il sentiero degli 'spaccasassi': un'alternativa al classico itinerario per i Corni
di Canzo tempo totale di cammino: circa 4 ore e 30' dislivello complessivo: circa 500 m. difficoltà: agevole periodo consigliato: fattibile tutto l'anno dove rifocillarsi: al bar/ristorante 3° Alpe Come arrivare da Milano: in
treno, Ferrovie Nord, linea Milano-Canzo/Asso, stazione di Canzo info sugli orari dei treni: http://www.trasporti.regione.lombardia.it;
vedi Cartina
Davide Campi, dopo aver fatto il sentiero 'spaccasassi'
ci invia questa bella panoramica sui Corni di Canzo (marzo 2008)
Ai Corni di Canzo: la più classica tra le
mete degli escursionisti milanesi. Il percorso naturalistico 'spaccasassi'
(allude a certi alberi meglio detti 'bagolari' - famiglia degli olmi -
le cui possenti radici sono in grado di sgretolare anche le rocce più
compatte) è forse un pò meno scontato del più abituale
sentiero (nr. 1) che di solito si imbocca dalle fonti di Gajum diretti
al rifugio SEV, via Terza Alpe. Lungo questo percorso ad anello di circa
5,5 km. sono collocati vari pannelli informativi, che ci danno qualche
rudimento sulla natura della vegetazione e la geomorfologia della zona,
il che non guasta, dato che la cultura della gran parte di noi escursionisti
cittadini è piuttosto carente in queste materie. Dunque arriviamo
a Canzo col treno delle ferrovie Nord, e usciti dalla stazione ci dirigiamo
verso la piazza della rotonda per poi imboccare Via Mazzini (sosta facoltativa
in una delle due ottime pasticcerie sull'angolo), poi avanti diritto oltre
l'incrocio con Viale delle Rimembranze, fino al cimitero (sulla sinistra)
poi a destra in Via De Gasperi, al tornante troverete la freccia per il
sentiero naturalistico e una dettagliata cartina (qui siamo a quota 420
m.); dopo qualche decina di metri sulla sinistra una ulteriore indicazione
segnala l'imbocco del sentiero. Pochi minuti di cammino e già si
trova un bivio: qui conviene proseguire dritto per una cinquantina di
metri e piegare a destra all'altezza dei ruderi di una vecchia casa rurale.
Come spesso succede scarseggiano indicazioni dove ci sono dei bivii ma
abbondano i segnavia rosso/bianchi dipinti sugli alberi lungo il percorso,
per cui non è difficile mantenersi sul sentiero. L'inizio dell'itineraro
vi potrà sembrare un pò deludente, finchè il panorama
resta appiattito sull'abitato di Canzo (non è dei più esaltanti),
ma quando poi si comincia a salire seguendo la costa del monte Cranno
il paesaggio si fa veramente suggestivo. La vista si apre e spazia verso
la vallata di Valbrona e i profili maestosi delle Grigne. E' un percorso
soleggiato e quindi consigliabilissimo anche per l'inverno e le stagioni
intermedie. A quota 740 m. ci imbattiamo in un gigantesco masso erratico,
dal peso di ben 300 ton. ('sass de la crea' - foto 1). Poco oltre ci si
trova al bivio dove a sinistra si continua la salita per i Corni mentre
a destra continua il sentiero naturalistico in discesa tranquilla verso
la Val Ravella: ora il paesaggio alterna casotti di caccia e piccole baite
e fitte pinete dove l'aria si fa subito più fredda: siamo nel bosco
artificiale, risultato delle opere di rimboschimento degli anni '60/'70
sui terreni terrazzati che un tempo venivano coltivati. Siamo scesi a
quota 640 m. e incontriamo l'ampia mulattiera che sale dalle fonti di
Gajum (sentiero nr. 1). Pochi passi ed eccoci alla Prim'Alpe: antica cascina
in pietra dalla massiccia struttura a corte interna. L'edificio, ora completamente
restaurato e centro di educazione ambientale, è dotato di moderni
servizi per soggiorni di gruppo autogestiti (camerate, cucina attrezzata,
sale, ecc.). E' davvero una bella struttura, ideale per progetti educativi
di contenuto ambientale: per informazioni e prenotazioni va contattata
la Cooperativa Meta che la gestisce (tel. 031/684878). Siamo in cammino
da circa 2 ore (passo tranquillo); da Prim'Alpe proseguiamo in salita
per mezz'oretta su per la comoda mulattiera ed eccoci arrivati alla Terza
Alpe (quota 800 m): è il posto ideale per sostare e godersi il
bel paesaggio oppure rifocillarsi al bar/ristorante (aperto tutto l'anno,
é però molto affollato di domenica). Completiamo l'itinerario
scendendo per il più movimentato sentiero geologico (nr. 2) che
con i suoi numerosi zig-zag attraversa ripetutamente il corso del torrente
Ravella (non c'è nessuna difficoltà). In circa 1 ora ci
ritroviamo alle fonti di Gajum, alle porte del paese (circa 15 minuti
per ritornare alla Stazione). Scendendo invece per il più rilassato
sentiero nr. 1 (ampia mulattiera) può valer la pena fare una puntatina
all'azienda agricola Repossino e comprare qualcuna delle loro specialità
davvero stuzzicanti (vedrete l'indicazione a lato di uno degli ultimi
tornanti).