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Natura, Arte e Cultura in Valchiavenna
dalle Cascate dell'Acqua
Fraggia a Palazzo Vertemate
itinerario: Borgonuovo di Piuro - S. Abbondio
- Cranna - Cortinaccio
dislivello: trscurabile, solo qualche saliscendi (circa 150 m)
tempo totale di cammino: 2 ore di cammino più la visita
guidata
Come arrivare da Milano: in
auto, superstrada Milano-Lecco-Colico, poi direzione Chiavenna e di qui
direzione St. Moritz. Borgonuovo di Piuro si trova a pochissimi km da
Chiavenna - vedi mappa.
informazioni: Ufficio Turistico Chiavenna tel +39034337485; sito
correlato: www.valchiavenna.com
esplora la zona con le MAPPE
DI GOOGLE
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E' uscita la
guida di passolento:

Formato 15 x 23
4 colori, 146 pag.
vedi dettagli su
>> ilmiolibro.it
leggi
le prime pagine

1. La facciata di Palazzo Vertemate

2. la vigna

3. le basi invernali per le piante
di agrumi

4. lo stemma sul portone

5. particolare degli affreschi

6. la Stube con la grande stufa
in ceramica

7. lo stanzino dello scrivano
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Oggi combiniamo una breve, gradevole passeggiata
per boschi antichi villaggi non lontani da Chiavenna e la visita di Palazzo
Vertemate, straordinario e raffinato esempio di dimora signorile in ambito
alpino.
Si parte da Borgonuovo di Piuro (a pochi km da Chiavenna), dove lasciamo
l'auto al parcheggio del parco nei pressi delle cascate dell'Acqua Fraggia.
Il toponimo 'borgonuovo' ci rimanda al lontano 1618 quando una catastrofica
frana spazzò via la fiorente cittadina di Piuro, provocando la
morte dei suoi mille abitanti. La bellezza delle cascate dell'Acqua Fraggia
colpisce chiunque si trovi a passare dalla Valchiavenna: col loro fragoroso
doppio salto sulla scura roccia imprimono una suggestione speciale a quest'angolo
meraviglioso della valle, ammirata anche dal grande Leonardo. Avvicinandoci
alla base delle cascate possiamo apprezzarnene tutta la potenza; se poi
volessimo osservarle da più angolazioni potremmo percorrere il
sentiero panoramico (2 ore; imbocco presso la mulattiera che sale a Savogno).
Noi optiamo invece per un giro più modesto, che passando per i
vecchi borghi di S. Abbondio e Cranna, ci conduce alla località
Cortinaccio dove andremo a visitare Palazzo Vertemate. Dunque dal parcheggio
prendiamo la strada che porta alla Chiesa di S. Abbondio dove si trova
anche il Museo di Piuro. Proseguiamo salendo le gradinate che intersecano
le caratteristiche antiche viuzze. La mulattiera prosegue oltre il paese
andando a incrociare la stradina in più punti. Si raggiunge il
ponte sul torrente Valle Drana (558 m) e si prosegue in leggera salita
sino alle case del nucleo di Cranna. Di qui si può avere una bella
inquadratura di Palazzo Vertemate: attraversiamo il paese e seguiamo la
strada sino all'ingresso del Palazzo a Cortinaccio.
La visita guidata, che dura circa 1 ora, ci permette non solo di
ammirare un'opera di squisita raffinatezza ma anche di cogliere alcuni
tratti peculiari della storia della Valchiavenna. Dimora di rappresentanza
di una agiata famiglia di commercianti del XVI secolo (i fratelli Guglielmo
e Luigi Vertemate Franchi) testimonia anche la solidità dell'economia
del tempo, in una valle che è sempre stata incrocio di scambi commerciali
e culturali da e verso il Nord Europa (tramite il passo dello Spluga,
il Settimo e per ultimo il Maloja), dunque una valle ricca e aperta agli
influssi culturali e artistici internazionali.
Se Palazzo Vertemate si salvò dalla rovinosa frana del 1618 fu
grazie alla sua fortunata posizione, alta sulla valle e panoramicissima.
Entriamo nel micromondo di questa raffinata dimora: con i suoi orti, il
vigneto (foto 2), la chiesetta, il castagneto, le stalle, le case dei
dipendenti costituiva, si può dire, un luogo quasi autosufficiente
per la piccola comunità che vi gravitava intorno.
