|

Siamo in Valle Antigorio, proseguimento naturale della Val d'Ossola, che
continua poi da una parte in Val Formazza e dall'altra in Valle Devero.
Se il tratto iniziale della valle piò apparire qua e là
desolatamente segnato dall'attività di cave e officine di lavorazione
della pietra, una volta arrivati nella conca di Baceno si approda invece
in uno scenario di natura veramente bella, fatta di piccoli antichi borghi,
prati e fitti boschi, ripidi pendii che si raccolgono sullo sfondo intorno
alla geometrica bellezza del grande monte Cervandone (foto 1).
L'escursione agli orridi di Baceno-Uriezzo e alle Marmitte dei Giganti
è l'occasione per fare non solo una bella passeggiata, ma un vero
e proprio viaggio in un'altra era geologica, un salto di oltre 14.000
anni (millennio più o meno), quando, durante l'ultima glaciazione,
un'immensa distesa di ghiaccio copriva, come una trapunta spessa circa
1.000 metri, gran parte della valle, lasciando emergere solamente le cime
più alte. E' stata proprio l'alternanza di ere glaciali e interglaciali,
raffreddamento / riscaldamento, a modellare nel corso dei millenni le
forme del paesaggio così come oggi lo vediamo e amiamo.
Oggi siamo preoccupati per il riscaldamento del clima e il rapido ritiro
dei ghiacciai, che anno dopo anno visibilmente si ridimensionano e cambiano
l'immagine dell'ambiente montano cui eravamo abituati e che vorremmo pensare
immutabile. E forse ci mettiamo anche noi lo zampino, con tutto l'inquinamento
che produciamo, ma dobbiamo anche ammettere che la terra è un entità
sempre viva e che le sue trasformazioni, che ci piaccia o no, continueranno
il loro corso anche nel tempo a venire.
Il nostro itinerario in questa zona ci porta a visitare i tre principali
Orridi e le Marmitte dei Giganti: l'Orrido Sud (il più spettacolare,
lungo circa 200 metri e profondo fino a 30 metri) l'Orrido di Nord-Est
( lungo circa 100 metri e molto stretto in alcuni punti) e il più
modesto Orrido Ovest. L'intero giro (di circa 3 ore) non è difficile
e sono possibili diverse alternative; per meglio orientarsi è consigliabile
procurarsi la cartina del luogo che si può richiedere all'Ufficio
Informazioni Turistiche di Crodo.
Tecnicamente gli orridi sono il risultato dell'azione di erosione del
ghiacciaio: le spinte dinamiche del lento ma inesorabile movimento verso
il fondo valle e lo scorrere vorticoso dei torrenti subglaciali, che trascinavano
nelle loro acque di scioglimento sabbie, detriti e rocce, furono tanto
potenti da spaccare e modellare la roccia in questo tratto di valle creando
paesaggi straordinari: forre profondissime, stretti passaggi quasi labirintici,
strapiombi di decine di metri, conche e piscine naturali, cascate improvvise
e giochi d'acqua inaspettati.
A Baceno il sentiero prende avvio a lato dell'antica chiesa di San Gaudenzio
(sec. XIIe oltre: se aperta visitare l'interno !) e discende in mezzo
al bosco, affiancato da alte pareti rocciose (foto 2), per condurre in
circa mezz'ora (al primo bivio tenere la direzione Verampio) in località
Maiesso dove si possono ammirare, lungo il corso del fiume Toce, le cosiddette
'marmitte dei giganti' (foto 3 e 4): le sponde rocciose investite dalla
vorticosa corrente subglaciale, sono state scolpite come fossero morbida
argilla, dando luogo a forme semicircolari, sinuose, levigate ed avvolgenti,
splendide insenature dove la corrente si rilassa e il torrente si allarga
in scintillanti specchi d'acqua verde-azzurra che invitano a un tuffo
e a una immersione 'vivificante'.
Di qui torniamo poi sui nostri passi e ci dirigiamo verso l'Orrido Sud.
C'è una sensazione di stacco brusco quando ci addentriamo in quella
che sembra la porta misteriosa al cuore stesso della montagna: quasi all'improvviso
passiamo da un paesaggio dolce, soleggiato e verdeggiante a uno spazio
di penombra dove rari raggi di sole stentano a penetrare sfiorando le
pareti come lame di luce, passiamo dal caldo al fresco-umido dove solo
muschi e licheni riescono prosperare e a svilupparsi. Si cammina agevolmente
su un fondo pianeggiante e asciutto, creato dai depositi dei torrenti
(che ora seguono un diverso corso), grandi cavità irregolarmente
arrotondate si alternano a passaggi angusti e sopra le nostre teste vertiginose
pareti sembrano a tratti quasi congiungersi lasciando solo strette aperture
verso il cielo per ricordarci che non siamo in una caverna (fate click
sulla foto 6 !). Mi sono chiesta perché chiamiamo 'orrido' questo
tipo di paesaggio, un aggettivo che si associa a idee di paura, bruttezza,
inquietudine ma anche attrazione, fascinazione, mistero. Una scogliera
a picco sul mare o una vetta possono essere inaccessibili e ben più
pericolose ma non le chiamiamo 'orrido': forse anche perché le
vediamo chiaramente, incutono rispetto, ammirazione o voglia di conquista.
L'orrido non può essere conquistato, casomai ci dà la sensazione
di poterci fagocitare: guardo la foto nr. 5 e penso ai bambini incantati
della fiaba del pifferaio magico. Siamo in un luogo che ci sorprende,
stimola la nostra immaginazione; forme così diverse da quelle delle
'normali' rocce di superficie sembrano veramente create di proposito da
qualcosa o qualcuno dotato di un talento stravagante. Ricordiamoci che
la teoria delle glaciazioni è una acquisizione di conoscenza molto
recente, e i primi studiosi che a metà '800 cominciarono ad affermarla
venivano considerati dei mezzi pazzi. Forse allora è più
che comprensibile la sensazione di sgomento che i nostri antenati dovevano
provare di fronte alla 'stranezza' di questi luoghi per la quale non c'era
ancora una 'spiegazione' razionale.
Proseguiamo per l'Orrido di Nord-Est attraverso un ampio pianoro dove
si trova l'Oratorio di Santa Lucia e alcune caratteristiche case in pietra
(foto 7). Il sentiero che conduce infine all'Orrido di Nord-Ovest è
piuttosto stretto, ma reso più sicuro da corde fisse (potrebbe
creare però qualche problema a chi soffre di vertigini). Si ritorna
poi a Baceno ridiscendendo sul sentiero iniziale.
Altre escursioni nei dintorni:
Macugnaga e la miniera d'oro
data pubblicazione: maggio 2005
torna alla HOME PAGE

|

1. Monte Cervandone

2. inizio del sentiero

3. marmitte di Maiesso

4. marmitte di Maiesso

5. entrata all'Orrido Sud

6. si entra nella gola

7. la valle verso l'orrido
di Nord-Est
|