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nel cuore del Gran Paradiso:
Sicuramente le escursioni che si
possono fare nel Parco del Gran Paradiso sono innumerevoli. L'itinerario
proposto, che in circa 3 ore di cammino ci porta nel cuore del parco,
è di grandissima soddisfazione, agevole e molto gratificante sia
dal punto di vista paesaggistico che naturalistico. Il sentiero parte
dalla località Pravieux (1871 m.), in alta
Valsavarenche; anche il tragitto in auto offre scorci molto belli
lungo la valle, che all'inizio è stretta e incassata e si allarga
solo alla fine. Tra le varie curiosità segnaliamo lo spettacolare
ponte sul torrente Savara (nei pressi del paese di Introd), detto anche
'il ponte dei suicidi': il vertiginoso salto nel vuoto pare abbia attratto
più di un individuo con la tentazione di metter fine ai suoi giorni.
Arrivati in auto a circa 1 km. prima di Pont, un grosso cartello indicante
'rifugio Chabod' segnala l'inizio del percorso (segnavia nr. 5).
Subito si nota la perfetta costruzione del sentiero, originariamente itinerario
di caccia per i signori di casa Savoia: ogni pietra collocata al posto
giusto per dare l'inclinazione più agevole e non affaticare il
passo. Si sale gradatamente lungo ampi sinuosi tornanti, addentrandosi
nel suggestivo bosco di larici che si estende sino oltre la notevole quota
di 2300 m.. Le marmotte si fanno spesso sentire con i loro tipici fischiettii
e appaiono numerose tra una roccia e l'altra. Dopo circa 1 ora di cammino
i casolari di Lavassey (2190 m.) possono fornire la scusa per fare una
prima sosta e ammirare la bella vista sulla valle. La salita prosegue
poi per circa 2 ore, accompagnata dai progressivi cambiamenti del paesaggio.
La posizione del rifugio è decisamente privilegiata, al cospetto
dello straordinario palcoscenico dei massicci del Gran Paradiso. Ben ristrutturato
e confortevole, il rifugio dispone di 85 posti letto con servizi e docce
nella stagione estiva. Proseguendo dopo la doverosa sosta pranzo seguiamo
il segnavia 5a: sui pianori sovrastanti il rifugio è normale
imbattersi in famiglie o branchi di stambecchi (foto 4) ormai perfettamente
abituati alla compagnia degli 'umani'. Il ritorno lungo questa variante
del sentiero ci permette di apprezzare paesaggi differenti: torrenti e
cascatelle che scendono scroscianti dai contrafforti rocciosi di Money
(foto 5), l'originale architettura dell'alpeggio di Montandayné
(foto 6), con i suoi tetti arrotondati e le finestrelle arcuate. Si prosegue
seguendo ancora il segnavia 5a fino all'alpeggio di Lavassey, dove si
riprende lo stesso sentiero dell'andata. La discesa di effettua complessivamente
in circa 2 ore e 45'. Altre gite in Val d'Aosta: torna alla HOME PAGE data: primavera 2002
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