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Canton Ticino: tra boschi ed alti pascoli in
Val Morobbia
Un itinerario ad anello da Carena all'Alpe
Gesero
itinerario: Carena - Alpe Croveggia - Alpe
Gesero - Sasso Guidà - Melirolo - Carena
dislivello: circa 800 m: da Carena 958 m all'Alpe Gesero 1770 m
tempo totale di cammino: circa 6 ore se fatta a passolento (3 salita
+ 3 discesa)
dove rifocillarsi e pernottare: alla Capanna Gesero, tel +41 918271271
Come arrivare da Milano: in
auto, autostrada Milano - Como - Lugano - uscita Bellinzona Sud, poi direzione
Val Morobbia fino a Carena
informazioni: Bellinzona Turismo tel +41 918252131
CARTINA
(ritaglio da 'Strade di Pietra' nr. 3)
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In Val Morobbia arriviamo comodamente in auto: autostrada
fino all'uscita Bellinzona Sud e di qui in pochi chilometri su stretti
tornanti risaliamo fino a Carena, paese da cui inizia la nostra escursione.
Il paesaggio che ci offre questa valle poco frequentata è quello
di una forma sinuosa e allungata, incorniciata da un fitto ventaglio di
monti in stretta successione, i cui pendii scoscesi sono fittamente punteggiati
da alpeggi strappati al bosco su porzioni di territorio in vertiginosa
pendenza; una valle dalla ricca vegetazione che alterna, alle diverse
quote, boschi misti prealpini alle macchie di larici e abeti. Geologicamente
la valle si colloca all'interno di quella zona denominata 'linea insubrica',
dove si incontrano e si scontrano le piattaforme continentali africana
e europea, dando luogo a importanti fenomeni di geomorfismo. Il cartello
collocato all'ingresso di Carena ci dice che ci troviamo nell'antica via
del ferro (vedi se vuoi gli approfondimenti), collegata
a Sud all'italiana Val Cavargna, tramite la Bocchetta di Sommafiume e
il Motto della Tappa (o Cima Verta): sin dall'antichità in queste
valli si sviluppò un'intensa attività mineraria e di lavorazione
del ferro che continuò, con alterne vicende, fino ai primi decenni
del XIX secolo.
Attraversiamo il tranquillo paesino disteso lungo la via principale, in
fondo alla quale, accanto alla Casa della Dogana Svizzera, una palina
con meticolose indicazioni (non per nulla siamo in Svizzera !) ci indirizza
a sinistra, destinazione Capanna Gesero (data a 2 ore 3 45'). Cominciamo
la salita sui gradini acciottolati: pochi minuti e siamo già dentro
al bosco. Noci, faggi, aceri, castagni si mischiano in bella armonia lasciando
spazio qua e là a piccole radure prative. L'antico sentiero, magistralmente
strutturato - ecco le pietre ben disposte a gradini, dove è più
necessario per agevolare il passo - a piccoli regolari tornanti arrampica
senza fatica sui ripidi pendii e guadagna quota rapidamente. E' una grigia
giornata di ottobre - peccato perché i primi tocchi rossi e gialli
cominciano a illuminare il bosco - nuvole basse nascondono le cime mentre
la nebbia si insinua tra i tronchi creando un atmosfera irreale (foto
1). Superiamo più di una fontana e raggiungiamo l'Alpe Croveggia
(foto 2) in circa 1 ora e 45'(quota 1580 m). Qui una piccola baita privata,
resti diroccati di una stalla e ampio prato; il panorama si fa solamente
intuire nei brevi sprazzi in cui le nubi si sollevano un po', scoprendo
qualche fugace frammento. Riprendiamo il cammino nel bosco che si è
fatto decisamente alpino. In circa 30' arriviamo a un bivio e di qui proseguiamo
nella vasta prateria raggiungendo la Capanna Gesero in circa 20' (foto
3). Dal terrazzo di questo rustico rifugio, di proprietà della
Unione Ticinese Operai Escursionisti (UTOE), si gode un panorama splendido.
Per pranzare è consigliabile prenotare perché il luogo non
è abitualmente frequentato da grandi masse di escursionisti. In
alternativa si può consumare il proprio picnic pagando una piccola
quota.
Dopo pranzo torniamo sui nostri passi sino all'ultimo bivio (quello che
avevamo superato per raggiungere il rifugio) e stavolta prendiamo a destra
per il Sasso Guidà: il sentiero di srotola ora diritto lungo il
costone (foto 4), affiancato da resti di trincee e reso più emozionante
dall'ampio panorama che si apre a perdita d'occhio e dalla verticalità
dei pendii che lo fiancheggiano. Al Sasso Guidà trincee e casamatta
(foto 5), costruite durante la seconda guerra mondiale, affacciate sulla
valle in posizione strategica e decisamente suggestiva. Poi inizia sul
serio la discesa, in decisa pendenza ma senza pericoli. Dopo 1 ora e 20'
circa di cammino (dal rifugio) siamo ai 'laghetti della costa' (1622 m),
di qui seguiamo per Piano Dolce, poi a sinistra per Melirolo nel bel bosco
di betulle; il sentiero si fa più esile e segue per qualche tempo
le curvosità della montagna, tagliando diversi ruscelletti. Traversiamo
gli ordinati borghi di Melirolo e Melera: poi le ultime poche centinaia
di metri sulla strada asfaltata ed eccoci di nuovo al punto di partenza
di Carena.
Altre gite nei dintorni:
Valle di Cama
San Lucio in Val Cavargna

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1. la nebbia avvolge il bosco

2. Alpe Croveggia

3. nel cerchietto l'Alpe Gesero

4. inizia la discesa verso Sasso
Guidà

5. resti delle trincee
APPROFONDIMENTI:
www.gpvm.ch
(sito del Gruppo per la Val Morobbia)
Articoli tratti dal sito
www.gpvm.ch:
LA
VIA DEL FERRO
di M. Marconi e C. Bordoli
SENTIERI
DEL CONTRABBANDO
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