|

|
da Premana all'Alpe Deleguaggio
itinerario:
Premana - cascine di Gorla - Gianello - Alpe Deleguaccio
dislivello: circa 700 m, da Premana (950 m circa) all'Alpe Deleguaccio
( 1670 m)
tempo totale di cammino (andata e ritorno): ore 4,30' circa
dove rifocillarsi: picnic autogestito
Come arrivare da Milano: treno
Milano/Lecco/Bellano, poi autobus di linea per Premana; In
auto: superstrada SS 36, Milano - Lecco - uscita Valsassina, percorrere
la valle fino a Taceno, quindi Margno, Casargo, Premana.
Info sui trasporti: http://www.trasporti.regione.lombardia.it;
SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148;
cartina: Kompass nr 105 >> esplora la zona con le MAPPE
DI GOOGLE
|
|

Se arriviamo in auto a Premana parcheggiamo nell'ampio
parcheggio sopraelevato che si trova poco distante dalla sede dell'azienda
CAMP e di fronte alla quale si nota una stradina (solo inizialmente asfaltata)
affiancata da palina indicante la nostra destinazione: l'Alpe e i Laghi
di Deleguaggio. Noi ci fermeremo all'Alpe - ore 2,30' (per la salita).
Percorriamo la Valle del Varroncello: mai sentita nominare prima di oggi,
ma davvero sorprendente per la sua semplice bellezza. Si distacca dalla
Valvarrone e si insinua con decisione nel fianco meridionale del più
famoso Monte Legnone, se ne sta tranquillamente appartata, silenziosa
e fresca di boschi, fontane e torrentelli spumeggianti. E che fioriture
! Distese di rododendri a perdita d'occhio circondano l'Alpe Deleguaggio
in un festoso abbraccio colorato: un paesaggio che rende l'arrivo all'Alpe
davvero entusiasmante.
Ma partiamo dall'inizio. Imboccata la stradina ci lasciamo subito il paese
alle spalle; pochi passi ed eccoci su un bel sentiero che in breve raggiunge
la cascine di Gorla. In successione passiamo i nuclei rurali di Zucco
e Gianelli; tutto è molto curato: il sentiero pulito dalle erbacce
e le vecchie case in gran parte rimesse a posto e dotate di efficienti
pannelli solari. Anche se l'agricoltura di montagna è stata in
gran parte abbandonata, questi luoghi continuano a vivere in forma diversa,
raccontano di un passato in cui le stagioni e la degli animali scandivano
tirannicamente la vita delle comunità, e dalle magre risorse degli
aspri pendii bisognava trarre il massimo per sopravvivere.
Siamo sul versante in ombra e camminando in mezzo al bosco ci godiamo
un fresco piacevolissimo, anche se la giornata si preannuncia decisamente
calda, il sole si farà vedere solo più tardi quando avremo
guadagnato quota e smaltito gran parte della fatica. Passiamo senza problemi
diversi torrentelli e ci portiamo sul versante destro della valle dove
a quota 1475 m circa, una sporgenza panoramica ci consente di ammirare
tutta la bellezza di questo angolo di natura poco conosciuto. Salendo
apprezziamo il tracciato intelligente del sentiero che procede senza ghirigori,
alternando tratti più ripidi, a gradoni ben costruiti, ad altri
pianeggianti che ci danno un giusto relax: si portavan le mucche su per
questi sentieri e non bisognava sfiancarle con inutili saliscendi. Superiamo
una grande cappella votiva e ora ci attende l'ultimo strappo, poi un breve
tratto trasversale a sinistra ed ecco che avvistiamo le prime case dell'Alpe
Deleguaggio (foto 2). L'ultima parte del cammino, fuori dal bosco, è
tutto immerso in un mare di rododendri in fiore: davvero stupendo ! (foto
1). Aggrappato a un ripido pendio, che si affaccia panoramicamente sulla
valle, Deleguaggio è davvero notevole se si considera l'evidente
scarsità di risorse del luogo: le sue case ben tenute formano un
piacevole dedalo di viuzze e piazzette dove è piacevole girovagare
per scegliere l'angolino più adatto in cui abbandonarsi al pacifico
relax.
Eventuale proseguimento per i laghi: avendo io preferito il 'pacifico
relax' ad ogni ulteriore sforzo, posso solo passarvi la descrizione di
quest'ultimo tratto scopiazzandola dall'ottimo sito 'www.popso.it' (dove
potete trovare innumerevoli altri suggerimenti):
<<
Il percorso (impegnativo: per escursionisti esperti) prosegue alle spalle
delle case, fra queste e le rocce soprastanti che si aggirano sulla sinistra
e poi si sormontano proseguendo sulla ampia dorsale successiva. Per pascolo
roccioso, su un sentiero più sconnesso, si affronta il ripido pendio
e poi con una lunga diagonale si traversa il torrentello emissario del
lago inferiore di Deleguaccio per poi tornare a destra e riattraversarlo.
Ancora pochi metri di ripido terreno ed eccoci infine sul margine della
piccola conca alpestre che ospita il lago inferiore di Deleguaccio dove
sorge anche un piccolo ricovero ricavato da una baita (attenzione, il
ricovero è chiuso!).Per
arrivare al bacino superiore si deve lambire la sponda destra del lago
e risalire in diagonale puntando alla bastionata rocciosa che chiude a
monte la conca. Seguendo la traccia si giunge alla base di una rampa attrezzata
con catene corrimano che permette di superare le rocce e di giungere in
breve al secondo lago di Deleguaccio. Da qui in pochi passi ci si può
portare sulla cresta spartiacque con la Valtellina per godere un panorama
veramente eccezionale. >>
Ritorno a Premana per lo stesso sentiero.
Altre gite nei dintorni:
Premaniga - Rif. Pizzo Alto
Valvarrone la strada del ferro
all'Alpe Giumello
|

1. salendo verso l'alpe: rododendri
in fiore

2. arriviamo all'Alpe Deleguaccio

3. iscrizione in onore di Papa Pio
XI

3. Alpe Deleguaccio vista da sopra
|