Alla ricerca dell'oro perduto
Macugnaga e la Miniera d'oro della Guia
itinerario: escursione da Pecetto (Macugnaga) al Belvedere e visita della Miniera della Guia
tempo totale di cammino: variabile
Come arrivare da Milano: autostrada Milano - Domodossola, uscita Piedimulera/Valle Anzasca - Macugnaga
dove pernottare e rifocillarsi: innumerevoli bar, ristoranti, alberghi, ecc.
informazioni : I.A.T. tel. 0324-65119; www.minieradoro.it
CARTINA


Buoni motivi per fare una puntata a Macugnaga non mancano di certo: adagiata proprio di fronte al maestoso Monte Rosa, è la base di innumerevoli escursioni e ascensioni alpinistiche, inoltre offre uno spunto interessante abbastanza unico: la visita all'antica miniera d'oro della Guia.
Si arriva a Macugnaga uscendo dalla superstrada per Domodossola a Piedimulera: di qui iniziano circa 30 km. di strada decisamente stretta e curvosa, che sicuramente fa patire chi soffre di mal d'auto. I vari paesi che si attraversano mostrano nella bella architettura delle case la particolare impronta tipica della cultura dei Walser, popolazioni di origine vallese che nei secoli passati colonizzarono soprattutto la parte alta della valle. Qui hanno mantenuto nel tempo le loro tradizioni di vita comunitaria e la lingua di ceppo tedesco, come si nota anche dalle numerose insegne bilingui.
Ecco il breve resoconto di un unica giornata passata a Macugnaga nel corso dell'estate 2004: una facile escursione e la visita alla miniera.
Mattina: escursione da Pecetto al Belvedere. Pecetto è l'ultima località dove si arriva con la strada asfaltata e lì si parcheggia. Nei pressi del parcheggio parte il sentiero per il Belvedere, percorso piacevole nel bosco (e in parte sul pistone da sci) che in circa un ora e 30' porta al cospetto del Monte Rosa: con le sue pareti verticali e le distese grandiose di nevai e ghiacciai è uno degli spettacoli più imponenti delle Alpi. La radura intorno al rifugio CAI di Saronno (tel. 02 9602874) è un punto particolarmente piacevole per fare sosta: il gran masso in mezzo al prato può anche servire da comodo schienale per chi si siede a fare picnic.
Si ridiscende al parcheggio di Pecetto per lo stesso sentiero.
Pomeriggio: visita alla Miniera della Guia. Le indicazioni per la miniera sono chiaramente visibili dalla carrozzabile poco prima di Macugnaga (venendo dal fondo valle). Ampio parcheggio vicino all'ingresso. Eccoci in un anfratto decisamente suggestivo, dove il torrente, che serviva anche per le varie operazioni di selezione e lavaggio dei minerali, fa un gran salto sulla roccia e forma una bella cascata.
'miniera d'oro': parole che evocano suggestioni profonde, la febbre dell'oro di Charlot, la corsa all'oro della conquista del West, epopea e mito del cinema americano, immagini di pionieri che si giocano la vita alla ricerca disperata del tesoro nascosto nel sottosuolo …L'oro: da sempre il metallo 'nobile' più amato, addirittura adorato, da tutti i popoli della terra, per la sua inalterabilità, la sua luce, la sua bellezza e lavorabilità che lo rendono perfetto per i fini lavori di oreficeria. Ma è anche il simbolo più ambivalente: associato all'idea di purezza ed eternità divina, ma anche causa di avidità e rovina, desiderio di possesso e accumulazione.
La Guia è l'unica miniera d'oro attualmente visitabile in Italia: aperta la porta d'ingresso, eccoci nel lungo tunnel rettilineo scolpito nella roccia compatta, che sembra perdersi senza fine nell'accogliente pancia della montagna. Si ha la sensazione di passare in un altro mondo, uno spazio/tempo misterioso reso più surreale dal gioco contrastante delle luci che rischiarano la via a distanze regolari. Dopo circa 3 secoli di attività la miniera fu chiusa intorno al 1945 e non perché fosse esaurita, anzi si ritiene che il filone più ricco non sia ancora stato raggiunto, ma perché i costi di estrazione sono diventati troppo alti e non competitivi rispetto al prezzo di mercato dell'oro. La stessa sorte è toccata alle altre decine di miniere della valle che un tempo sono state attive e ora sono chiuse. In effetti i giacimenti auriferi della zona del Monte Rosa sono stati tra i più importanti in Italia e la loro coltivazione risale a tempi storicamente immemorabili. I tunnel della Guia hanno un impressionante sviluppo di circa 12 km., un reticolo complesso su vari livelli: se ne visitano circa 1.600 metri tra andata e ritorno. Si cammina in piano, quindi la visita è accessibile anche a persone che hanno difficoltà motorie. Non pensate di vedere brillare l'oro alle pareti: questo prezioso metallo si presenta in un composto con altri minerali da cui deve essere separato se si vuole estrarlo, ciò che si vede brillare è solo l'umile pirite. L'esposizione dei vecchi rudimentali strumenti di lavoro rende l'idea di quanto fosse massacrante il lavoro del minatore, che con il piccone manuale in una intera giornata di lavoro poteva avanzare al massimo di circa 30 cm. ! Con l'introduzione del martello pneumatico si ebbe un forte incremento della produttività e conseguenze devastanti per i polmoni dei minatori (un tasso altissimo di malattie quali la silicosi e una durata di vita media molto bassa) dovute alla grande quantità di polvere prodotta da questa tecnica. La miniera è un grande, drammatico spaccato di vita e di storia sociale.
Nel corso della visita guidata, che dura circa 40-50 minuti, viene mostrato anche un video che racconta le diverse fasi e tecniche di estrazione dell'oro ed è molto chiaro e interessante.

Per informazioni sugli orari e periodi di apertura: tel 0324.65570

data: estate 2004

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1. il Monte Rosa dall'Alpe Cicerwald


2. torrente


3. la galleria principale


4. vecchi attrezzi