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Val Mastallone (zona Valsesia):
da Fobello all'Alpe Baranca
Itinerario: Fobello/Campo-Rifugio Baranca-Lago
di Baranca-Alpe Selle
Dislivello: 650 m circa, da Alpe La Gazza/Campo (1175 m) all'Alpe
Selle (1824 m)
Tempo totale di cammino: circa 4 ore (salita/discesa)
Dove rifocillarsi e pernottare: Rifugio Alpe Baranca, cell. 3478659385
Come arrivare da Milano: in
auto, autostrada A4 MI-TO, uscita per A26/Gravellona Toce, dalla A26 uscita
per Romagnano Sesia e seguire indicazioni per Varallo Sesia, poco dopo
Varallo prendere a destra la Provinciale SP9 per la Val Mastallone, superare
Fobello e parcheggiare al termine della strada asfaltata (Alpe La Gazza/Campo)
Esplora la zona con le >> MAPPE
di GOOGLE

La Val Mastallone si distacca dalla Valsesia nei
pressi di Varallo e, percorrendo in auto i primi chilometri della strada
provinciale (SP9) che risale tutta la valle si è colpiti dal carattere
contorto, angusto e cupo della sua conformazione, che non sembra per nulla
invitante
ma avvicinandosi alla parte più alta il panorama
si allarga e si fa soleggiato e verdeggiante.
Raggiunto il paese di Fobello (873 m) si prosegue sulla carrozzabile di
fondovalle superando le frazioni di Boco, Catognetto, La Piana, S. Maria,
sino a giungere all'Alpe La Gazza/Campo (1175 m). Qui si lascia l'auto
e si inizia a camminare seguendo le indicazioni per Alpe e Lago Baranca,
sulla destra del torrente Mastallone. Ci inoltriamo sull'ampia mulattiera
acciottolata a tratti formata da massi veramente ciclopici e senza strappi
in breve superiamo gli alpeggi Catolino (1252 m) e Lungostretto (1291
m) ormai abbandonati. Le acque spumeggianti del torrente, che in vari
punti forma tumultuosi salti d'acqua e cascatelle, ci accompagnano per
quasi tutto il percorso: particolarmente spettacolare doppia cascata detta
'dei Pissoni'. Poco oltre attraversiamo il torrente su di un ponte cementato
per proseguire sulla mulattiera che si innalza regolare raggiungendo con
vari tornanti e un lungo diagonale l'Alpe Baranca (1566 m): ampio, soleggiato
pianoro prativo popolato da svariate belle baite addossate a grandi massi;
poco distante il Rifugio Alpe Baranca, punto tappa della Via Alpina-tratto_blu
(vedi nota 1). Qui sosta facoltativa, ma
potrebbe già essere di per sé una bella meta per famiglie
con bambini: non mancano mucche e cavalli al pascolo e le acque del ruscello
(qui molto tranquillo) per i giochi dei piccoli. Proseguendo s'incontra
(quota 1640 m circa), una cappelletta scolpita all'interno di un grosso
macigno, realizzata dal Gruppo Alpini Fobello sul luogo di una preesistente
costruzione distrutta da una valanga. L'itinerario prosegue senza problemi
con alcuni tornanti ed altrettanti tratti in diagonale, si porta più
in alto nei pressi della scenografica cascata creata dalle acque che escono
dal lago di Baranca (1775 m), sorgente del Mastallone. Le sponde del laghetto
coi suoi riflessi luminosi offrono scorci gradevolissimi e basta alzare
un po' lo sguardo ed ecco in fila ordinata le baite dell'Alpe Selle, che
ci osservano dall'alto. Si guada il torrente nel punto in cui esce dal
lago e ci si porta sulla sponda sinistra idrografica. Pochi minuti e siamo
al Colle di Baranca (1818 m): piegando di poco a destra ci affacciamo
sulla Valle Olocchia e, se la giornata è limpida, si apre davanti
a noi un'infinita sequenza di monti e vallate. Il Colle di Baranca fu
per secoli un'importante via di comunicazione tra la Valsesia e la Valle
Anzasca, e ancora oggi viene percorso dai pellegrini diretti a S. Antonio
di Bannio. Dal valico transitò, nel 1789, anche il celeberrimo
naturalista ginevrino Horace Benedict de Saussurre.
All'ingresso dell'abitato dell'Alpe Selle (1824 m) si fa notare una bella
fontana lignea scolpita in forma raffinata. Alcune baite sono in stato
di abbandono (come l'ex Albergo degli Alpini), altre riattate. Poco distante,
oltre un piccolo avvallamento, si ergono i ruderi, posti su un poggio
panoramico, di quella che fu la superba Villa Aprilia, della famiglia
Lancia, originaria della valle, distrutta durante l'ultimo conflitto mondiale
dalle truppe nazifasciste (vedi nota 2).
L'edificio conserva ancora resti di una fontana e di un porticato con
colonne e capitelli baroccheggianti che lasciano immaginare la raffinatezza
di una abitazione che voleva distinguersi da tutte le altre.
nota 1: La Via Alpina è un progetto
internazionale, volto a creare una serie di itinerari escursionistici
che percorrono l'intero arco delle Alpi, attraversando otto paesi d'Europa.
Leggi di più >> it.wikipedia.org/wiki/Via_Alpina
nota 2: Dopo l'8 settembre '43 molti sfollati,
antifascisti confinati, giovani sfuggiti alla leva e militari ribelli
si erano rifugiati a Fobello e negli alpeggi dei dintorni. La facilità
di accesso all'Ossola e di qui alla Svizzera, tramite il passo di Baranca,
aveva fatto di questa zona un importante via di scampo per sfuggire ai
campi di prigionia tedeschi, fino all'intervento delle formazioni nazifasciste
nel marzo/aprile '44: dopo gli iniziali bombardamenti sulla zona, il 63°
battaglione della legione 'Tagliamento' si stabilisce a Fobello dando
inizio alla sistematica ricerca di giovani partigiani e renitenti nascosti.
Baite e costruzioni in alta quota che potevano essere di rifugio ai ricercati
vengono dati alle fiamme. Tra gli arrestati 9 partigiani vengono fucilati
a Varallo il 14 aprile, mentre i renitenti alla leva inviati sui treni
speciali e spediti nei lager tedeschi di Oberott, Bobingen e Buchloe.
Il rientro dei sopravvissuti avvenne nel maggio del '45, su mezzi di fortuna
o a piedi sui passi alpini più accessibili.
Altre gite nei dintorni:
Val d'Otro
Alpe Bors
Rifugio Barba Ferrero
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E'
uscita la guida di passolento:

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.
vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
leggi
le prime pagine

1. Rifugio Alpe Baranca

2. Il perfetto sentiero lastricato si avvicina all'Alpe Selle

3. Dal Colle di Baranca panoramica verso la Valle Olocchia

4. Baite dell'Alpe Selle

5. Sotto il portico di Villa Aprilia

6. La storica Aprilia del 1936
vedi
anche: www.valsesialanciastory.com
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