall'altra. Quando arriviamo al passo Gandazzo siamo ancora solo a 1651 m: camminiamo da circa 1 ora (dall'inizio) e abbiamo fatto solo qualche moderato saliscendi. Davanti a noi il sentiero si impenna decisamente (foto 3) e affronta con determinazione la risalita del pendio erboso che ci fa guadagnare rapidamente 300 m di quota. Abbiamo lasciato i boschi alle nostre spalle, d'ora in poi saremo sempre allo scoperto sotto il grande cielo. Ci troviamo sul sentiero delle Orobie Occidentali: per la loro geologia e l'arditezza di alcune importanti cime, ALPI Orobie e non modeste Prealpi. Superiamo brevi passaggi su facili roccette e qualche momento che ci richiede un po' di concentrazione, perché i pendii sotto di noi si sono fatti decisamente molto verticali (il sentiero è però sempre ben tracciato). Siamo diretti al passo del Toro: superata una minuscola fresca sorgente (con bicchierini), raggiungiamo il passo in circa 20' minuti (Passo del Toro, 1945 m). Qui una lapide in memoria di un certo Cesare ci rammenta che la montagna va sempre affrontata con saggezza anche quando - o forse soprattutto - non manifesta pericoli evidenti. Andiamo avanti, ci manca circa un'ora alla meta. Un punto dove il crinale si restringe quasi fosse un esile ponticello tra due precipizi (foto 4) ci regala qualche brivido; più avanti invece il sentiero si incassa scolpito nella roccia (foto 5), alcuni tratti attrezzati con catene (ma servono solo in caso di neve o ghiaccio). Destinazione in avvicinamento, il rifugio è ormai avvistato. Davanti a noi la sagoma triangolare del Pizzo dei tre Signori si staglia sempre più precisa: un tempo la sua bella cima segnava il confine tra il Ducato di Milano, la Repubblica di Venezia e la Valtellina sottomessa ai Grigioni. L'ultimo tratto del percorso è un susseguirsi di panettoni erbosi, grandi pascoli e distese di rododendri. Soprattutto una sensazione di spazio immenso e tanto silenzio: solo il rumore dei nostri passi, il fruscio del vento e il fischiettare delle marmotte. Qua e là macchie di blu intenso: è l'aconito, un fiore tanto bello quanto velenoso (foto 7). Poco prima del rifugio una palina ci indica altre possibili destinazioni, noi però siamo arrivati (rifugio Grassi, 1987 m). Un pannello informativo racconta brevemente la storia delle attività minerarie che si svolgevano in zona fino a qualche decennio fa (chiusura delle miniere verso gli anni '50-60).
Picnic e relax al sole dei 2000 e poi ritorno per lo stesso sentiero. Ma non sarà noioso perché in una prospettiva inversa il paesaggio ci sembrerà nuovo; ecco ad esempio quello che all'andata era solo un informe panettone di roccia diventa ora una grande tartaruga che arrampica - qui ci si può sbizzarrire con l'immaginazione ... ( foto 6)

Tempi di percorrenza: ufficialmente ore 2.45 per l'andata, ore 2.15 per il ritorno, totale 5 ore. Noi però ce ne abbiamo messe 6 (più la sosta) perché ce la siamo presa un pò comoda.

Nota 1: in alternativa possiamo seguire lo stradone che scende leggermente e in pochi minuti trova la palina con indicazioni per il Rifugio Grassi (prendere a sinistra): il sentiero attraversa il prato, entra nel bosco di faggi e va presto a ricongiungersi con quello descritto sopra. Il nostro itinerario è indicato alternativamente col numero 36 (Valsassina) e 101 (Orobie).
Nota 2: attenzione agli orari della funivia, perché anche d'estate l'ultima corsa mantiene un 'orario piuttosto limitante e se arrivate tardi rischiate di dover scendere a piedi…

Altre escursioni nei dintorni:
Valbiandino
Pasturo - Rifugio Pialleral
Alpe Nava

 

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1. l'inizio dell'escursione

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2. incontro con le capre

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3. e ora si comincia a salire

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4. la cresta si assottiglia !!!

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5. il sentiero intagliato nella parete

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6. arriva anche la tartaruga

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7. fioriture di aconito



8. il rifugio Grassi