da Premana all'Alpe Deleguaggio

itinerario: Premana - cascine di Gorla - Gianello - Alpe Deleguaccio
dislivello: circa 700 m, da Premana (950 m circa) all'Alpe Deleguaccio ( 1670 m)
tempo totale di cammino (andata e ritorno): ore 4,30' circa
dove rifocillarsi: picnic autogestito
Come arrivare da Milano: treno Milano/Lecco/Bellano, poi autobus di linea per Premana; In auto: superstrada SS 36, Milano - Lecco - uscita Valsassina, percorrere la valle fino a Taceno, quindi Margno, Casargo, Premana.
Info sui trasporti
: http://62.101.84.174/trl_index.htm; SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148;
cartina:
Kompass nr 105 >> esplora la zona con le MAPPE DI GOOGLE



Se arriviamo in auto a Premana parcheggiamo nell'ampio parcheggio sopraelevato che si trova poco distante dalla sede dell'azienda CAMP e di fronte alla quale si nota una stradina (solo inizialmente asfaltata) affiancata da palina indicante la nostra destinazione: l'Alpe e i Laghi di Deleguaggio. Noi ci fermeremo all'Alpe - ore 2,30' (per la salita).
Percorriamo la Valle del Varroncello: mai sentita nominare prima di oggi, ma davvero sorprendente per la sua semplice bellezza. Si distacca dalla Valvarrone e si insinua con decisione nel fianco meridionale del più famoso Monte Legnone, se ne sta tranquillamente appartata, silenziosa e fresca di boschi, fontane e torrentelli spumeggianti. E che fioriture ! Distese di rododendri a perdita d'occhio circondano l'Alpe Deleguaggio in un festoso abbraccio colorato: un paesaggio che rende l'arrivo all'Alpe davvero entusiasmante.
Ma partiamo dall'inizio. Imboccata la stradina ci lasciamo subito il paese alle spalle; pochi passi ed eccoci su un bel sentiero che in breve raggiunge la cascine di Gorla. In successione passiamo i nuclei rurali di Zucco e Gianelli; tutto è molto curato: il sentiero pulito dalle erbacce e le vecchie case in gran parte rimesse a posto e dotate di efficienti pannelli solari. Anche se l'agricoltura di montagna è stata in gran parte abbandonata, questi luoghi continuano a vivere in forma diversa, raccontano di un passato in cui le stagioni e la degli animali scandivano tirannicamente la vita delle comunità, e dalle magre risorse degli aspri pendii bisognava trarre il massimo per sopravvivere.
Siamo sul versante in ombra e camminando in mezzo al bosco ci godiamo un fresco piacevolissimo, anche se la giornata si preannuncia decisamente calda, il sole si farà vedere solo più tardi quando avremo guadagnato quota e smaltito gran parte della fatica. Passiamo senza problemi diversi torrentelli e ci portiamo sul versante destro della valle dove a quota 1475 m circa, una sporgenza panoramica ci consente di ammirare tutta la bellezza di questo angolo di natura poco conosciuto. Salendo apprezziamo il tracciato intelligente del sentiero che procede senza ghirigori, alternando tratti più ripidi, a gradoni ben costruiti, ad altri pianeggianti che ci danno un giusto relax: si portavan le mucche su per questi sentieri e non bisognava sfiancarle con inutili saliscendi. Superiamo una grande cappella votiva e ora ci attende l'ultimo strappo, poi un breve tratto trasversale a sinistra ed ecco che avvistiamo le prime case dell'Alpe Deleguaggio (foto 2). L'ultima parte del cammino, fuori dal bosco, è tutto immerso in un mare di rododendri in fiore: davvero stupendo ! (foto 1). Aggrappato a un ripido pendio, che si affaccia panoramicamente sulla valle, Deleguaggio è davvero notevole se si considera l'evidente scarsità di risorse del luogo: le sue case ben tenute formano un piacevole dedalo di viuzze e piazzette dove è piacevole girovagare per scegliere l'angolino più adatto in cui abbandonarsi al pacifico relax.
Eventuale proseguimento per i laghi: avendo io preferito il 'pacifico relax' ad ogni ulteriore sforzo, posso solo passarvi la descrizione di quest'ultimo tratto scopiazzandola dall'ottimo sito 'www.popso.it' (dove potete trovare innumerevoli altri suggerimenti):
<< Il percorso (impegnativo: per escursionisti esperti) prosegue alle spalle delle case, fra queste e le rocce soprastanti che si aggirano sulla sinistra e poi si sormontano proseguendo sulla ampia dorsale successiva. Per pascolo roccioso, su un sentiero più sconnesso, si affronta il ripido pendio e poi con una lunga diagonale si traversa il torrentello emissario del lago inferiore di Deleguaccio per poi tornare a destra e riattraversarlo. Ancora pochi metri di ripido terreno ed eccoci infine sul margine della piccola conca alpestre che ospita il lago inferiore di Deleguaccio dove sorge anche un piccolo ricovero ricavato da una baita (attenzione, il ricovero è chiuso!).
Per arrivare al bacino superiore si deve lambire la sponda destra del lago e risalire in diagonale puntando alla bastionata rocciosa che chiude a monte la conca. Seguendo la traccia si giunge alla base di una rampa attrezzata con catene corrimano che permette di superare le rocce e di giungere in breve al secondo lago di Deleguaccio. Da qui in pochi passi ci si può portare sulla cresta spartiacque con la Valtellina per godere un panorama veramente eccezionale. >>

Ritorno a Premana per lo stesso sentiero.

Altre gite nei dintorni:
Premaniga - Rif. Pizzo Alto
Valvarrone la strada del ferro
all'Alpe Giumello

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1. salendo verso l'alpe: rododendri in fiore

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2. arriviamo all'Alpe Deleguaccio

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3. iscrizione in onore di Papa Pio XI

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3. Alpe Deleguaccio vista da sopra