Paesi senza strade in Val Codera
da Novate Mezzola a Codera e San Giorgio
tempo totale di cammino: ore 5.30'circa (2.30' per la salita a Codera, 3 ore per il ritorno via San Giorgio)
dislivello complessivo: 600 m. circa, da Novate Mezzola (212 m.) a Codera ( 815 m.)
difficoltà: media; alternativa 'tracciolino': più impegnativa, vedi nota sotto
periodo consigliato: fattibile tutto l'anno
dove rifocillarsi e pernottare: a Codera: Osteria Alpina (tel 034362037 - 3381865169); la Locanda (tel +3934362037 cell. 3381865169) gestita dalla Associazione Amici Val Codera, vedi sito: www.valcodera.com
Come arrivare da Milano: in treno, linea Lecco/Colico/Chiavenna - stazione di Novate Mezzola
info sui trasporti: http://62.101.84.174/trl_index.htm;
SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148;
vedi Cartina ; >> esplora la zona con le MAPPE DI GOOGLE

E' uscita la
guida di passolento:

INDICE DEGLI ITINERARI

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.

vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
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1. salita verso Codera

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2. sulla piazza di Codera

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3. immersione nel torrente

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4.andando verso l'alta Val Codera

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5. sentiero per San Giorgio
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6. San Giorgio dall'alto

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7. si entra nelle gallerie del tracciolino

 


Indicazioni pratiche: l'itinerario descritto è un anello che partendo da Novate Mezzola (frazione Mezzolpiano) porta in circa 2,30' ore a Codera, passa quindi sull'altro versante della valle per arrivare al villaggio San Giorgio e scendere poi al punto di partenza; in tutto circa 5 ore e 30' di cammino (più le eventuali soste). A Novate Mezzola si arriva in treno sulla linea Lecco/Colico/Chiavenna oppure in auto per la SS36 da Lecco. In tutti i casi dal paese bisogna salire alla frazione Mezzolpiano (316 m, c'è una fontana) da cui parte il sentiero vero e proprio (dalla statale vedrete i vari segnavia del CAI che indicano i sentieri, o le frecce marroni indicanti Val Codera).
Il percorso: da Mezzolpiano l'ampia mulattiera gradinata inizia subito a salire a tornanti, arrampicandosi con decisione sul ripido pendio che stringe l'imbocco della valle e quasi la nasconde allo sguardo di chi proviene dal lago. Per circa 1 ora e 20' si sale costantemente, passo dopo passo su gradoni di pietra: si capisce bene che questa era una valle di cavatori di pietra, possiamo solo vagamente immaginare la fatica pazzesca per costruire questo sentiero. Quando incrociamo la prima cappelletta, possiamo ringraziare la Madonna: finisce la parte più faticosa della salita. Di qui in poi il sentiero prosegue più agevolmente con svariati ma tranquilli saliscendi e passaggi riparati da tettoie. Superate le graziose case di Avedè, avvistiamo Codera e ci illudiamo che sia già a portata di mano ma la montagna ci riserva ancora qualche giravolta nelle sue insenature. Questo simpatico villaggio è uno dei pochi in Lombardia che, pur non avendo collegamenti con la pianura (tramite strade o funivie), non si è ancora del tutto spopolato. Nel corso degli anni si sono contrapposte due fazioni: coloro che volevano la strada e quelli che privilegiavano la salvaguardia dell'integrità della valle e delle sue peculiarità; ora il progetto strada pare definitivamente accantonato ma resta aperto il problema di come mantenere in vita la valle pur rispettando il suo valore ambientale e umano. A Codera è attiva una piccola comunità, animata dalla Associazione Amici della Val Codera, che dà vita a numerose iniziative finalizzate a stimolare l'interesse per questa valle e sviluppare un turismo escursionistico consapevole e non di massa. Il piccolo e ben organizzato Museo Etnografico di Codera ricostruisce gli attrezzi e gli ambienti della vita quotidiana e dell'economia del passato. Per secoli l'attività economica principale è stata l'estrazione e la lavorazione della pietra: il picco più alto si raggiunse tra la fine dell'800 e i due decenni tra le guerre mondiali, arrivando a impiegare fino a 700 addetti nelle diverse cave; nel secondo dopoguerra l'uso del granito andò declinando a favore di materiali più economici e le cave chiusero causando il graduale spopolamento del paese nel corso degli anni '70. Resistono ancora però alcuni abitanti che risiedono a Codera quasi stabilmente, inoltre la locanda è aperta tutto l'anno. E' piacevole fare sosta a Codera e godersi la suggestione di questo piccolo borgo pensando che solo fino a pochi anni fa vi si svolgeva un tipo di vita, che ora ci sembra lontana anni luce. Se siete accaldati e avete voglia di rinfrescarvi potreste raggiungere il torrente in pochi minuti: superato il paese seguite l'indicazione sulla destra per la 'casa degli scout-'Aquile Randage': nei pressi della casa c'è un facile accesso al torrente, con piccole pozze dove potersi immergere.
Procedendo verso l'alta Val Codera il paesaggio si apre sempre di più facendosi decisamente alpino; il sentiero la percorre in tutta la sua notevole lunghezza fino al Rifugio Brasca, base ideale per affrontare il proseguimento sul più impegnativo sentiero Roma (un programma di più giorni che lasciamo per un'altra occasione).
Oggi completiamo il nostro itinerario ad anello verso San Giorgio (che si trova sul versante opposto rispetto a Codera): dovremo prendere il sentiero che dal centro del paese scende al torrente e l'attraversa; più avanti alcuni punti del percorso sono veramente suggestivi: dove ad esempio il sentiero è incuneato sotto le rocce o dove passa sugli splendidi ponti in pietra. Alcuni passaggi richiedono attenzione: residui di frane hanno rovinato il sentiero e vanno affrontati con prudenza. Si oltrepassano diverse baite (nucleo di Cii con fontana) ma non saliamo alle case di Cola: prendiamo invece la deviazione sulla destra per San Giorgio (>> vedi nota sotto), dove arriviamo in poco meno di 2 ore (dalla partenza da Codera). Il villaggio appare placidamente adagiato su un ampia sella erbosa (quota 748 m) sottostante il monte Provinaccio con vista panoramica su tutta la zona dell'alto Lario. Le armoniose case di pietra sono ora per lo più seconde case di gente che abita a Novate Mezzola, e nell'insieme si nota la cura con cui sono state restaurate e il desiderio di salvaguardare la semplice bellezza di questo antico borgo. Una curiosità: presso il cimitero si trovano due notevoli massi avelli risalenti probabilmente al periodo romano.
La discesa al punto di partenza (San Giorgio - Mezzolpiano/Novate Mezzola) si effettua in circa 1 ora.

