Chiavenna: dal Parco delle Marmitte dei Giganti
a Uschione
tempo totale di cammino:
circa 5 ore dislivello complessivo: circa 600-700 m - Chiavenna (400 m.) -
Uschione (835 m.), + un pò di saliscendi nel Parco delle Marmitte difficoltà: elementare dove rifocillarsi: innumerevoli crotti a Chiavenna, a Uschione
c'è un bar non sempre aperto Come arrivare da Milano: con
treno linea Milano/Lecco/Colico - Chiavenna Info su orari: Consorzio Turistico
CHIAVENNA tel. 034333442; http://62.101.84.174/trl_index.htm;
SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148 Per visite di gruppo guidate al Parco delle Marmitte o altri itinerari
in valle contattare: info@renatarossi.it - www.renatarossi.it
Quante volte siamo passati da Chiavenna diretti
in Val Bregaglia o nella più celebre Engadina, e ci siamo fermati
solo per uno spuntino in qualche crotto o un veloce cappuccino. Oggi invece
andiamo alla scoperta dell'affascinante territorio che si sviluppa proprio
a ridosso della bella cittadina - il Parco delle Marmitte dei Giganti
- per poi salire all'antico borgo di Uschione (quota 835), sul soleggiato
pianoro proprio sopra Chiavenna e completamente nascosto alla vista dal
fondovalle. Passeggiata a bassa quota, dunque particolarmente indicata
per le stagioni intermedie, quando il caldo non è ancora soffocante.
La posizione strategica all'incrocio dei tre valichi dove per secoli sono
passate carovane di commercianti, oltrechè di eserciti (Spluga,
Settimo, Maloja) assicurò a Chiavenna prosperità economica
e vivacità artistico-culturale, di cui i bei palazzi del centro
storico sono testimonianza. Arriviamo in treno, anche per evitare le snervanti
code che quasi inevitabilmente si addensano sulle superstrade intorno
a Lecco, e proprio nel piazzale della Stazione troviamo l'ufficio del
Consorzio Turistico dove preleviamo il dettagliato prospetto, che con
abbondanza di descrizioni e belle foto, illustra le caratteristiche e
i punti di maggiore interesse del Parco delle Marmitte dei Giganti. Il
nostro itinerario prende le mosse dal piazzale di Pratogiano, ombreggiato
dai grandi platani, per proseguire nella zona di Poiatengo dove inizia
il bel sentiero acciottolato che si addentra nel bosco. Con la planimetria
dettagliata sarà facile orientarsi nell'ampia rete di sentieri
ben tenuti che attraversano il parco e dove troveremo anche numerosi pannelli
didascalici con relative spiegazioni dei fenomeni più rilevanti:
cave di pietra, emergenze rocciose di ciclopiche dimensioni e dalle forme
tortuose (foto 1 e 2), concavità grandi e piccole di origine glaciale,
boschi rigogliosi e tracce degli antichi terrazzamenti, e soprattutto
scorci panoramici di bellezza inaspettata, al cospetto delle mitiche cime
della Val Bregaglia (Badile, Cengalo ) e delle tumultuose cascate
dell'Acqua Fraggia, che scendono sul versante opposto della valle - sono
davvero molti gli spunti interessanti di questa passeggiata. Possiamo
immaginare come poteva apparire il paesaggio circa 15.000 anni fa, quando
un'immensa distesa di ghiacci ricopriva tutta la vallata e andava a unirsi
al ghiacciaio dello Spluga. Notiamo i segni inconfondibili di questo passaggio
nelle forme arrotondate delle rocce, nelle striature lasciate sulla loro
superficie, nelle curiose grandi cavità create dal vorticare delle
acque di fusione (ecco perché le 'marmitte dei giganti').
E poi le cave di pietra ollare: qui per secoli generazioni di cavatori
hanno faticato scavando la montagna (prevalentemente in cave a cielo aperto
ma anche in numerosissime soffocanti gallerie, attualmente non visitabili)
per estrarre questo particolare tipo di roccia piuttosto 'tenera' - contenuta
all'interno della più consistente 'pietra verde' - utilissima per
ricavare contenitori vari e pentole ('laveggi') ottime per la cottura
dei cibi senza aggiunta di grassi (ora continua una limitata produzione
di alto artigianato a prezzi vertiginosi). Fate attenzione sui sentieri:
gran parte dell'acciottolato è di pietra ollare, che in caso di
pioggia risulta decisamente scivolosa. Girovagate a vostro piacere ma
non trascurate di raggiungere le sommità di Sasso Dragone e Belmonte:
luoghi panoramici decisamente suggestivi. Osservando la flora vi stupirete
credendo di vedere inaspettati cespugli di fichi d'india: si tratta invece
di fioriture di opunzie (foto 3). In circa 2 ore e 30' visitiamo il Parco
delle Marmitte e proseguiamo così per Uschione: da Passo Capiola
raggiungiamo Pratogrande, di qui prendiamo la direzione 'al roccolo'
(indicazioni su palina) poi ancora avanti attraversando la 'frana di Pratogiano'
fino a incrociare, sul poggio erboso del Belvedere, l'ampia mulattiera
gradinata che da Chiavenna sale a Uschione (foto 4). Peccato, abbiamo
perso un po' quota, ora ci tocca risalire (di qui circa 400 m di dislivello).
La mulattiera, perfettamente acciottolata, sale regolarmente a tornanti
in un ambiente suggestivo, movimentato da possenti blocchi di rocce disseminate
in mezzo alla fitta vegetazione, alternando tratti piuttosto faticosi
ad altri più rilassanti. L'apparire dei terrazzamenti un tempo
coltivati indica che ci stiamo avvicinando al paese, pochi minuti ed ecco
apparire le prime costruzioni. Le antiche case in pietra, con piazzette,
viottoli e fontane, si raggruppano in 3 'contrade' intorno ai grandi spazi
erbosi, e si popolano soprattutto d'estate, ma fino agli anni '50 qui
c'era una attiva comunità stabile di circa 300 persone (contadini,
allevatori, cavatori, artigiani ), con scuola, parrocchia e luoghi
di ritrovo. Niente auto e grandi prati perfetti per il pic-nic di metà
giornata e c'è anche un piccolo bar poco distante dalla chiesa
(bello soprattutto l'alto campanile che sovrasta i tetti tutt'intorno
- foto 5).
Si ritorna a Chiavenna percorrendo interamente la stessa mulattiera su
cui siamo saliti, e che va a sbucare proprio in vicinanza del piazzale
della stazione.