Una realtà autonoma dunque e notevole per le sue dimensioni - in
un contesto di montagna. All'esterno ammiriamo i bei giardini fioriti
e la vigna, curatissima, da cui di ricava un vino di pregio: da notare
l'alto muro che la circonda e che, assorbendo calore, ha la funzione di
favorire la maturazione; ingegnosi anche i parapetti in pietra, con basi
semicircolari (foto 3), su cui si mettevano i vasi con piante di agrumi
per mantenerli più caldi durante la stagione invernale - Chiavenna
tra l'altro ha un microclima mite, mediamente le temperature d'inverno
sono 8 gradi superiori rispetto a Sondrio nella vicina Valtellina. Caratteristica
dell'aspetto esteriore del palazzo (foto 1), come del resto di molti palazzi
di Chiavenna, è l'estrema semplicità in netto contrasto
con la ricchezza di decorazioni all'interno. Varchiamo il portone d'ingresso,
sormontato dallo stemma con l'aquila imperiale (foto 4): all'interno ci
si apre un ambiente di colori, affreschi raffinati, decorazioni sorprendenti
dei soffitti, cura estrema di tutti i particolari. Al piano terra ecco
la sala di rappresentanza, magnificamente affrescata e ricca di particolari
dettagli che denotano l'attenzione con cui il progetto è stato
realizzato: per esempio il disegno del dio Marte che sembra voltarsi allargando
le braccia al cambio di prospettiva dell'osservatore (foto 5). Passiamo
nella stanza successiva, l'accogliente 'Stube' (foto 6), interamente rivestita
da calde boiseries, dove troneggia una favolosa stufa di fabbricazione
tedesca; particolare curioso: lo stanzino dello scrivano (foto 7), deputato
a registrare tutto il contenuto delle conversazioni e/o contrattazioni
che vi si svolgevano ! Proseguendo verso la stanza adiacente notiamo sopra
la porta l'elaborato e perfetto lavoro d'intaglio nel legno. Al primo
piano ecco la galleria con ritratti di famiglia, tutti piuttosto seriosi,
e la camera detta di Napoleone dove in realtà l'imperatore non
soggiornò mai, pur avendo avuto un ruolo determinante nel sottrarre
la Valchiavenna alla dipendenza dai Grigioni (la valle fu incorporata
nella Repubblica Cisalpina nel 1797). Il secondo piano è il piano
nobile, ogni stanza ha una sua impronta particolare, con affreschi e soffitti
intagliati di straordinaria maestria
camera arancio, camera blu,
camera dei mestieri e camera del capofamiglia con le cariatidi: buffa
quella che se ne sta seduta con espressione di paziente sopportazione.
Interessante la stanza 'del Carducci', dai soffitti sobri ed eleganti,
dove il poeta soggiornò in vari periodi estivi. E infine bella
serie di dipinti di Strozzi, pittore genovese, specialmente un San Gerolamo
con leone molto inquietante.
Questa descrizione è purtroppo assolutamente sommaria e ci vorrebbero
pagine e pagine per descrivere esaurientemente tutto questo ambiente straordinario,
ma non sarebbe utile perchè il bello è proprio di andarci
di persona, senza sapere già tutto in anticipo.
Finita la visita riprendiamo la nostra passeggiata per ritornare
al punto di partenza, alle cascate: uscendo dalla villa costeggiamo il
muro di cinta e all'angolo del muraglione imbocchiamo il sentiero seguendo
poi le indicazioni per il 'percorso vita': bella mulattiera fiancheggiata
da forti muretti in pietra. Si raggiunge piacevolmente il torrente Valle
Drana e lo si attraversa proseguendo poi senza difficoltà per ritornare
al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto
Nota: Nell'800 c'è stato un periodo di abbandono e degrado che
ha danneggiato le decorazioni degli interni. Al momento in cui scriviamo
(ottobre 2007) sono in corso i lavori di restauro che dovrebbero terminare
prevedibilmente nella primavera del 2008.
Altre escursioni nei dintorni:
Savogno
Marmitte dei Giganti
Invia un commento e/o un aggiornamento: passolento@tiscali.it
data pubblicazione: ottobre 2007
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