In Val Meria da Mandello all'Alpe di Era sul 'sentiero del fiume'
(percorso ad anello)

Itinerario: Mandello - Val Meria - Alpe di Era - Mandello
Dislivello: circa 600 m, da Mandello/Sonvico all'Alpe di Era (880 m)
Tempo totale di cammino: ore 4,30-5 (2,30 salita - 2 discesa)
Dove rifocillarsi: Santuario di Santa Maria sopra Olcio (non sempre aperto)
Come arrivare da Milano: in auto, superstrada SS36, uscita Mandello; in treno, linea Milano-Lecco-(Colico), Stazione di Mandello
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INDICE DEGLI ITINERARI

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1. Nella forra della Val Meria

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2. Cascatella

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3.La Cascata di Era

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4. Il Campanile della Chiesetta all'Alpe di Era


5. Un tratto del sentiero per Sonvico



Un'escursione davvero particolare per la bellezza selvaggia e solitaria del territorio che attraversiamo, al tempo stesso incredibilmente vicino alla zona lecchese, tra le più industrializzate d'Italia.
Arrivati a Mandello sul Lago di Lecco (in auto o in treno) dobbiamo portarci alla chiesa di Sant'Abbondio, nella frazione Sonvico: per non trovarsi disorientati tra vie strette e tortuose meglio prepararsi prima cercando la mappa sul sito di Google. Se siamo arrivati in treno e passiamo da Piazza della Repubblica, non perdiamo l'occasione di fare una stuzzicante colazione all'ottimo bar/pasticceria Amerigo. Nello slargo dove si trova la chiesa di Sant'Abbondio c'è possibilità di parcheggio e non manca una fontana per fare scorta d'acqua. Una palina ben visibile indica di proseguire diritto per raggiungere l'Alpe di Era seguendo il 'sentiero del fiume' (15 B). Risaliremo la Val Meria seguendo e attraversando ripetutamente il tortuoso corso del fiume che si insinua tra scenografiche pareti rocciose e forma cascate e cascatelle, limpidissime pozze circolari d'acqua turchese: un ambiente selvaggio e incontaminato che contrasta con l'industrioso abitato di Mandello che ci siamo appena lasciati alle spalle. I numerosi guadi non presentano grosse difficoltà in condizioni normali, ma attenzione se negli ultimi giorni le precipitazioni sono state particolarmente copiose. Alcuni tratti della salita,ripidi e leggermente esposti, sono attrezzati con catene, utili specialmente se il fondo si presenta scivoloso: per tutti questi aspetti il sentiero del fiume va considerato per escursionisti esperti. L'alternativa più semplice (e comunque piacevole) è quella di salire all'Alpe di Era per il sentiero n.15 passando per la Chiesa di Santa Maria sopra Olcio (quello che noi faremo in discesa).
Percorso: il primo tratto si sviluppa in leggera discesa in mezzo al bosco poi avanza pianeggiate sino ad accostare il corso del torrente e gradualmente si inarca piegandosi a sinistra per iniziare la graduale risalita della valle. Inizialmente camminiamo sul versante destro idrografico ma guaderemo il torrente varie volte sempre seguendo le evidenti pennellate bianco/rosse che indicano con chiarezza il percorso da seguire. Anche ai bivi il sentiero è sempre ben segnalato e non genera incertezze sulla direzione da prendere.
Dopo un'ora circa di cammino la salita si fa più faticosa ma sempre resa piacevole da un paesaggio che emozione e sorprende e ci invita a frequenti soste per ammirare i giochi dell'acqua spumeggiante che si tuffa nelle pozze cristalline. Splendida la Cascata di Era che si divide in tre getti separati su una gigantesca placca rocciosa.
Di qui in poi il percorso è davvero ripido, a tratti affiancato da catene corrimano; si arrampica su numerosi tornanti sino a intersecare il sentiero 'normale' che proviene da Sonvico. Ancora pochi minuti e sbuchiamo nella ridente conca dell'Alpe di Era: c'è molta pace, grandi prati, qualche animale che pascola tranquillamente, numerose case in pietra e la chiesetta dalle belle forme perfettamente restaurate; non ci sono rifugi ma è il posto ideale per una lunga sosta con picnic.
Al ritorno facciamo un percorso più rilassato: all'inizio riprendiamo per qualche decina di metri il sentiero su cui siamo arrivati e al primo bivio proseguiamo diritti sul sentiero di mezza costa n.15/verde con destinazione Somana/Mandello. Un sentiero completamente diverso, ampio e ben costruito che alterna tratti in discesa su forti gradoni e momenti pianeggianti. La valle si sprofonda vertiginosamente sotto di noi: nei punti di maggior verticalità siamo protetti da robuste ringhiere metalliche. Ad ogni bivio teniamo sempre per Mandello (le indicazioni sono molto chiare). Dopo circa una quarantina di minuti l'azzurro del lago emerge incastonato tra le montagne mentre alle nostre spalle troneggia l'imponente profilo del Grignone. Più avanti ci accostiamo al bel complesso architettonico di Santa Maria sopra Olcio, il cui nucleo più antico risale al XII secolo. Devastata da un incendio nel 1997 tutta la struttura è stata ricostruita con l'impegno di un gruppo di volontari; la sua straordinaria posizione panoramica ci invoglia a una piacevole sosta prima di riprendere la discesa. Quest'ultimo tratto è una ampia scalinata, affiancata dalle stazioni della Via Crucis e da massi appositamente squadrati per sedersi di tanto in tanto. Alla 3° stazione incrociamo il sentiero che a destra va verso Olcio, noi proseguiamo per Mandello dove arriveremo nella Contrada di Sanvico, poco distante dalla Piazza di Sant'Abbondio da cui siamo partiti.

Escursioni nei dintorni:
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La Chiesa di Santa Maria sopra Olcio