|

|
al passo di San Lucio tra Val Colla e Val Cavargna
sospesi sul crinale tra Italia e Svizzera
itinerario 1:
da Bogno (960 m) - Val Colla (Svizzera) al San Lucio (1540 m) - dislivello
circa 580 m
itinerario 2: da Buggiolo (1036
m.) - Val Rezzo al San Lucio (1540
m.) - dislivello circa 500 m
eventuale prolungamento al Monte Garzirola (vetta: 2116 m) : aggiunta
di altri 570 m di dislivello
difficoltà: facile e piacevole anche d'inverno con le ciaspole
dove rifocillarsi e pernottare: Rifugio San Lucio (tel. 335476129),
aperto anche d'inverno (nei weekend)
Come arrivare da Milano:
per l'itinerario 1: in auto autostrada per Lugano, poi direzione
Soragno, Sonvico, Bogno (Val Colla)
per l'itinerario 2: in auto autostrada per Lugano, poi direzione
Porlezza, Val Rezzo, Buggiolo;
oppure autostrada per Como, poi direzione Menaggio, Porlezza.
Cartina consigliata: STRADE DI PIETRA NR. 3 / IVS
>> esplora la zona con le MAPPE
DI GOOGLE
|
E' uscita la
guida di passolento:

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.
vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
leggi
le prime pagine

1. si comincia a salire in Val Colla

2. nel bosco

3. faggi secolari lungo il cammino

4. sul crinale: l'Oratorio di San Lucio e sullo sfondo il Rifugio San
Lucio

4.B inverno al San Lucio

5. sotto il portico della chiesetta: cime alpine imbiancate sotto un
cielo sfolgorante

6. e sotto di noi la Val Cavargna

7. immersi in un mare di foglie secche
Storie personali:
Edoardo Sacchi,
partigano in queste valli
(documento in formato .PDF)
|
|

