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Val d'Otro (Valsesia)
Una valle sospesa nel tempo, nel regno dei Walser
itinerario: Alagna - Val d'Otro - Pianmisura
dislivello: circa 600 m, da Alagna (1.191 m) a Pianmisura (1.782
m)
tempo totale di cammino: 4 ore tra salita e discesa a passo tranquillo
dove rifocillarsi e pernottare: Rifugio Zar Senni, in Otro-Fraz.
Follu, tel 0163922952
Come arrivare da Milano: in
auto, autostrada A8 per Sesto Calende, poi A26 per Alessandria, uscita
a Romagnano Sesia e statale 299 fino ad Alagna
informazioni: APT Alagna, tel 0163564404, www.valsesia.it
Approfondimento: note
sulla storia dei Walser ; CARTINA
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E' uscita la
guida di passolento:

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.
vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
leggi
le prime pagine

1. frazione Feglierec e il Monte
Tagliaferro

2. la chiesetta affrescata di Follu
(click per la panoramica)

3. piccoli nuclei di case a Pianmisura

4. l'elegante cappella di Pianmisura

5. particolare: fioriture sul tetto
della cappella
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Val d'Otro: la valle dei Walser. Vi si arriva da
Alagna (Valsesia) su un agevole sentiero di circa 2 ore: è il cammino
che gli abitanti di Alagna facevano quando, all'inizio della stagione
estiva, lasciavano le loro abitazioni in paese e si trasferivano negli
alpeggi a quote più elevate, per restarvi all'incirca fino a Natale.
Un'escursione 'facile' ma che, forse più di altre, merita di essere
vissuta con calma e curiosità e che ci permette di avvicinarci
alla storia e al particolare sistema di vita comunitaria di queste popolazioni.
Mentalmente dobbiamo fare un salto nel passato, quando, alcuni secoli
fa, in Valsesia e nelle vicine vallate si insediarono in modo sempre più
radicato le piccole ma tenaci comunità Walser, provenienti dal
vicino Vallese. Un popolo di straordinari pastori-agricoltori che ha impresso
un'impronta originale in un'ampia zona delle Alpi Occidentali .
Dalla piazza centrale di Alagna prendiamo una stradina che passando per
il quartiere 'Riale superiore' ci conduce in pochi minuti all'uscita del
paese: alla grande fontana facciamo scorta di acqua fresca prima di iniziare
la salita vera e propria; procediamo poi sul sentiero acciottolato che
si addentra nella valle: pochi minuti e incrociamo una strada sterrata
- noi continuiamo diritti seguendo l'indicazione per la Val d'Otro (sentiero
nr. 3). In breve siamo in mezzo al fresco bosco; eccoci al primo
bivio, laddove ambedue i sentieri portano in Val d'Otro: noi prendiamo
a destra il nr. 3, che punta più direttamente alla nostra destinazione
(il 3A, sulla sinistra, col suo sviluppo più lungo e la salita
meno ripida, era quello su cui transitava il bestiame condotto agli alpeggi).
Saliamo regolarmente, gradino dopo gradino, un tornante dopo l'altro;
lungo la via svariate cappellette. E' un itinerario ombreggiato, relativamente
fresco anche nelle calde giornate estive. Tratti a gradoni più
impegnativi si alternano a momenti più rilassati semipianeggianti.
Ancora una fontana: qui seguiamo il tornante che piega a destra, destinazione
sempre Otro. Camminiamo da circa 1 ora e 30' ed ecco che la valle inizia
ad allargarsi, scorgiamo le prime sagome del villaggio mentre il sentiero
si fa pianeggiante e luminoso, abbellito da vivaci fioriture di epilobio
e invitanti cespugli di lamponi. La Val d'Otro è una 'valle
sospesa': si dice così quando lo sbocco della valle presenta
una sorta di salto notevolmente verticalizzato rispetto al piano della
valle sottostante (in questo caso quello della Valsesia); una tipica morfologia
prodotta dall'erosione glaciale, dove però il potere di erosione
del ghiacciaio della valle principale è stato decisamente superiore
(ha scavato di più) rispetto a quello tributario. La 'valle sospesa'
è però anche e soprattutto una 'sorpresa', un paesaggio
che si rivela e si dispiega davanti a noi quasi all'improvviso, con un
impatto decisamente suggestivo (foto 2). Nell'ampio pianoro (quota circa
1.660 m), incorniciato da un frastagliato ventaglio di monti, sono adagiate
sei piccole frazioni, perfette nella bellezza delle tipiche architetture
delle case Walser che si stringono protettivamente l'una all'altra, ma
tutte con lo stesso orientamento rivolto verso il sole, mentre si notano
sui declivi le precise geometrie dei campetti un tempo più intensamente
coltivati. Sullo sfondo del gruppo di case più decentrato (Feglierec)
spicca il profilo maestoso del monte Tagliaferro, mentre Follu si raccoglie
intorno alla chiesetta affrescata, dedicata alla Madonna della Neve. C'era
un sacerdote che risiedeva stabilmente in questa località e i bambini
che frequentavano la scuola ad Alagna, facevano tutti i giorni il cammino
su e giù. Il forno da pane, restaurato, lo troviamo nella frazione
Dorf: la cottura del pane era un rito collettivo fondamentale, che si
faceva 2 volte all'anno. Scarpia è l'ultimo villaggio, in posizione
particolarmente suggestiva; qui notiamo anche la singolare struttura delle
case, difese dalle valanghe da un terrapieno che si raccorda ai tetti
a mo' di protezione. L'armonia è l'impronta dominante di questa
bella valle: natura, villaggi, campi coltivati e pascoli sembrano formare
un insieme perfettamente equilibrato, ed è facile sentirsi invasi
da un sentimento misto di ammirazione e nostalgia di un mondo passato
che ci si presenta in tutta la sua bellezza, mentre la durezza estrema
di quelle condizioni di vita rimane più in ombra. In Val d'Otro
le strade e le auto non sono arrivate e capita ancora di incontrare qualche
agricoltore che trasporta le sue cose a dorso di mulo. Per fortuna la
comunità locale resiste alla tentazione di massificare questo luogo
splendido che verrebbe completamente snaturato perdendo tutto il suo fascino.
Da Follu un segnavia indica Pianmisura a 30': vale assolutamente la pena
di completare questo giro perché il sentiero che si percorre è
bellissimo e la salita moderatissima. Pianmisura si trova quasi alla testata
della valle, una conca dal carattere severo e affascinante insieme, soltanto
prati e rocce e piccoli nuclei di casette in pietra decisamente spartane,
in gran parte abbandonate (foto 3). Spicca per contrasto, l'elegante facciata
della chiesetta restaurata (foto4). A Pianmisura si respira un'atmosfera
un pò malinconica, c'è la chiara percezione di un tempo
che è passato, di una storia conclusa e che non può tornare
- anche se alcune case recentemente restaurate sono il segno dell'attaccamento
di questa gente ai propri luoghi e della volontà di tenerli in
qualche modo vivi.
Si ritorna ad Alagna per gli stessi sentieri.
Approfondimento: note
sulla storia dei Walser
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