|

|
In Val Meria da Mandello all'Alpe di Era sul
'sentiero del fiume'
(percorso ad anello)
Itinerario: Mandello - Val Meria - Alpe di
Era - Mandello
Dislivello: circa 600 m, da Mandello/Sonvico all'Alpe di Era (880
m)
Tempo totale di cammino: ore 4,30-5 (2,30 salita - 2 discesa)
Dove rifocillarsi: Santuario di Santa Maria sopra Olcio (non sempre
aperto)
Come arrivare da Milano: in
auto, superstrada SS36, uscita Mandello; in treno, linea Milano-Lecco-(Colico),
Stazione di Mandello
Informazioni sugli orari dei trasporti
pubblici
Esplora la zona con le >> MAPPE
di GOOGLE
|
E' in vendita
la
guida di passolento:

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.
vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
leggi
le prime pagine

1. Nella forra della Val Meria

2. Cascatella

3.La Cascata di Era

4. Il Campanile della Chiesetta
all'Alpe di Era

5. Un tratto del sentiero per Sonvico
|
|

Un'escursione davvero particolare per la bellezza
selvaggia e solitaria del territorio che attraversiamo, al tempo stesso
incredibilmente vicino alla zona lecchese, tra le più industrializzate
d'Italia.
Arrivati a Mandello sul Lago di Lecco (in auto o in treno) dobbiamo portarci
alla chiesa di Sant'Abbondio, nella frazione Sonvico: per non trovarsi
disorientati tra vie strette e tortuose meglio prepararsi prima cercando
la mappa sul sito di Google. Se siamo arrivati in treno e passiamo da
Piazza della Repubblica, non perdiamo l'occasione di fare una stuzzicante
colazione all'ottimo bar/pasticceria Amerigo. Nello slargo dove si trova
la chiesa di Sant'Abbondio c'è possibilità di parcheggio
e non manca una fontana per fare scorta d'acqua. Una palina ben visibile
indica di proseguire diritto per raggiungere l'Alpe di Era seguendo il
'sentiero del fiume' (15 B). Risaliremo la Val Meria seguendo e attraversando
ripetutamente il tortuoso corso del fiume che si insinua tra scenografiche
pareti rocciose e forma cascate e cascatelle, limpidissime pozze circolari
d'acqua turchese: un ambiente selvaggio e incontaminato che contrasta
con l'industrioso abitato di Mandello che ci siamo appena lasciati alle
spalle. I numerosi guadi non presentano grosse difficoltà in condizioni
normali, ma attenzione se negli ultimi giorni le precipitazioni sono state
particolarmente copiose. Alcuni tratti della salita,ripidi e leggermente
esposti, sono attrezzati con catene, utili specialmente se il fondo si
presenta scivoloso: per tutti questi aspetti il sentiero del fiume va
considerato per escursionisti esperti. L'alternativa più semplice
(e comunque piacevole) è quella di salire all'Alpe di Era per il
sentiero n.15 passando per la Chiesa di Santa Maria sopra Olcio (quello
che noi faremo in discesa).
Percorso: il primo tratto si sviluppa in leggera discesa in mezzo al bosco
poi avanza pianeggiate sino ad accostare il corso del torrente e gradualmente
si inarca piegandosi a sinistra per iniziare la graduale risalita della
valle. Inizialmente camminiamo sul versante destro idrografico ma guaderemo
il torrente varie volte sempre seguendo le evidenti pennellate bianco/rosse
che indicano con chiarezza il percorso da seguire. Anche ai bivi il sentiero
è sempre ben segnalato e non genera incertezze sulla direzione
da prendere.
Dopo un'ora circa di cammino la salita si fa più faticosa ma sempre
resa piacevole da un paesaggio che emozione e sorprende e ci invita a
frequenti soste per ammirare i giochi dell'acqua spumeggiante che si tuffa
nelle pozze cristalline. Splendida la Cascata di Era che si divide in
tre getti separati su una gigantesca placca rocciosa.
Di qui in poi il percorso è davvero ripido, a tratti affiancato
da catene corrimano; si arrampica su numerosi tornanti sino a intersecare
il sentiero 'normale' che proviene da Sonvico. Ancora pochi minuti e sbuchiamo
nella ridente conca dell'Alpe di Era: c'è molta pace, grandi prati,
qualche animale che pascola tranquillamente, numerose case in pietra e
la chiesetta dalle belle forme perfettamente restaurate; non ci sono rifugi
ma è il posto ideale per una lunga sosta con picnic.
Al ritorno facciamo un percorso più rilassato: all'inizio riprendiamo
per qualche decina di metri il sentiero su cui siamo arrivati e al primo
bivio proseguiamo diritti sul sentiero di mezza costa n.15/verde con destinazione
Somana/Mandello. Un sentiero completamente diverso, ampio e ben costruito
che alterna tratti in discesa su forti gradoni e momenti pianeggianti.
La valle si sprofonda vertiginosamente sotto di noi: nei punti di maggior
verticalità siamo protetti da robuste ringhiere metalliche. Ad
ogni bivio teniamo sempre per Mandello (le indicazioni sono molto chiare).
Dopo circa una quarantina di minuti l'azzurro del lago emerge incastonato
tra le montagne mentre alle nostre spalle troneggia l'imponente profilo
del Grignone. Più avanti ci accostiamo al bel complesso architettonico
di Santa Maria sopra Olcio, il cui nucleo più antico risale al
XII secolo. Devastata da un incendio nel 1997 tutta la struttura è
stata ricostruita con l'impegno di un gruppo di volontari; la sua straordinaria
posizione panoramica ci invoglia a una piacevole sosta prima di riprendere
la discesa. Quest'ultimo tratto è una ampia scalinata, affiancata
dalle stazioni della Via Crucis e da massi appositamente squadrati per
sedersi di tanto in tanto. Alla 3° stazione incrociamo il sentiero
che a destra va verso Olcio, noi proseguiamo per Mandello dove arriveremo
nella Contrada di Sanvico, poco distante dalla Piazza di Sant'Abbondio
da cui siamo partiti.
Escursioni nei dintorni:
Lierna - Varenna
|