Nel parco dell'Adda, tra natura
e storia Da Brivio al traghetto leonardesco di Imbersago tempo di percorrenza:
3 ore, nessun dislivello Come arrivare da Milano: autostrada
A4, uscita Agrate/Vimercate, direzione Lecco, dopo Calco prendere a destra
per Brivio informazioni sui trasporti pubblici:http://62.101.84.174/trl_index.htm dove rifocillarsi: bar e trattorie a Brivio e nei pressi del traghetto
di Imbersago cartina; siti correlati:
www.parco-adda.it
; www.leccomech.com
Il
paese di Brivio (poco meno di 4.000 abitanti) si affaccia sulle rive dell'Adda
con il suo castello, una imponente costruzione, che, pur rifatta e variamente
rimaneggiata nel corso dei secoli, conserva, con le sue torri a pianta
quadrata e circolare, un certo fascino. La particolarità di questo
paese consiste però nel piccolo antico ghetto ebraico che si trova
proprio nel cuore del centro storico. Nei secoli XV-XVI agli ebrei non
era permesso abitare a Milano, dove però potevano recarsi durante
il giorno per lavoro. Le piccole comunità ebraiche si insediarono
dunque nei paesi circostanti (Abbiategrasso, Broni, Voghera, ecc.) da
cui gli spostamenti erano più agevoli. I rapporti con il potere
e la popolazione lombarda ebbero un andamento oscillante tra periodi di
tranquillità e scoppi di ostilità, che sfociavano in processi
dove spesso gli ebrei venivano condannati a pesanti pene pecuniarie (modo
anche per cancellare i debiti contratti con i banchieri ebrei): il più
rilevante tra questi processi fu quello del 1488 contro 39 ebrei accusati
di utilizzare libri
ingiuriosi contro la religione cattolica (i 172 libri incriminati vennero
poi pubblicamente bruciati a Milano nel 1490), conclusosi con la condanna
a morte di 9 imputati, commutata poi al pagamento di 19.000 ducati. La
controriforma accentuò la repressione sino ad arrivare al decreto
di espulsione di tutti gli ebrei tra il 1591 e il 1597: fino
all'inizio dell'800 non vi furono più ebrei in Lombardia. Il piccolo
ghetto di Brivio si raggiunge dalla piazza principale del paese, percorrendo
la via Ignazio Cantù fino a pochi metri dopo il numero 6, qui prende
a destra passando sotto un arco e si sbuca nella piazzetta della Sinagoga;
le stradine strette e in parte semicoperte richiamano altri tipici quartieri
ebraici di altre città.
Ritornati sulla sponda dell'Adda prendiamo (direzione sud) il sentiero
pedonale/ciclabile e in circa 3,5 km. arriviamo all'altezza di Imbersago,
dove troviamo ancora in funzione il traghetto manuale progettato 5 secoli
fa da Leonardo da Vinci. Per Leonardo, ospite per anni della famiglia
Melzi a Vaprio d'Adda, i paesaggi rocciosi delle Prealpi lecchesi e lo
scorrere affascinante delle acque furono spunto per infinite ispirazioni
pittoriche e sperimentazioni tecnologiche. L'idea base di questo sistema
di traghetto sfrutta la forza stessa della corrente: l'imbarcazione è
agganciata a un cavo teso tra le due rive cosicchè al manovratore
basta imprimere una spinta minima, tenendo una certa angolazione rispetto
alla corrente, per far approdare il traghetto all'altra riva (pur trasportando
anche pesi notevoli, tipo automobili); l'angolatura è mantenuta
da un timone posto tra i due scafi
in corrispondenza della cabina di pilotaggio.
Si ritorna a Brivio ripercorrendo lo stesso sentiero lungo la riva, immersi
in un paesaggio rilassante, che non presenta nessuna difficoltà;
belli gli scorci sul paesaggio fluviale, sugli stagni laterali che si
apronodi tanto in tanto e sulle montagne sullo sfondo.