Introduzione
Andiamo al passo di San Lucio, situato a 1540 m. sul crinale che divide
lago di Lugano e lago di Como, e dove sorge, proprio sulla linea di confine,
un'antica chiesetta risalente al XVI secolo (1542), al centro di una prospettiva
panoramica che spazia a 360 gradi su una stupenda cerchia di monti. Se
le notizie sulle origini di questa bella costruzione religiosa sono molte
vaghe, se ne possono comunque indovinare le ragioni considerando le caratteristiche
e l'economia della zona nella loro evoluzione. I percorsi di crinale,
su questo e altri passi dell'Alto Lario, sono stati frequentati e privilegiati,
per motivi di sicurezza, sin dalla protostoria, ma è soprattutto
in epoca romana e medioevale che si sviluppano sentieri trasversali che
collegano vallate su fronti opposti, creando una 'rete', dotata di punti
segnaletici e di riparo più o meno rudimentali, su cui si ampliano
successivamente strutture più elaborate, a supporto dei pastori
nelle loro transumanze e dei portatori che trasportano prodotti e materiali
da una zona all'altra. Possiamo immaginare che inizialmente sul passo
del San Lucio sorgesse solo un semplice altare votivo, dove i viandanti
offrivano oboli per propiziarsi la sicurezza del cammino, e che per fasi
successive venisse ampliato sino all'articolata costruzione (con navata
centrale, campanile quadrangolare e portico - foto 4 e 5) che oggi possiamo
ammirare. Tuttora, tutti gli anni il 12 agosto, si continua a celebrare
la festa di San Lucio, considerato il protettore dei casari e spesso ritratto,
secondo l'iconografia tradizionale, con una forma di formaggio.
Proponiamo 2 alternative per raggiungere il passo di San Lucio, dal versante
italiano e da quello svizzero. L'italiana Val Cavargna presenta un territorio
montano più spoglio, anche a causa della secolare attività
di lavorazione del ferro, che ha impoverito i boschi, lasciando però
un patrimonio di storia locale e sociale che è ben raccontato nel
Museo della Valle di Cavargna. L'itinerario dalla Val Colla ci immerge
invece in un ambiente boschivo davvero suggestivo, che merita forse qualche
punto in più.
1) Itinerario da Bogno (Val Colla - Lugano): Da Lugano risaliamo
la vicina Val Colla fino al paese di Bogno, dove lasciamo l'auto nell'ampio
parcheggio centrale. Pochi metri più avanti sul lato sinistro della
strada notiamo il segnavia bianco/rosso che segnala l'inizio del sentiero
per il San Lucio: prendiamo dunque a salire l'ampia scalinata che in pochi
minuti ci porta fuori dal paese in mezzo al bosco (foto 1 e 2). Abbiamo
scelto di percorrere il versante destro (orografico) della Valle, quello
che guarda a mezzogiorno: è ottobre e i chiari raggi del sole accendono
le chiome colorate degli alberi - bellissimo! Superiamo senza difficoltà
qualche torrente e volgendoci indietro ammiriamo i morbidi declivi di
questa piccola valle luganese mentre sullo sfondo si impone il profilo
delle cime alpine già innevate, dominatore su tutte il massiccio
Monte Rosa. Camminiamo da circa un'ora e il bosco misto ha lasciato posto
a una meravigliosa faggeta: alcuni di questi alberi plurisecolari hanno
tronchi davvero giganteschi (foto 3). Il sentiero non presenta nessuna
difficoltà, è molto curato e segue un tracciato decisamente
confortevole. Dopo circa un'ora e un quarto (dall'inizio) usciamo fuori
dal bosco, allo scoperto sotto l'intenso blu del cielo: davanti a noi
distese di prati e pascoli ancora verdeggianti. Qualche morbido rilievo
ed eccoci all'Alpe Cottino (1441 m), raggiunta anche dalla strada sterrata
che sale da Certara (ottimo itinerario per ciclisti): siamo a soli 10
minuti dalla meta ma il campanile della chiesa di San Lucio si fa vedere
solo all'ultimo momento (foto 4), nascosto com'è appena sotto il
crinale che segna il confine tra Svizzera e Italia (1542 m). Qui abbiamo
la scelta se fermarci a pranzo in uno dei 2 rifugi posti a pochi metri
l'uno dall'altro oppure proseguire per la cima del Monte Garzirola che
con i suoi rispettabili 2116 m soddisfa le esigenze degli escursionisti
più sportivi. Il rifugio San Lucio (italiano), da tempo ristrutturato
con cura dalla Comunità Montana della Val Cavargna (era una caserma
della Guardia di Finanza), è aperto tutto l'anno (nei weekend)
ed è dotato di confortevoli camerette e un'accogliente sala da
pranzo. Per informazioni e prenotazioni telefonare al: 335-476129.
Per il Garzirola seguiamo l'ampio e panoramico sentiero di crinale che
offre splendide inquadrature a tutto campo sugli innumerevoli rilievi
dei distretti di Lugano e di Como: questo tratto aggiuntivo (oltre 500
m di dislivello in più) è veramente meritevole e appagante
per la bellezza del panorama e non presenta difficoltà alpinistiche
(solo qualche roccetta nel tratto finale). Qua e là cippi di confine
e rimasugli di filo spinato ci ricordano che fino a qualche decennio fa
su questa linea di frontiera si combattevano non scontri di eserciti ma
l'intricata, tragicomica battaglia tra finanzieri e contrabbandieri.
Questo stesso itineraio si presta per una piacevolissima e facile ciaspolata
invernale.
2) Itinerario dalla Val Rezzo/Val Cavargna: questa passeggiata
parte da Buggiolo in Val Rezzo, dove arriviamo in auto e parcheggiamo;
l'escursione sarebbe fattibile anche con mezzi pubblici (prendendo però
il sentiero da Cavargna) ma per chi viene da Milano, sarebbe davvero un'eccessiva
perdita di tempo. Con l'auto conviene prendere l'autostrada Como-Lugano,
uscire a Lugano Sud, poi direzione Gandria/Porlezza.
Il minuscolo paese di Buggiolo ha un'aria piuttosto abbandonata, i residenti
rimasti ad abitare stabilmente non devono essere più di qualche
decina.
Un tempo in queste valli, decisamente appartate, incuneate tra il lago
di Como e quello di Lugano, una delle principali attività economiche
era costituita dall'estrazione e lavorazione del ferro: il combustibile
per attivare i forni era dato dal carbone di legna e questo comportò
purtroppo un certo impoverimento dei boschi, che secoli addietro dovevano
ricoprire tutti i versanti. Sono vallate relativamente isolate e fuori
dai grandi flussi turistico-escursionistici: proprio per questo hanno
un certo fascino speciale e meritano di essere visitate.
A Buggiolo l'imbocco del sentiero non è esplicitamente indicato
(si capisce subito che NON siamo in Svizzera), comunque dove finisce la
strada asfaltata e inizia la sterrata, quello è il sentiero: è
difficile sbagliare.
La salita è molto tranquilla e il panorama si fa sempre più
arioso e suggestivo man mano che si procede. Si arriva alla chiesetta
di San Lucio in meno di 2 ore andando molto placidamente. A poche decine
di metri l'uno dall'altro si trovano due rifugi: quello italiano e quello
svizzero. Mentre i gitanti più rilassati fanno tappa al rifugio
e terminano con uno spuntino la loro salita, i più attivi possono
proseguire e salire al monte Garzirola (2116 m.).
Il ritorno a Buggiolo si effettua sullo stesso sentiero dell'andata.
Per ulteriori informazioni:
Ufficio IAT-Menaggio tel. 034432924;
Comunità Montana Porlezza 034462427
Altre gite nei dintorni:
Ossuccio - rifugio Boffalora
Ossuccio - San Benedetto
torna alla HOME PAGE

|