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Sueglio - Rifugio Roccoli Lorla
Sul Monte Legnoncino, tra boschi, laghetti e trincee
della grande guerra
itinerario: Sueglio - laghetto di Artesso
- Rifugio Roccoli Lorla
dislivello: circa 700 m., da Sueglio (769 m.) al Rifugio Roccoli
Lorla (1463 m.)
tempo totale di cammino: 5 ore (3 ore salita, 2 ore discesa)
Come arrivare da Milano: in
auto, superstrada SS 36 Milano-Lecco-Colico, uscita Bellano/Dervio, poi
direzione Tremenico, Valvarrone. Il paese di Sueglio si trova subito
dopo Vestreno. In treno: FFSS Milano-Lecco-Bellano poi autobus per Sueglio.
Info sugli orari: http://62.101.84.174/trl_index.htm;
SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148
dove rifocillarsi: Rifugio Roccoli Lorla, alt. 1460 m., (tel. 0341875014),
aperto nel periodo estivo e nei fine settimana tutto l'anno.
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E' uscita la
guida di passolento:

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.
vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
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le prime pagine

1. Laghetto di Artesso

2. strada Cadorna

3. roccolo di Artesso

3.B il 'casello' vicino al roccolo

4.panorama verso lago

5. vista su Piona
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Legnoncino: un nomignolo affettuoso e dal tono un
po' canzonatorio che non dà certo l'idea della montagna aspra e
possente. In effetti questo monte bello e poco frequentato si ritrova
ad essere un po' messo in ombra dalla fama del suo più grande fratello,
il Monte Legnone, che con i suoi 2.600 m. di altezza calamita gli interessi
degli escursionisti più impegnati. Eppure la sua più modesta
vetta di 1.700 m. rappresenta uno dei punti di maggior verticalità
affacciati sul lago di Como, straordinaria piattaforma panoramica su tutta
la regione lariana; inoltre le postazioni della grande guerra disposte
sui suoi ripidi pendii in vari punti strategici arricchiscono l'escursione
di spunti storici sicuramente interessanti ed emozionali. La fitta rete
di sentieri che ne solcano le pendici offre la possibilità di 'costruire'
numerose combinazioni adattabili alle diverse esigenze: noi partiamo da
Sueglio, minuscolo borgo a pochi chilometri da Dervio, che solo d'estate
si ripopola e si vivacizza grazie al ritorno dei vecchi residenti, superando
così le 1.000 unità. Siamo a 769 m., affacciati sopra la
bassa Valvarrone, che stretta e boscosa si spinge verso la Valsassina.
Dal centrale bar 'La Pergola' imbocchiamo la 'via ai monti' che si snoda
tra le vecchie case in pietra e le stalle non più in funzione.
Pochi minuti e il bel sentiero acciottolato è già in mezzo
al bosco - castagni, faggi, betulle
un quarto d'ora e incrociamo
la carrozzabile: avanti dritto per il sentiero; 10 minuti e di nuovo intersechiamo
la strada per riprendere il sentiero un poco a destra. Camminiamo da un
ora circa e ci troviamo in un villaggio dal simpatico nome 'Loco Tocco':
qui una vecchia freccia arrugginita indica a destra il rifugio Bellano,
la ignoriamo e proseguiamo diritti sul sentiero che sembra tagliare in
verticale il pendio della montagna. Ci inoltriamo nel bosco per circa
20' e al successivo incrocio con la carrozzabile la seguiamo a destra
per circa 200 m. fino all'avvistamento di svariate villette sparse; in
mancanza di indicazioni a questo punto è necessario chiedere indicazioni
a qualche abitante: si sale in mezzo alle case per tagliare più
velocemente verso il laghetto di Artesso (foto 1), che ormai è
a portata di mano: qualche decina di metri sulla sterrata e poi per sentierino
sulla destra. Siamo a quota 1.200 in un habitat decisamente montano; il
minuscolo laghetto è adagiato su un bellissimo pianoro, ombreggiato
da larici maestosi. Questo piccolo bacino artificiale serviva un tempo
per abbeverare il bestiame, ora è un luogo ideale per un pic nic
o una sosta distensiva. Poco distanti possiamo notare le costruzioni e
le vecchie strade militari della 'linea Cadorna': alcuni passaggi sotterranei
di collegamento sono ora ostruiti e parecchi tratti di strada trasformati
in ampi sentieroni erbosi protetti da forti muretti in pietra (foto 2).
Vari pannelli esplicativi vi daranno informazioni più dettagliate
sulla funzione e la struttura di questo esteso complesso di fortificazioni
della Grande Guerra, che dal Gran San Bernardo raccordava la Valmalenco
e la Valtellina. Proseguendo per il nostro itinerario seguiamo nei pressi
del lago le indicazioni per il rifugio Bellano: qua e là incontreremo
postazioni per l'artiglieria, osservatori difensivi, camminamenti, trincee
e gallerie. Siamo nella parte più panoramica dell'itinerario, che
aggira il monte sul suo versante nord e sovrasta lo snodo dove s'incrociano
la Valtellina e la Valchiavenna e le acque dell'Adda si allargano in quel
profondo fiordo che è il lago di Como. Salendo ci imbattiamo in
un bizzarro groviglio di faggi dai rami contorti e intrecciati, affiancato
da un alto casotto: è il 'Roccolo di Artesso' (foto 3 e 3B): in
sostanza una trappola ingegnosa e spietata (l'invenzione risale a XVI
secolo) che serviva, grazie anche all'uso di richiami (uccelli in gabbia
posti all'interno del boschetto), spauracchi e reti, alla cattura degli
uccelli nel periodo del passo autunnale. Ora il roccolo resta a testimonianza
di una storia non troppo lontana, quando la povera agricoltura di montagna
con le sue carestie ricorrenti metteva a dura prova la vita di queste
genti; i tempi cambiamo e dal 1996 la postazione è stata trasformata
in stazione di inanellamento per lo studio dei movimenti migratori. Poco
più avanti grandiosi faggi secolari e una bella casa bianca con
stupendo scenario panoramico (foto 4). Ancora un breve tratto ed eccoci
in un'ampia radura in vista del Rifugio-bivacco Bellano, struttura autogestita
disponibile per iniziative di gruppo previo accordo col responsabile (tel.
341820217); un cartello ci indica il rifugio Roccoli a 45 ' di cammino.
Il dislivello è ormai quasi del tutto superato, il nostro passo
si rilassa, siamo a picco sul laghetto di Piona e guardiamo l'interminabile
profilo di cime che si staglia contro il cielo (foto 5). Tutt'intorno
mirtilli e rododendri a perdita d'occhio ,e poco sotto il sentiero i resti
dei camminamenti e delle trincee; presso una lapide a ricordo di un giovane
morto a 20 anni, una galleria percorribile con pila. Di qui alla graziosa
sella dove si trova il rifugio Roccoli Lorla (1.460 m.) ancora solamente
20': la cucina del rifugio è decisamente accattivante - si consiglia
una bella sosta pranzo.
Chi volesse proseguire l'escursione può raggiungere la vetta del
monte Legnoncino in circa 1 ora, lungo la strada sterrata che si imbocca
poco sotto il rifugio Roccoli: la vista panoramica che vi si offre vale
sicuramente questo sforzo ulteriore.
Ritorno a Sueglio: per lo stesso percorso dell'andata.
data pubblicazione: maggio 2005
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