Nota: alternativa sul sentiero 'tracciolino'. Al bivio per San Giorgio è possibile un'alternativa e cioè proseguire dritto per il sentiero 'tracciolino' e terminare l'escursione a Verceia in Val dei Ratti (dove il treno ci potrà riportare a Novate mezzola se necessario). Costruito negli anni '30 come decauville di servizio per il trasporto di uomini e materiali tra gli impianti idroelettrici di Codera e Verceia, il sentiero 'tracciolino' è oggi uno straordinario percorso escursionistico, che avanza per kilometri praticamente in piano (intorno a quota 880 m) scolpito sotto arcate di rocce, spesso affacciato su spettacolari strapiombi (ma protetto da solide ringhiere !) con panorami mozzafiato sulle vette granitiche, i laghi e le vallate sottostanti. Passiamo ponti sospesi su profondi valloncelli e numerose gallerie lunghe e brevi. Attenzione: quando vediamo l'inizio dei binari e la lunga galleria, guardiamo bene sulla parete a sinistra, c'è un interruttore della luce che illumina tutta la galleria e ci consente di non dover usare le pile. Alla fine della galleria prendiamo a sinistra per Verceia/Valle dei Ratti e poi avanti e avanti ancora fino alla casa dei guardiani dove c'è anche l'impianto della teleferica. Poco oltre andremo a incrociare l'ampio sentiero che sulla destra scende a Verceia. La discesa si svolge in un ambiente boschivo dove predominano antichi castagni, testimoni, ormai un po' in declino, di un epoca in cui i frutti e il legname di questi alberi maestosi erano di fondamentale importanza per l'alimentazione e la vita quotidiana dei popoli di montagna. Passiamo un'area picnic (quota circa 780 m), con fontana, allestita dal gruppo Alpini di Verceia, luogo adatto per sostare e riposarsi un po'. Incrociamo diverse volte la carrozzabile che sale verso Frasnedo ma ogni volta riprendiamo facilmente il sentiero a pochi metri di distanza.
Tempo di discesa: Tracciolino - Verceia 1 ora e 30'.
Tempo totale: Codera-Tracciolino-Verceia: 5 ore circa (per fare questo itinerario con tutta tranquillità sarebbe preferibile arrivare a Codera la sera prima e pernottare lì)
Avvertenza: consigliabile dotarsi di pile per le gallerie

Altre gite nei dintorni:
Via Spluga - gola del Cardinello
Valchiavenna-Savogno
Premana - rifugio Pizzo alto

approfondimento: scheda sui massi erratici

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