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Oltrepò Pavese: da Valverde al Castello
di Oramala
sul 'sentiero dell'Aquila' tra boschi, vigneti
e antichi Castelli
itinerario: da Valverde (PV) al Castello
di Oramala
dislivello: circa 400 m
tempo totale di cammino: circa 4 ore tra andata e ritorno
dove rifocillarsi: picnic autogestito
Come arrivare da Milano: in
auto, autostrada Milano-Genova, uscita Voghera, SS 461 fino a Ponte Nizza,
poi direzione Val di Nizza - Valverde; guarda il percorso sulle MAPPE
di GOOGLE
informazioni: Comune di Val di Nizza tel 0383578018
siti correlati: www.lapietraverde.info;
www.varziviva.net
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foto tratte dal sito: www.lapietraverde.info

1. veduta della Val di Nizza

2. veduta della Val di Nizza

3. Il Castello di Oramala
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Oltrepò Pavese: ci fa pensare a dolci colline
ordinatamente coltivate, vigneti a perdita d'occhio, strade e stradine
che si intersecano per valli e valloncelli e paesi dall'atmosfera un po'
sospesa nel tempo. Un territorio bellissimo ma che solo di recente le
comunità locali stanno cominciando a valorizzare e a promuovere
in modo più incisivo con un'offerta turistica diversificata. Una
regione dove non ci sono le vette care agli alpinisti, ma che si presterebbe
ottimamente allo sviluppo di un escursionismo soft, fatto di tranquille
passeggiate per boschi e colline, antichi castelli e perché no,
soste e degustazioni nelle innumerevoli aziende agricole e vinicole. Pesa
per il momento una certa carenza di informazione sulle possibilità
in zona e di segnaletica su quelli che potrebbero essere itinerari di
sicuro interesse ma speriamo in un miglioramento nel prossimo futuro.
Oggi arriviamo al paese di Valverde (PV) e lo superiamo sino a giungere
al parcheggio del Castello di Verde dove lasciamo l'auto e iniziamo la
nostra passeggiata lungo il 'sentiero dell'Aquila': la palina nei pressi
del parcheggio ci indica la direzione. Siamo diretti al Castello di Oramala
e tutto l'itinerario è ben segnalato grazie al lavoro fatto dall'associazione
'la pietra verde' che è anche disponibile per organizzare escursioni
di gruppo e iniziative di educazione ambientale.
L'ampio sentiero si inoltra in mezzo al bosco in moderatissima pendenza.
Questi monti sono stati coltivati fino agli anni '50, epoca che segna
il punto di svolta e di declino per l'agricoltura di montagna: ora restano
qua e là muretti a secco e terrazzamenti invasi dal bosco a testimonianza
di questa attività di un passato non tanto lontano. Arrivati nei
pressi della sommità del Monte Bruno (850 m) possiamo scorgere
in lontananza la sagoma geometrica del castello di Oramala arroccato strategicamente
sopra la Valle Staffora. Procedendo giungiamo a un crocevia particolare
detto 'i tre termini': era il punto di confine tra i comuni di Valverde,
Val di Nizza e Varzi ma anche il termine delle faticose salite percorse
regolarmente dagli abitanti per trasportare e commercializzare ogni genere
di merci da una vallata all'altra.
Raggiunto il punto più alto del percorso, sul Monte Cucco, proseguiamo
lungo il crinale per poi incrociare la provinciale Casa Ponte-Varzi, che
percorriamo brevemente per giungere al paese di Oramala dove si erge l'omonimo
Castello, in posizione assolutamente panoramica. La storia millenaria
di questa antica fortezza è strettamente legata alle vicende della
potente famiglia dei Malaspina, cui nel lontano 1164 Federico Barbarossa
concesse, come riconoscimento e premio per l'appoggio ricevuto, il possesso
di vasti territori dalla Pianura Padana all'Alta Toscana, compreso il
Castello e la Rocca di Oramala. E' qui che nel 1167 l'Imperatore fece
sosta nella sua discesa attraverso i sentieri liguri per poi giungere
a Pavia, dove contava di riorganizzare le sue forze in vista dello scontro
con la Lega Lombarda. Fu questo il periodo di maggior prestigio per il
Castello, fulcro di vicende d'armi ma anche centro di una certa vita di
corte, ingentilita dalla poesia e dalla musica. Nei secoli successivi
le alterne fortune dei suoi feudatari si intrecciano e si scontrano con
i potenti del momento in un intrico di vicende infinite, fino al secolo
XVIII quando i Malaspina cedono la proprietà e inizia la decadenza
di tutto il complesso.
Gli attuali proprietari ne hanno intrapreso il restauro a partire dal
1985: di domenica è quasi sempre aperto e se ne possono visitare
alcune parti (per verificare l'apertura telefonare al Comune di Val di
Nizza, tel 0383578018).
Si torna a Valverde per lo stesso sentiero.
Per maggiori informazioni e/o per partecipare ad altre
iniziative in zona: www.lapietraverde.info
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