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Da Valmadrera a San Tomaso passando per il Sasso
di Preguda
Un panoramico giro ad anello per sentieri e mulattiere
itinerario: Valmadrera/Piazza Rossè
- Sasso di Preguda - Forcellina - San Tomaso - Valmadrera
tempo totale di cammino: circa 3 ore e 30' (2 ore e 45' fino a San
Tomaso, 45'per tornare a Piazza Rossè), a passo tranquillo
dislivello complessivo: circa 400 m più
un pò di saliscendi
difficoltà: passegiata non faticosa, un passaggio con catene su
facili roccette (nel percorso A).
Fattibile anche d'inverno: il ristoro è sempre aperto la domenica
e al mercoledì.
dove rifocillarsi: Ristoro San Tomaso (tel 0341202447, www.santomaso.it)
Come arrivare da Milano: In auto: superstrada SS 36, Milano
- Lecco, uscita Valmadrera
Info sugli orari dei trasporti pubblici:http://62.101.84.174/trl_index.htm;
esplora la zona con le MAPPE
DI GOOGLE; per gli amanti del GPS: file del percorso per GPS
garmin
sito correlato: www.santomaso.it
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Ecco un itinerario ad anello, fattibile
tutto l'anno e particolarmente piacevole anche nelle fredde giornate invernali
perché si snoda quasi tutto sul versante soleggiato della montagna
(siamo ai piedi del monte Moregallo) e trova nello splendido pianoro di
San Tomaso, sopra Valmadrera, un simpaticissimo punto di ristoro che nei
weekend e al mercoledì è sempre aperto e vi attende coi
suoi piatti semplici e soprattutto caldi.
Provenendo da Milano sulla superstrada SS 36 prendiamo l'uscita per Valmadrera
e, avendo stampato la MAPPA
di Google, individuiamo dove si trova la zona di Piazza Rossè,
saliamo fin lì e parcheggiamo. Senza difficoltà notiamo
il segnavia nr. 6 che ci indirizza alla comoda mulattiera che, senza strappi
faticosi risale, tra pianori terrazzati e radi boschetti, le piacevoli
pendici del versante sud-orientale del Moregallo, per giungere in circa
un'ora al cosiddetto Sasso di Preguda (647 m): straordinario punto panoramico
che si apre sull'azzurro del lago di Lecco incastonato tra le aspre pareti
incombenti delle Grigne. Trascinato dai ghiacciai dalla lontana Valtellina
durante l'ultima glaciazione, il gigantesco masso erratico si trova ora
addossato a una bianca cappellina, dedicata a San Isidoro, che gli conferisce
un carattere piuttosto inconsueto. Una targa in memoria dell'abate Stoppani
( 1824-1891) celebra l'impegno di questo instancabile naturalista che
con tanta passione si dedicò allo studio del territorio lombardo,
in un'epoca in cui la comprensione dei fenomeni geologici era ancora parecchio
nebulosa.
Per proseguire due le possibili alternative:
A) Una ben visibile palina
indica la direzione per Forcellina/Sambrosera. Percorriamo un piacevole
sentiero che con moderati saliscendi segue le ondulazioni del versante
meridionale di questa bella montagna. Solo un breve passaggio su roccette,
attrezzato con catene, richiede un minimo di attenzione.
B) alternativa più panoramica: da Preguda proseguiamo la salita
sul sentiero 6, direzione Moregallo lungo un costone con splendide vedute
sul lago fino alla località Zucon (876 m - palina, foto 4), qui
pieghiamo a sinistra in discesa per Forcellina/Sambrosera: questa variante
allunga un pochino la salita ma evita il passaggio su roccette (per chi
avesse difficoltà o vertigini).
Arrivati a Forcellina (715 m) proseguiamo sempre a mezza cosa sino alla
fonte di Sambrosera: luogo perfetto per una fresca sosta nelle afose giornate
estive (ma decisamente sconsigliabile d'inverno). Di qui poi ancora avanti
sul sentiero nr. 5 che in piacevole discesa ci porterà al panoramico
pianoro di San Tomaso (580 m) dove troviamo, oltre alle grandi masserie
e all'antica omonima chiesetta , anche il ristoro OSA con le sue accoglienti
salette. Questo splendido territorio è stato abitato e intensamente
coltivato sin dall'antichità: per secoli qui ha vissuto ed è
stata attiva una piccola comunità di agricoltori e pastori di cui
sono testimonianza le belle fattorie, tuttora in funzione, e la chiesetta
che sorge isolata nel vasto prato, affacciata sul bordo più esterno
del pianoro. C'erano coltivazioni di mais, segale, orzo, patate e anche
vigneti; si producevano formaggini che venivano messi a invecchiare nelle
grotte e nei caratteristici 'caselli', sorta di casotti in pietra parzialmente
interrati, che si possono ancora vedere disseminati qua e là in
questi dintorni.
Tutto il complesso appartiene dagli anni '70 alla locale Comunità
Montana, che ha curato il restauro delle strutture e ne controlla la gestione:
si è voluto giustamente salvaguardare un patrimonio di natura e
di storia locale in un'era in cui l'espansione industriale ed edilizia
poteva arrivare a snaturare anche questi luoghi. Ci è stato raccomandato
di ritornare nel tempo dei mandorli in fiore: pare che sia uno spettacolo
davvero stupendo, e ci ripromettiamo di farlo (e infatti ci siamo tornati
! vedi foto...).
Da San Tomaso dobbiamo scendere verso Valmadrera per ritrovarci al punto
da cui siamo partiti: dunque torniamo brevemente indietro per pochi metri,
al bivio che precede San Tomaso e nei pressi del monumento alla Resistenza
scendiamo a destra per la mulattiera marcata dal segnavia nr.3 sino a
giungere, dopo aver passato il nucleo di Mondonico, alla Cappella V.A.R.S.
(383 m); proseguiamo poi diritto su una carrareccia che, superata la frazione
Scimirone, prosegue per viottoli fino a ricollegarsi alla carrozzabile
che risale a piazza Rossè (nell'ultimo tratto segnaletica carente,
ma ci si aiuta facilmente con un pò di senso dell'orientamento).
Altre gite nei dintorni:
Civate: San Pietro al Monte
Corni di Canzo
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1. ci avviciniamo al Sasso di Preguda

2.il Sasso di Preguda e la chiesetta
di San Isidoro che gli sta addosso

3. il panorama spazia sul lago di
Lecco e le Grigne

3.b saliamo verso Zucon: panorama spettacolare
4. - dalla località Zucon, iniziamo a scendere verso Forcellina

5. profilo frastagliato delle rocce
andando verso San Tomaso:

6. le vecchie cascine sul pianoro
di San Tomaso

6. la chiesetta di San Tomaso, ora
ristrutturata
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