in Val Biandino (prima
parte) itinerario: Introbio 586 m. (Valsassina)
- Val Biandino - agriturismo 'La Baita' 1100 m circa tempo totale di cammino: circa 3 ore e 30' dislivello complessivo: circa 550 m. difficoltà: nessuna periodo consigliato: fattibile tutto
l'anno dove rifocillarsi: agriturismo 'La Baita' tel 3475212186 Come arrivare da Milano: in
treno FFSS fino a Lecco poi autobus di linea per Introbio (Valsassina)
Info sui trasporti: http://62.101.84.174/trl_index.htm;
SAL (Servizi Automobilistici Lecchesi) tel 0341363148
Questa graziosa valle trasversale della Valsassina,
scavata dall'impetuoso torrente Troggia, offre molteplici possibilità
escursionistiche a vari livelli, dalla semplice passeggiata di poche ore
all'escursione impegnativa per chi ha ambizioni di tipo alpinistico; i
suoi numerosi rifugi (Madonna della neve, Tavecchia, Bocca di Biandino,
Pio X, ecc.) dislocati tra i 1.500 e i 2.000 metri sono la base ottimale
per trek di più giorni o ascensioni al Pizzo dei Tre Signori ecc.
In questa prima parte ci limitiamo a proporre una semplice passeggiata
adatta a tutti, comprese famiglie con bambini, fattibile e piacevole in
tutte le stagioni: da Introbio all'agriturismo la Baita (3 ore e mezza
di cammino - passo tranquillo - tra andata e ritorno).
A Introbio, nel cuore della Valsassina, percorriamo la centrale Via Umberto
I facendo magari sosta all'ottimo omonimo bar per la rituale colazione
che sempre precede l'inizio del cammino; proprio di fronte al bar si trova
l'incrocio con la Via Partigiano Mina: la imbocchiamo e di lì inizia
la nostra passeggiata. Ci si addentra tra le case e dopo pochi minuti
la strada si trasforma in un'ampia mulattiera acciottolata: superata la
cappelletta dedicata a Sant'Uberto protettore dei cacciatori (non ci piace
molto l'idea di proteggere i cacciatori, ma quale categoria non ha un
qualche santo protettore ?? forse solo gli animali cacciati dall'uomo )
un po' più avanti incontreremo un vecchio cippo con varie indicazioni,
compresa la Val Biandino: il nostro itinerario è contrassegnato
da segnavia bianco-rossi con sigla VB. Al primo ponte una lapide ricorda
i caduti partigiani della 55° Brigata Rosselli: nell'autunno del '44
la valle fu teatro di cruenti scontri tra partigiani e truppe nazi-fasciste,
con massicci rastrellamenti e distruzione di tutti i rifugi e delle baite
sopra i 1.000 metri che potevano servire da base per i partigiani (vedi
nota). Nei pressi della lapide cè il bivio
con l'imbocco del sentiero: prendiamo a destra in direzione Fontana San
Carlo / Biandino (potremmo anche proseguire sulla strada sterrata che
risale tutta la valle, ma è più comodo riservarla come variante
per la discesa). Ci si addentra nel bosco di castagni per poi passare
sul versante opposto della valle superando il torrente su un minuscolo
ma sicuro ponticello. Ora attenzione: non dirigetevi a destra verso l'impianto
ENEL (lì il sentiero finisce) ma prendete la strada sterrata. Superata
la fontana SEL, notiamo sulla destra l'indicazione per la più antica
'Acqua di San Carlo' (quota 1.059): acqua dalle proprietà sicuramente
eccezionali, se è vero che la fonte scaturì miracolosamente
per opera dell'infaticabile San Carlo, che fermandosi in questo luogo
ed essendo riarso dalla sete in men che non si dica risolse il problema
facendo sgorgare una bella fresca sorgente: di qui seguirono pellegrinaggi
di fedeli e poi l'idea di sistemare adeguatamente il sito (1934).
Ancora una manciata di minuti ed eccoci in vista della semplice costruzione
dell'agriturismo 'La Baita'. Nella bella stagione ci sarà magari
capitato di incontrare sul sentiero il folto gregge di capre di proprietà
dei gestori, d'inverno invece gli animali vengono riparati a valle. Le
piccole salette interne vi accolgono in una cordiale calda atmosfera:
ambienti dai soffitti bassi e ben riscaldati da una gloriosa stufa di
ghisa, innumerevoli antichi attrezzi appesi alle pareti. C'è posto
per un numero limitato di commensali: per pranzare è necessario
prenotare (tel. 3475212186), ma non c'è problema per un più
semplice ma appagante spuntino a base di salumi e formaggi (magari completati
da una bella crostata casalinga): sono veramente pregevoli.
Ritorniamo a Introbio seguendo la comoda strada sterrata, anche quando
c'è neve è comunque battuta e sempre percorribile. Aggiungiamo
un'ultima nota di merito: è un itinerario soleggiato e luminoso,
quindi piacevole anche nei mesi invernali.
autunno/inverno 2005:
sono in programma diverse escursioni per ricordare le vicende della guerra
partigiana in queste valli: vedere il sito www.55rosselli.it-
sezione iniziative (torna su)